Accadimenti nell’irrealtà immediata

accadimenti

Vedevo bene le persone intorno a me, vedevo bene l’inutilità e la noia con cui consumavano le loro vite, le giovani ragazze nei giardini che ridevano stupidamente; i commercianti dagli sguardi scaltri e arroganti; il bisogno teatrale di mio padre di interpretare la parte del padre; la tremenda stanchezza dei mendicanti assopiti in miserabili cantoni; tutto questo si confondeva in un aspetto generico e banale, come se il mondo, così com’era, attendesse da molto tempo dentro di me, e io, giorno dopo giorno, non facessi che verificare il suo contenuto invecchiato in me…

Un romanzo strano, molto particolare Accadimenti nell’irrealtà immediata di Max Blecher, scrittore nato in Romania nel 1909 e morto a soli ventinove anni, nel 1938 per tubercolosi spinale (restando quindi per ben dieci anni quasi esclusivamente a letto, in posizione orizzontale). Keller editore è una realtà molto particolare, l’editore di questo romanzo ci ha già regalato alcune perle, cito, ad esempio, lo straordinario La felicità di Emma, di cui spero di riuscire a parlare prima o poi…

Il romanzo ci propone una visione allucinata, forse folle, della realtà… non è un romanzo che si possa spiegare… in certi tratti mi ha persino infastidito, in altri rapito.

Il romanzo è il primo di questo autore tradotto in italiano… è stato paragonato a Kafka, a Thomas Mann… etc…

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