Commento a Lifelong Lifewide Learning (n. 20) di Biscotti Sara, Quaglietti Francesca, Senesi Maddalena, Sannella Gessica

Leggere è una delle azioni che l’uomo fa di più durante il giorno, quasi involontariamente a volte.  Perché una persona legge? A cosa gli serve?

Michele Petit in una delle sue ricerche in cui si focalizzava sugli ambienti rurali, costatò che non solo alcune persone non sapevano leggere, ma soprattutto per essi leggere non serviva effettivamente a nulla. Prendendo ad esempio alcuni contadini, che trascorrono la maggior parte delle loro giornate sui campi a lavorare, si evince che per loro leggere è una perdita di tempo, poichè valutano il lavoro manuale il loro principale e unico punto di forza e unico contributo alla sopravvivenza. A loro a cosa serve leggere?

Ovviamente oggi come oggi i libri e la lettura sono usati sopratutto come materiale scolastico e purtroppo viene molto sottovalutato. La lettura extrascolastica, soprattutto, è rara e in certi casi non solo per mancanza di voglia, ma anche per una questione economica, in quanto non tutti sono, oggigiorno, in grado di effettuare spese che vanno oltre il budget previsto. Quindi la lettura è diventata una specie di privilegio che accomuna chi se lo può permettere e chi ha una propria passione che vuole maturare col tempo. È certo che una persona che legge libri, e maggiormente se ne legge tipologie differenti ha la capacità di avere conoscenze più ampie, e quindi performance scolastiche e non, di chi invece non legge.

Da poco, alcuni studi, hanno confermato non solo che investire tempo nella lettura produce una miglior riuscita in campo scolastico, ma oltretutto leggere permette di aumentare la propria capacità per comprendere un testo scritto.

È normale che, chi legge raramente e che non reputano la lettura un punto fondamentale della propria crescita, nell’interazione con l’altro e il mondo non sempre si trovano a proprio agio. Per rimediare a questo problema basterebbe capire che leggere è indubbiamente importante, per costruirsi come persona e per formarsi.

La lettura quindi è un punto centrale del futuro di una società. Anche il legame lettura-libertà è importante giacchè può incidere sulla diminuzione delle recidive da parte degli ex carcerati.

Le modalità di lettura sono oggetto di ricerca in relazione all’età e sono utili per verificare gli incrementi e i decrementi della popolazione che ama leggere, e per verificare gli effetti che ciò producono ( per es. rendimento scolastico e abilità in performance). Gli effetti si possono raggruppare, in effetti, circa la capacità di controllo del proprio futuro sulla capacità di immaginazione e sulla capacità di immaginare alternative per l’andamento della propria vita. La lettura del testo narrativo, quando chiama in gioco l’esperienza precedente della persona, può modificare la struttura della mente. Si è dimostrato che esiste una facoltà chiamata “pensiero narrativo” che tra le sue funzioni ha quella di collocare gli eventi in una sequenza. Nella lettura, l’immaginazione del lettore, consente di riconoscere nella narrazione, aspetti che riguardano la sua individualità. La narrativa è efficace quando eccita l’immaginazione e produce un cambiamento della realtà. La lettura ad alta voce, sollecita l’attenzione, mette in comunicazione e fa confrontarsi e porta all’ “apertura”.

Tra le utilità della lettura ad alta voce ci sono:

– la condivisione del senso di un testo con altri;

– la stimolazione della memoria;

– l’autostima personale;

– l’assimilazione di concetti;

– il ricordare meglio.

La lettura quindi è un’attività che fa parte della vita quotidiana, permette lo sviluppo delle competenze, e mette in grado di fare scelte e comprendere le decisioni degli altri.

Leggere è una passione che nasce e si sviluppa in età infantile. Il bambino scopre il piacere della lettura fin dai primi anni di vita, ma non avendo ancora acquisito la capacità nel farlo, ha bisogno di un adulto che lo faccia per lui. È per questo che si scopre l’importanza della lettura ad alta voce, un modo per catturare l’attenzione del bambino e per coinvolgerlo nel racconto. La lettura può essere di vari tipi: di tipo funzionale, che ha lo scopo di avere delle informazioni precise, o di tipo ricreativo, nel quale predomina il piacere stesso di svolgere l’attività. È per questo che essa viene definita anche ” lettura sensuale”, proprio perché viene considerato un modo coinvolgente e piacevole per fare nuove esperienze che gratificano la realtà attraverso l’immersione nell’immaginario. Questo tipo di lettura ha tre livelli:

  1. Attenzione che ci seduce e ci attira nella storia, nelle sensazioni e nelle emozioni.
  2. Prevede la rilettura con un approfondimento che porta a cogliere maggiori dettagli.
  3. Viene fatto un lavoro di analisi del contenuto, del linguaggio e delle capacità comunicative dello scrittore. È quindi una lettura distaccata e critica del testo.

