Si impara meglio se…

Carissimi, proviamo ad immaginare quali sono le condizioni che facilitano l’apprendimento per i soggetti:

  • i soggetti imparano meglio e più quando sono coinvolti direttamente (si richiede dunque l’esplicitazione nella microprogettazione circa l’utilizzo di strumenti di partecipazione e di attività per sperimentarsi in situazione protetta, di modalità concrete di attivazione);
  • i soggetti (specie gli adulti, ma non solo) imparano più e meglio quando ciò che apprendono ha a che fare con la loro esperienza quotidiana e quest’ultima è valorizzata ed utilizzata nel contesto di apprendimento (studi di caso presi dall’esperienza, esperienze professionali e personali valorizzate ed usate per introdurre o veicolare alcuni concetti);
  • i soggetti imparano più e meglio quando ciò che apprendono è vicino e si aggangia a qualcosa che sanno già (nella costruzione degli esempi, ma anche nella prossimità delle conoscenze, se un operatrice/operatore è già formato sul genere e sulla discriminazione femminile si potrà parlare di identità sessuale a partire da concetti/costrutti/contenuti di cui è già a conoscenza, per aggangiarvi poi quelli meno noti);
  • i soggetti imparano meglio quando le proposte formative partono da una pratica o da una sperimentazione diretta (anche simbolica, come avviene con i processi di empatizzazione che, ad esempio, si verificano nell’ascolto di storie) e successivamente giungono alla teorizzazione (anche nell’analisi dei bisogni con i referenti degli stake holder abbiamo avuto modo di comprendere come siano importanti e rilevanti gli impatti sulla sensibilità e sulla disponibilità a conoscere e comprendere meglio le “storie”);
  • i soggetti hanno bisogno di collocare quanto apprendono nel quadro di ciò che sanno già in modo che non confligga (bisogno di coerenza, occorre tempo per ristrutturare una dissonanza cognitiva);
  • i soggetti imparano meglio quando i mediatori didattici utilizzati sono vari e fanno riferimento a canali cognitivi differenti (teoria delle intelligenze multiple, stili di apprendimento);
  • i soggetti possono acquisire conoscenze senza per questo modificare, in maniera conseguente, comportamenti nei confronti degli altri e valori-guida di riferimento se non si agisce su una dimensione più profonda che coinvolge gli elementi “meta” (controllo del proprio apprendimento, metaipseità, riflessività), per far questo occorre “preparare ad una cultura” (convinzione ed adesione circa la necessità e l’urgenza di un’educazione a questa sensibilità, condivisione della urgente necessità di alfabetizzazione in termini di conoscenze e competenze circa i temi citati).

    buon lavoro

    Federico Batini

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