Il futuro non è più quello di una volta

A vacanza davvero finita

Sarà strano

sapere infine che non si poteva andare avanti all’infinito, con quella vocina a ripeterci sempre

nulla cambierà,

e ricordare anche,

perché allora sarà tutto finito, come stavano

le cose, e come abbiamo buttato via il tempo, come se non ci fosse nulla da fare,

quando, in un lampo

il clima cambiò, e l’aria lieve si fece

d’una pesantezza insopportabile, il vento straordinariamente

e sapere pure

ciò che non avevamo mai sospettato, che era qualcosa come

calde

e le nubi parevano rilucere,

taciturno

e le nostre città cenere,

l’estate

al massimo della magnificenza tranne che le notti erano più

e perfino allora,

perché non saremo molto cambiati, chiederci

che ne sarà delle cose, e chi rimarrà a ripetere tutto daccapo,

e in qualche modo cercare,

ma tuttora incapaci, di sapere cosa davvero sia andato storto del tutto, o come mai stiamo morendo.

da Sleeping with One Eye Open (1964)

Strand è poeta capace di suggerire, nella stessa poesia, la completezza e il senso insieme all’impossibilità di carpire significato alla vita. La contraddizione mi pare una cifra interessante con cui leggere la sua poesia. Le nostre vite, d’altronde,nonostante i nostri sforzi di renderle lineari e coerenti (spesso solo nell’interpretazione che ne diamo o in come vogliamo apparire agli altri), sono segnate da sentimenti contrastanti, azioni contraddittorie, emozioni opposte…
Non ho resistito a recensire dopo meno di 24 ore il secondo libro di Mark Strand. Si tratta, in questo caso, di un’autoantologia, edita da Minimum Fax. Il titolo, splendido, è una frase oggetto di tante distinzioni e di precisazioni. Un articolo dedicato alla paternità di questa frase è qui. Personalmente conosco l’uso che ne fece Paul Valery, notissimo poeta e saggista francese di inizio ‘900 (precisamente nel 1931), l’uso che ne feca Barroso, presidente della Commissione Europea, per introdurre una serie di azioni sulla mobilità dei lavoratori (2006, anno della mobilità dei lavoratori). Nota anche la versione che un noto artista urbano, noto come “Ivan”, scrisse su un muro dei Navigli, a Milano. C’è persino un blog con questo titolo:  blog il Futuro non è quello di una volta.

Il libro Il futuro non è più quello di una volta, di Mark Strand, edito in Italia da Minimum Fax, Roma

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