Dopo le letture in corso… Un omaggio con Cyrano… che abbiamo già conosciuto

Carissimi allievi, carissimi amiche e amici, mi sento ormai di chiamarvi così…nel significato vero del termine.

Sono davvero davvero davvero sorpreso, grato, commosso del pomeriggio che abbiamo passato insieme ieri. Sono stato benissimo, mi sono divertito, mi sono sentito dentro un gruppo, mi sono emozionato, mi sono intrufolato in un sacco di conversazioni interessanti e abbiamo letto, letto, letto… grazie! Mi spiace di non essere riuscito a salutare alcuni di voi che sono dovuti partire prima della fine delle letture… vi siete persi una gran cena… e una serata davvero incantevole.

Ho cercato le parole per raccontare ma non le trovo e allora ho pensato, visto che in aula abbiamo letto Cyranò nella versione riscritta da Benni, che non mi ha soddisfatto del tutto, di farvi dono della versione originale (seppur tradotta) qualcuno avrà apprezzato, immagino, più il dono del vino e dello champagne di ieri sera, ma va bene lo stesso… questo per me è un regalo più importante 😉 Vi saluta anche Ilaria che vi ha definito splendidi… e ha proprio ragione… avrei avuto voglia di parlare due ore con ciascuno di voi… intanto vi faccio tanti, tanti, tanti auguri, di cuore.

Cercarmi un protettore, eleggermi un signore, e come l’edera che dell’olmo tutore accarezza il gran tronco e ne lecca la scorza, arrampicarmi, invece di salire con forza?
No, grazie!
Dedicare, com’usa tradizione, dei versi dei ricconi? Far l’arte del buffone pur di vedere alfine le labbra di un potente schiudersi a un sorriso benigno e promettente?
No, grazie.
Saziarsi di rospi? Digerire lo stomaco per forza dell’andare e venire? Consumar le ginocchia? Misurar le altrui scale? Far continui prodigi di agilità dorsale?
No, grazie!.
Accarezzare con mano abile e scaltra la capra e intanto il cavolo innaffiare con l’altra? E ad  aver sempre il turibolo sotto de l’altrui mento per la divina gioia del mutuo incensamento?
No, grazie!.
Progredire di girone in girone, diventare un grand’uomo tra cinquanta persone, e navigar con remi di madrigali, e avere per buon vento i sospiri di vecchie fattucchiere?
No, grazie!
Pubblicare presso un buon editore, pagando, i propri versi!
No, grazie dell’onore!
Brigar per farsi eleggere papa nei concistori che per entro le bettole tengono i ciurmatori? Sudar per farsi un nome su di un piccio! sonetto anzi che scriverne altri? Scoprire ingegno eletto agl’incapaci, ai grulli; alle talpe dare ali,  lasciarsi sbigottire dal romor dei giornali? E  sospirare, pregare a mani tese: Pur che il mio nome appaia sul giornale francese?
No, grazie!
Calcolare, tremar tutta la vita, far più tosto una visita che una strofa tornita, e scrivere suppliche e farsi qua e là presentare?…
Grazie, no! grazie no! grazie no!
Ma… cantare, sognare e ridere, libero, indipendente, aver l’occhio sicuro e la voce possente, mettersi quando piaccia il feltro di traverso, per un sì, per un no, battersi o fare un verso! Lavorar, senza cura di gloria o di fortuna, a qual sia più gradito viaggio, nella luna! Nulla che sia farina d’altri scrivere, e poi modestamente dirsi: ragazzo mio, tu puoi tenerti pago al frutto, pago al fiore, alla foglia pur che nel tuo giardino, nel tuo, tu li raccolga! Poi, se venga il trionfo, per fortuna o per arte, non dover darne a Cesare la più piccola parte, aver tutta la palma della meta compita, e, disdegnando d’essere l’ellera parassita, pur non la quercia essendo, o il gran tiglio fronzuto salir anche non alto, ma salir senza aiuto!

Da Edmond Rostand, Cyrano de Bergerac

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15 risposte a Dopo le letture in corso… Un omaggio con Cyrano… che abbiamo già conosciuto

  1. Gloria ha detto:

    Mi dispiace un sacco non essere potuta rimanere ma….spero che avremo modo di rifarci!!…..Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano: “E’ il sorridere che rende felici” Grazie Prof.!

