Una bella lettera di Aldo Busi a “Repubblica”, ringraziando Luciana Tartaglia per la segnalazione

CARO DIRETTORE, che bello quando i genitori non si travestono da mamma e da papà col righello della norma in pugno! Oggi ho voglia di parlare di educazione infantile perché, avendo cercato di farmi venire in mente il nome di un eccellente traduttore inglese che non sento da tanti anni, mi sono ricordato di quella volta che mi raccontò dei suoi due figli maschi che ormai andavano alle elementari. Io ero stato una volta a cena a casa sua, avevo conosciuto la moglie e visto i due bambini che stavano per essere messi a fare le nanne, tra il primo e il secondo ci sarà stata una differenza di due anni, non ricordo altro, a parte un certo che di serenamente volitivo, di guerresco in entrambi. A distanza di un lustro, chiesi al traduttore come stavano i suoi figli e mi disse le testuali parole, “Benissimo, il più piccolo è un transgender pieno di risorse e di fantasia, l’altro è il suo scudiero, lo difende in tutto e per tutto anche se non ne ha proprio bisogno, si sa difendere benissimo da solo”. Avendo temuto di non aver capito bene o forse facendo finta di non aver capito affatto, gli chiesi, “Transgender? E che significa? Non fa la terza?”, “Che un giorno vuole andare a scuola vestito da uomo e un giorno vestito da donna”, “E voi?”, sottintendendo ‘e voi genitori? ’, “Niente, abbiamo dovuto fargli due guardaroba, così come dopo avere voluto i tamburi da mio padre ha voluto l’arpa da sua nonna materna e va a lezione sia di percussioni che di arpa e adesso ha una passione sfrenata per i venti, al mare si pavoneggia nel suo giubbetto con le borchie e fa il capobanda skinhead di un branco di piccoli delinquenti dei giostrai e in spiaggia si mette il bikini, che fra l’altro c’ha un pisellone per la sua età che farebbe comodo a me con la mia…”, e io, “Ma è straordinario! Anch’io vorrei un figlio così, anzi, li vorrei entrambi così, anzi: li vorrei tutti e tre così, visto che due in uno è sempre meglio che la metà di niente. Anzi, avrei voluto dei genitori come te e tua moglie…. L’ARTICOLO PROSEGUE SU EXTRA (contenuti a pagamento di Repubblica.it) o sulla versione cartacea di oggi.

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Una risposta a Una bella lettera di Aldo Busi a “Repubblica”, ringraziando Luciana Tartaglia per la segnalazione

  1. silvia natoli ha detto:

    bellissima lettera, purtroppo ho visto l’articolo tardi, ma andrò sicuramente a leggere l’articolo completo sul sito. Questa lettera dovrebbe essere letta da molti, é bello leggere di genitori che parlano così liberamente e tranquillamente di un argomento che quì in Italia purtroppo é ancora un taboo.

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