Chi ha spostato il mio formaggio? Una favola sul cambiamento

Helen Exley: I libri possono essere pericolosi. I migliori dovrebbero portare l’etichetta: “potrebbe cambiare la tua vita”.  Oggi propongo un libro di facilissima lettura, agevole sia per bambini che per adulti, ma attenzione a non sottovalutare le favole.

formaggio

Spencer Johnson introduce il lettore a una splendida e semplicissima favola sul cambiamento: CHI HA SPOSTATO IL MIO FORMAGGIO (clicca sul link per acquistare su IBS). Il contesto è quello di una cena tra vecchi compagni di scuola, il discorso, a un certo punto, si centra sul cambiamento. Il cambiamento nel lavoro, il cambiamento nelle relazioni, il cambiamento nella propria vita familiare, il cambiamento, soprattutto, rispetto a ciò che diamo per scontato, che ci sembra naturale, che ci appare “normale”. Uno dei partecipanti afferma, con sicurezza, che non ha più paura del cambiamento da quando ha sentito raccontare una “storiella divertente”… e decide di condividerla con i commensali.

Ci sono quattro personaggi che vivono in un grande labirinto: due sono topi e si chiamano Nasofino e Trottolino e due sono gnomi, i loro nomi sono Tentenna e Ridolino. Hanno trovato un’immensa fonte di formaggio, di buona qualità e questo da loro sicurezza e tranquillità. Questo formaggio diventa il centro della loro vita e vi attingono ogni giorno per i loro bisogni; l’abitudine non permette loro di rendersi conto che le loro scorte stanno lentamente diminuendo, la scorta sta per finire e restano sconvolti quando una mattina arrivano nel luogo consueto e scoprono che il formaggio è terminato. La metafora è chiara: siamo nel momento in cui si perde il lavoro, nel momento in cui ci accorgiamo che un rapporto non funziona più, nel momento in cui ci accorgiamo, quasi con stupore, che ciò che abbiamo non ci basta più, nel momento in cui una relazione sta terminando oppure non ci basta, nel momento in cui dobbiamo affrontare un cambiamento… (ognuno troverà il proprio senso alla metafora). La differenza, allora, ci insegnerà la favola è tra chi considera il cambiamento una fine, una conclusione e chi lo considera un inizio, una possibilità, un’occasione. Tutta la nostra identità è costruita intorno a ciò che abbiamo, attorno a ciò a cui siamo abituati, che diamo per scontato e quando ci troviamo di fronte a un cambiamento spesso ci troviamo in una situazione di smarrimento, di paura o addirittura di tristezza e di depressione.

C’è una domanda che Ridolino, uno dei protagonisti, scrive a un certo punto sulle pareti del labirinto: “Che cosa faresti se non avessi paura?”. Forse questa domanda dovremmo farcela tutti… molto spesso ne parliamo in teoria del cambiamento, ma essere davvero disposti a gestirlo e non temerlo … è una cosa che fanno in pochi ed è un ottimo passaporto per la felicità e la soddisfazione di sé (e dunque la capacità di essere migliori con gli altri, con chi ci sta intorno e nelle nostre professioni o nel nostro sviluppo formativo). Una favola che può, se presa sul serio, davvero aiutarci. Una favola estremamente orientativa.

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