  2. federicobatini ha detto:

    grazie a lei Gloria… non avevamo detto di eliminare il “prof? -)”

  3. federicobatini ha detto:

    così va molto meglio, grazie Gloria

  4. elisa cifiello ha detto:

    Che bevuta! Buona e abbondante! La compagnia poi è stata splendida! Ho conosciuto persone pulite, che brillano di luce propria, veramente gentili. E poi Arezzo è veramente bella. In libreria sono stata colpita dalla gentilezza e dalla disponibilità di Ilaria e se posso fare una considerazione, direi che avere una persona competente che ti guida nell’editoria è uno strumento importante. Spesso si entra in libreria con un bisogno di storie non ben definito, ma sapendo che lì, da qualche parte, fra le pagine dei tanti volumi, c’è il soddisfacimento di quel bisogno. Se vai in una libreria grande, il libraio non c’è: c’è tanto, troppo, di tutto, ma il libraio che ti guidi, che ti ascolti, no.
    Se invece poi entri in un posto intimo, accogliente, con una libraia attenta e competente e magari un Federico (ho coniato una nuova categoria per definirti, dato che per me non esisteva in natura: c’era il professore, c’era il formatore, c’era la persona competente, c’era la persona che intellettualmente e fisicamente non dà buca, c’era il burbero sensibile, c’era il tipo che se provi a fregarlo sono, diciamo, problemi, c’era la persona che capisce il tuo lavoro e che ti valuta per quello di cui hai bisogno e non per il solo raggiungimento o meno di uno standard, c’era il buon ascoltatore e il buon osservatore, c’era quello che ti imbarazza, perché vede i tuoi limiti e ti spinge ad affrontarli….ma tutto insieme riassunto in una sola parola non c’era), ecco allora ti puoi fermare ad ascoltare quel bisogno interiore di storie, che prende forma e dare dei nomi, dei titoli, dei volti (quelli degli autori, ma anche quelli dei protagonisti delle storie:il ché spesso coincide). Il libro per me è proprio questo; l’oggettivazione di una necessità per chi scrive e per chi legge. E’ per questo che scegliere, regalare, consigliare un libro è difficile: è un’espessione molto intima, non è solo un lavoro, un passatempo o tanto meno un dovere.
    E poi ho finito di fare i regali di Natale in una botta sola! Mica male!
    Grazie, sì, grazie, sì, grazie, sì! …A buon rendere! (piccola postilla al Cyrano: il lecchino si riconosce usando vista, olfatto e tatto, mai le orecchie. E poi se una persona è veramente curiosa di conoscere il mondo o vuole solo usarlo, si vede da come si comporta con chi è più debole Ad esempio da come lavora in gruppo, da come tratta i compagni in difficoltà. Ho conosciuto persone che per mezzo voto, sono capaci di rovinare delle amicizie, o colleghi di lavoro che per far carriera sono stati capaci di calunniare chi faceva loro ombra. Ma queste persone si vedono da lontano e la loro punizione è ottenere proprio ciò per cui hanno giocato sporco, perchè fa loro pensare che il successo sia una conferma del loro buon operato, ma è così che Faust ha rischiato di perdere l’anima e anche Cyrano di perdere sè stesso, se non fosse stato per lo Divino Amore. Ma l’Amore è cosa rara).

    • federicobatini ha detto:

      oddio… grazie per questa lettera (definirlo commento mi pare riduttivo)… sarebbe poco, che cosa dirle? che le devo un’altra storia… non riesco a dirlo in altro modo… la sua definizione di me… riesce a farmi arrossire e non è che sia proprio facile… farò leggere anche ad Ilaria il suo post… GRAZIE

  5. Simona ha detto:

    La sua dedizione e il suo modo gentile, non possono che meritare la nostra gratitudine. Mi aspettavo un pomeriggio divertente, invece, grazie a voi è stato indimenticabile. Grazie Prof.!

  6. é stato un pomeriggio incantevole…mi sentivo un po bambina…qualcuno che legge per te è sempre un
    regalo,ti fa stare bene!!! Mi è dispiaciuto non potermi fermare più a lungo…il tempo è passato troppo
    veloce (d’altronde è sempre così quando si stà bene e in buona compagnia!) In un coplo solo sono
    anche riuscita a fare quasi tutti i regali di Natale…e me ne sono fatto qualcuno anche per me 😉
    Lei non è un professore come tutti gli altri…o almeno come quelli che ho conosciuto ed è per questo
    che TI Auguro di Cuore un Buon Natale!
    Ps. Silvia è proprio forte, tutte le librerie dovrebbero avere commesse competenti e appassionate
    alla lettura come lei!
    Grazie e ancora auguri a entrambi!!!

