Pedagogia sperimentale (Psico) 2012/2013

Pedagogia sperimentale. Corso di laurea triennale in Scienze e Tecniche psicologiche – Prof. Batini – 12 CFU – Facoltà di Scienze della Formazione.
Il corso ha avuto inizio il 01 ottobre 2012.

Il corso intende introdurre: al concetto di ricerca pedagogica con particolare riferimento all’approccio sperimentale; alle definizioni per un alfabeto comune sulla ricerca educativa, sulla didattica e sugli aspetti correlati; alle principali teorie e modelli didattici; alle didattiche della lettura e delle competenze sino alle specifiche tecniche di interventi di consulenza educativa.

Metodi didattici: Lezione, comparazione di documenti, presentazione di teorie e metodi e loro discussione, analisi ed utilizzo di strumenti, lezione partecipata, studio di caso, dialogo a distanza e confronto. Project work. Previsti ospiti con la presenza anche del docente titolare del corso.

1. Appunti di ricerca educativa, Pensa Multimedia + altro testo introduttivo da concordare con il docente

2 e 3.  F. Batini, S. Cini, A. Paolini, Le sedici competenze di base, Pensa Multimedia + FLFL diario di bordo per l’acquisizione delle sedici competenze di base, Pensa Multimedia ( il secondo è un testo da compilare)

4. Batini, Fornari, Pazzagli, Ho scelto (titolo provvisorio, in stampa).

5. Un testo a scelta tra quelli proposti dal docente durante il corso

6. Lettura del romanzo “La Bestia” di Silvia Daveri.

Obiettivi, sono… essere in grado di:

– ricostruire nelle linee essenziali il dibattito epistemologico sulla ricerca nelle scienze umane con particolare riferimento all’ambito educativo;

– formalizzare un’ipotesi di ricerca con tutte le fasi previste (domanda, identificazione del tema, costruzione del quadro teorico etc…);

– costruire un semplice disegno di ricerca;

– padroneggiare gli strumenti elementari di analisi dei dati

– formulare delle conclusioni a chiusura di un processo di ricerca

– leggere criticamente l’impianto metodologicio di una ricerca e di comprenderne/metterne in dubbio i risultati.

– costruire un quadro valutativo

– condurre un’osservazione predisponendone gli strumenti.

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Una risposta a Pedagogia sperimentale (Psico) 2012/2013

  1. giovanna caruso ha detto:

    La lettura, non solo mera attività didattica, ma strumento che assurge ad azione forte, incontinente , mezzo terapeutico che apporta un vero e proprio benessere psicologico, emotivo, che cura “il mal d’amore” come prospettava il Petrarca, che scopre le nostre emozioni, che rivela gli altrui stati d’animo. La lettura, come canale di comunicazione sociale per la sua capacità di costruire relazioni e di confrontare esperienze .
    Vera e propria azione volta all’ autoriflessione, alla crescita personale, alla traduzione di esperienze di vita in linguaggio, è espressione e rivelazione di pensieri, di sentimenti, di valori, è abbattimento delle barriere interculturali per l’ apprendimento e la conoscenza di nuovi atteggiamenti, relazioni e comportamenti sociali .
    La lettura, insostituibile valore umano, ci rende liberi, saggi, ci insegna chi siamo , ci racconta il passato per costruire un futuro migliore, ci fa crescere e ci fa conoscere. Ogni ambito del sapere umano, dalla letteratura alla pedagogia, dalla psicologia alle moderne neuroscienze, è e ne deve essere impregnato, ne deve essere custode e mezzo di trasmissione sia che si tratti di lettura su base individuale che di lettura condivisa, di lettura praticata ad “ALTA VOCE”: caratteristica, questa, nobile ed insostituibile per gli obiettivi e gli scopi che tende a raggiungere.
    Sin dalla prima infanzia, infatti, la lettura ha un posto d’onore nello sviluppo delle attività cognitive del bambino. E’ certamente fondamentale per un genitore riuscire perciò, a trasmettere l’amore, il piacere di leggere, di “favorire un certo contagio” come diceva Pennac. Inizialmente, il bambino “legge” attraverso il linguaggio, la parola, i gesti, l’intonazione di chi ad ALTA VOCE, con un libro in mano, racconta, interpreta, mima, una storia, un racconto una fiaba. Il piccolo uomo, impara pian piano ad interagire, ad essere “contagiato” da tali parole, ad organizzare pensieri, ad esternare emozioni ad “empatizzare” con gli altri e con il mondo che lo circonda. La lettura ad alta voce, aumenta la capacità di ascolto e di concentrazione ed è certamente poi propedeutica a quella che sarà una lettura individuale, più soggettiva, più introspettiva. Il leggere ad alta voce come risulta poi dal testo in oggetto può divenire attività rivolta agli altri (LaAV, Batini) nel senso che può creare un valido supporto a vantaggio di cure e terapie . Nella mia personale esperienza, in un contesto di patologie neurologiche e psicologiche, ho riscontrato grande apporto dall’applicazione di tale dinamica terapeutica, come aiuto alla comprensione del proprio passato per la riprogrammazione del proprio futuro. Esprimere “ad alta voce” pensieri ed emozioni inespressi può far parlare la propria mente e la propria anima per farci sentire comunque e sempre vivi ; può insegnarci ad accettare realtà apparentemente incomprensibili e lontane dal nostro volere, può insegnarci a riconoscere e a superare problemi ed ostacoli.
    In conclusione, grazie al testo in esame “Imparare dalla Lettura” (a cura di Simone Giusti e Federico Batini), abbiamo finalmente colto l’occasione per fermare il tempo, per rallentare il ritmo frenetico del nostro vivere quotidiano e per concederci un momento nostro, un momento da protagonista della propria vita e non da semplice e passivo osservatore che tutto lascia scorrere. La lettura, e questo lo diciamo con la convinzione di chi ne “fa uso ed abuso”, deve essere parte del nostro esistere, deve nutrirci e deve essere nutrita ogni giorno, deve essere amata ed interpretata come la trama della nostra vita, e, cosa molto importante, deve essere trasmessa con passione ed intelligenza ai nostri figli dando loro dimostrazione degli effetti benefici e dell’alto valore morale ed educativo di cui essa stessa è portatrice.

    GIOVANNA CARUSO matricola 255277
    PATRIZIA BRUNORI matricola 255376

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