Competenze e standard

In tema di certificazione di competenze l’Europa ha iniziato a produrre riflessioni importanti da quasi venti anni, compresa l’Italia (basti pensare alla sterminata produzione ISFOL, reperible non solo su volumi ma anche on line). Questo perché la gestione delle competenze è stata sin da subito riconosciuta come uno dei fattori principali su cui investire.
In questo periodo, ed in particolar modo negli ultimi anni, l’Unione è arrivata a definire tre principi che devono stare alla base della governance dei sistemi:
• la reciproca fiducia tra sistemi formativi-educativi dei paesi membri;
• i meccanismi di riconoscimento interpretati nel modo più favorevole alla persona;
• le attestazioni di competenza rilasciabili in seguito ad un apprezzamento delle qualità personali, delle attitudini o delle conoscenze del richiedente da parte di un’autorità, senza preventiva formazione.
Questo significa che le competenze costituiscono un capitale del soggetto e che le competenze comunque e dovunque acquisite che devono essere opportunamente validate e certificate per costituire un credito spendibile.
La scelta delle competenze è per questo considerata ormai uno snodo strategico, un fatto imprescindibile, in grado di mettere in comunicazione e far dialogare i diversi sub-sistemi tra loro (scuola, formazione professionale, lavoro). Certificarle in modo chiaro e trasparente è consequenziale.
La certificazione, in quanto atto di valore pubblico, con cui un’autorità riconosciuta attesta ad un soggetto il possesso di determinate competenze sulla base di determinati standard di riferimento, si comprende come diverrà un momento centrale nella storia di molte persone. Un momento nel quale la logica, e la filosofia, dell’inclusione e dell’uguaglianza devono essere presenti. Da qua passa infatti non soltanto l’integrazione fra i sub sistemi, ma ancora di più, l’integrazione sociale dei soggetti deboli.
Fra i vari concetti che incontriamo (certificazione, competenze, validazione ecc.) quello di standard è uno dei basilari. Con standard si intende (seguendo la definizione dell’ISFOL) il riferimento essenziale per raggiungere livelli qualitativi e di spendibilità omogenei in seguito ad un percorso formativo. Standardizzare significa “normalizzare” la varietà e renderla comunemente riconosciuta e valida. Gli standard minimi di competenza contengono in relazione ai diversi settori produttivi i seguenti requisiti:
– il riferimento alla figura o gruppi di figure professionali e alle attività o aree che le caratterizzano;
– la descrizione delle competenze professionali e i criteri per la valutazione del possesso di tali competenze;
– l’individuazione della soglia minima riferita al possesso delle competenze necessaria per la certificazione.

I due volumi per l’acquisizione delle 16 competenze di base (strettamente collegati) sono:
Batini F., Cini S., Paolini A. (2012), Le sedici competenze di base, Lecce, Pensa Multimedia (volume per docenti, formatori, operatori con l’intero percorso, le attività, i materiali, i consigli e le indicazioni per gestire ogni ora di didattica).
Batini F. (a cura di, 2012), FLFL Fun Learning for life (volume/diario per allievi), Lecce, Pensa Multimedia (il volume da completare per allievi per seguire il percorso che i docenti, sulla base dell’altro volume possono proporre loro).

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