  7. Alessandro Germani ha detto:

    Grazie Federico! Grazie di cuore! Grazie di tutto! Scrivo con gli occhi gonfi… di lacrime che vorrebbero accarezzarmi il viso… vorrebbero accarezzarmi come alla fine hai fatto tu!
    Col tuo modo di essere e di fare, mai banale, mai scontato, mai di circostanza, mai falso.. sempre pieno e profondo, anche nelle battute più “sceme”, nelle tue “antipatiche frecciatine”, in quelli che a volte mi sono sono sembrati richiami, “cazziate”… ma che alla fine, si sono rivelate carezze! A volte non sembrava proprio, ma ho capito che mi stavi offrendo, in ogni singola cosa, l’occasione per imparare! Alcune cosa le ho apprese, le ho fatte mie, ma ho ancora tanto da imparare…! Sei un Professore speciale perchè mi hai insegnato e mi hai messo in condizione di imparare cose speciali, di riflettere su cose davvero importanti, per la vita e per la formazione da psicologo.. La tua pedagogia sperimentale non è affatto superflua o poco importante per un futuro psicologo!!! Sei una persona speciale e mi permetto di dire un amico speciale… un amico è chi ti tocca nel profondo… chi con uno sguardo ti dice tanto e comprende tanto… chi ti fa sorgere e spuntare una lacrima che ti accarezza il cuore…

  8. elisa melonari ha detto:

    …avrei voluto esserci…ma a volte sembra che per qualche ragione le energie, le menti, i fatti le possibilità e le occasioni (e chissà quant’altro ancora) si uniscano ed accordano per un solo avvenire, accadere, insomma tutto si accavalla in un sol giorno.
    così mi sono persa il flusso delle sue letture… mai casuali.
    inoltre mi è giunta voce che uno dei pezziche ha scelto l’ha tratto da “tre cavalli” di erri de luca….a me, il suddetto libro, ha svoltato l’esistenza! c’erano ancora le lire…ora giace sullo scaffale l’ho preso e ripreso è giallo, è “usato”, lo custodisco.
    ora le vorrei dare un piccolo dono (sicuramente lo conosce) per augurargli buoni giorni e dirle di essere dispiaciuta per non averla potuta ascoltare e per ringraziarla dei suoi piccoli…..”semi”.
    ” Il Venditore di Storie abbassò il braccio e mi tese la mano come se mi offrisse qualcosa. Le do la luna di stanotte, disse, e le do la storia della quale ha voglia, io lo so che lei ha voglia di una storia. Effettivamente adesso ne ho voglia, dissi io, adesso ne ho proprio voglia, ma guardi che non può essere una storia molto lunga ho appuntamento tra poco al molo di Alcantara e non vorrei arrivare in ritardo. Non c’è problema disse il Venditore di Storie, basta che scelga il genere di storia che le piacerebbe ascoltare questa notte (…) per di più le mie storie sono a buon mercato, posso farle un prezzo speciale visto che è tardi, hanno vari prezzi dipende dal genere. Che cosa ha da raccontarmi stanotte?, chiesi. Senta, disse lui , ho una storia abbastanza sentimentale, che forse le può essere di conforto in una notte come questa. Di storie sentimentali non ne voglio, dissi io, la mia giornata è stata anche troppo sentimentale, sono stufo. Allora ho una storia molto divertente, disse lui, una storia da scoppiare dal ridere. Neanche questa mi serve, dissi io, non ho voglia di scoppiare dal ridere. Il Venditore di Storie sospirò. Lei è piuttosto difficile, disse. Guardi, dissi, seguiti a sciorinarmi la sua mercanzia e mi dica i prezzi. Ho una storia onirica per duecento escudos, disse lui, una storia davvero delirante. Per carità, dissi, non voglio cose deliranti, la mia giornata è stata abbastanza delirante. Infine ho una favola per bambini da trecento escudos, disse lui, una di quelle storie che una volta si raccontavano ai bambini per farli addormentare, non è proprio un racconto di fate ma parla di un mondo magico, di una sirena che lavorava in un circo e che si prese d’amore per un pescatore di Ericeira, è una bella storia, un pò malinconica, con un finale che fa piangere. Va bene, amico mio, dissi, forse stanotte ho voglia di piangere un poco, mi racconti questa storia, mi racconti questa storia della sirena, io chiudo gli occhi e l’ascolto come se fossi un bambino che sta per addormentarsi. (…) Mi misi a guardare la luna, accesi una sigaretta e il Venditore di Storie cominciò a raccontare la sua storia.
    [tratto da REQUIEM di A. Tabucchi (1991) per l’italia ed. Feltrinelli]

    • federicobatini ha detto:

      non importa se la conoscevo o no, è una bella storia e preferisco lasciarla nel dubbio, ciò che conta è che mi (ci) ha regalato una storia, che magari a qualcuno che ha letto, serve a dare un senso a un pezzo della sua vita, … se le pare poco… GRAZIE

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