Il brigante, di Marco Vichi

AAAAbrigante “Dita mozze si gratta dietro il collo e guarda anche lui Frate Capestro. Quell’uomo sdraiato sulla panca suscita apprensione solo con il suo nome, e adesso è in quella stessa stanza in carne e ossa. Dalla faccia dei quattro si capisce che tutti sanno bene chi è quel brigante, e sanno anche che gli altri sanno, non c’è bisogno di chiedere. L’ultimo arrivato finisce i fagioli e il prosciutto, e si versa ancora del vino. Il vecchio tira fuori una pipa lavorata al coltello, ci mette il tabacco e l’accende. Sembra una notte destinata al silenzio e ai respiri trattenuti. Dita mozze sfila un si-aro dalla tasca e lo annusa. I1 vento è sempre più forte, fischia dentro il camino. Gli occhi del giovane non stanno fermi un momento. Tutti e quattro pensano alla stessa cosa, a Frate Capestro. Si raccontano molte cose su di lui. Ci sono storie diverse, ma tutte concordano sull’astuzia del brigante e sulla sua ferocia. Chi si oppone al suo saccheggio viene ucciso, anche se al cadavere non viene risparmiata un’orazione, un’Ave Maria masticata fra i denti. A volte, per qualche suo segreto motivo, il Frate incide una croce sulla fronte di qualcuno, vivo o morto che sia, forse a memoria di quell’incontro. Le uniche persone che il brigante non tocca sono le donne, che venera con una sorta di orrore.”

Davvero un gran bel romanzo quello di Marco Vichi, uno splendido incrocio di narrazioni.

Siamo nella Toscana, nell’appennino pistoiese, tra fine settecento ed inizio ottocento, un inafferrabile brigante (le uniche volte che è stato catturato è riuscito, non si sa come, a scappare) è in una taverna buia, in cima ad un valico.
Quattro uomini, incapaci di dormire, ad un tavolo poco distante dalla panca nella quale il brigante dorme (o ascolta?) vicino al fuoco, si raccontano le loro vite incrociatesi quell’unica volta…

Il finale? A sorpresa, vertiginoso…

Il romanzo è un esempio di narrazioni dentro la narrazione, un incastro di voci, di storie, il tutto con lo stile asciutto, pulito, con la prosa chiara, netta di Marco Vichi, che conferma di essere narratore al di là di ogni genere o di ogni etichetta.

 

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Sto leggendo e contrassegnata con , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a Il brigante, di Marco Vichi

  1. Pingback: Morte a Firenze, di Marco Vichi | Federico Batini

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...