Per grazia ricevuta

per grazia ricevuta “Sì, invece, perché no? Sì: Gianni mi parla piano nell’orecchio, mi stringe forte un polso e mi accompagna nella discesa. Subito dopo ci tiriamo il sacco a pelo addosso e ci addormentiamo, senza avere nemmeno un posto per fare pipì”.

Tra qualche anno dovremo riconoscere a Nichel, la collana dedicata alla giovane narrativa italiana di Minimum Fax, il merito di aver scoperto autori di sicuro talento (alcuni dei quali resisteranno, sicuramente al tempo), di averci consentito di leggere alcune delle cose più belle, onestamente belle e interessanti che siano uscite dalla penna di autori italiani sino a poco fa sconosciuti al grande pubblico. Valeria Parrella ha un talento narrativo fluido e naturale, e in questo nuovo volume, Per grazia ricevuta ci presenta quattro storie, quattro racconti lunghi, di incredibile densità. Il volume è stato ri-pubblicato da Beat nel 2010. Il libro, nel 2005, è entrato nella cinquina finale del Premio Strega.

Come già aveva fatto nel suo volume d’esordio, Mosca più balena, sono le donne, le meravigliose e vitali donne napoletane a farla da padrone nel volume.
Tre delle quattro storie sono infatti voci di donna: storie intense, disperate, ricchissime di sentimento e di passione, di ironia tagliente e di vitalità mai doma.

La storia di vite colte in momenti di passaggio, in passaggi fondamentali dell’esistenza, personaggi drammatici ma mai privi di risorse, sconfitti ma non domi. Sono racconti che ci aiutano a comprendere come ci sia sempre una seconda occasione e come le risorse si possano trovare dentro di noi.

Valeria Parrella scrive senza maniera, senza indulgere ad un napoletanismo facile, si percepisce la sincerità nel suo scrivere. Leggerla suscita un impasto di sentimenti e colori che non si dimentica facilmente.

Complimenti ancora Valeria.

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