È a scuola che il bambino impara a leggere e a scrivere. Fin dalla scuola dell’infanzia vengono proposte dagli insegnanti attività propedeutiche alla lettura.

In una realtà come quella odierna, in cui i bambini sentono ma non ascoltano, la lettura da parte dell’adulto, se svolta correttamente, offre una maggiore possibilità di coinvolgimento.

Nel 1999, ad esempio, è nato un progetto “Nati per leggere”  che prevede la lettura ad alta voce da parte dell’adulto con l’obiettivo di far approcciare il bambino ai libri, in un’età compresa tra i 6 mesi e i 6 anni. I bibliotecari, oltre ad allestire spazi adeguati per accogliere bambini e genitori, aiutano gli adulti a scegliere le letture, ponendo l’attenzione sul contenuto e sulle immagini.

Il nostro cervello ha una grande plasticità, tanto che, sin dal grembo materno, costruisce dei circuiti neurali che mantengono il rapporto con l’ambiente e sono alla base del nostro apprendimento. Quando si legge o si ascolta, una parte del nostro senso-motorio, si attiva e questo “sentire” del corpo, favorisce la sintonizzazione intenzionale con l’altro, che comporta una forma implicita di comprensione delle azioni altrui.

La pratica della lettura “privata”  aiuta a stimolare l’autocontrollo. Una sintassi difficile può creare problemi e bloccare la comprensione della lettura. L’incomprensione di un testo, può creare il punto di partenza per un problema, in cui l’insegnante non  deve  solamente riproporre una nuova esplorazione del testo, ma deve chiarire il problema stesso.

Le rappresentazioni del significato delle frasi in un testo, sono il risultato di veri e propri ragionamenti; durante la lettura, si richiedono al lettore delle “passeggiate inferenziali”, cioè passare da significati offerti dal testo a significati esistenti già nella sua mente.

La forma di comunicazione del COLLOQUIO-CENTRATO-SUL-LETTORE-CHE-PENSA-AD-ALTA-VOCE,  consiste nell’invitare il lettore ad interrompere la lettura per riflettere a voce alta su quanto ha appena letto; si tratta di testimoniare continuamente la propria attenzione senza però aggiungere commenti. La lettura privata e autonoma porta il vantaggio che il lettore in difficoltà, è incoraggiato ad andare avanti autonomamente, senza interferenze ma nello stesso tempo è aiutato a capire.

La lettura è un momento importante in cui il lettore cerca di comunicare con la realtà esterna e di comprendere sé stesso nella collettività.

La non conoscenza di sé, porta l’uomo al non saper divenire e di conseguenza si creano difficoltà anche nell’incontro con l’altro. Nasce quindi la necessità del rileggersi, cioè di analizzare la propria autobiografia per poterne cogliere maggiormente i dettagli e le sensazioni, per cercare poi di superare i propri limiti e le proprie paure. Con il passare degli anni, l’uomo avverte il cambiamento che a volte lo porta a sentirsi privato del suo essere. Proprio attraverso la rilettura, si effettua un’analisi dei bisogni che portano ad orientare consapevolmente l’uomo nel suo percorso formativo.

Nonostante sia un momento che vede fondamentale per la vita l’utilizzo di un telefono di ultima generazione o di un computer ultimo modello, la volontà di alcuni di andare contro a queste tendenze è molto forte. Saper usare le tecnologie non è affatto negativo, oggi come oggi, ma è negativo questo forte attaccamento alle novità in uscita da comprare che non permette di vedere cosa è realmente importante.

Il punto fondamentale dei nostri giorni non è altro che capire come riuscire a catturare l’attenzione e la curiosità delle persone, senza mostrargli o vendergli un marchingegno tecnologico.

La fiaba permetterebbe tutto ciò: è in grado di dare forti significati, dai più grandi ai più piccoli, stimolando la crescita intellettuale. Leggere una fiaba è come partire per un viaggio e cercare di godersi ogni pagina al massimo, come se fosse l’ultima. Ognuna ha un valore proprio che produce emozioni differenti: le favole, ad esempio, fanno si che chi legge è in grado di immedesimarsi in uno dei personaggi che ci sono. Ogni fiaba ha il suo significato e i suoi simboli che l’uomo usa nella sua quotidianità, parlandone spesso con i bambini, dando loro il messaggio finale che è poi lo scopo della storia in sé.

Lo scrivere in generale poi, che sia un diario o una fiaba, è l’atto decisamente più privato in assoluto. Si scrive da soli e si scrive cercando di connettere la sfera dei pensieri con il movimento della penna sul  foglio e cosa più importante, si scrive creando.

È ovvio che mentre si scrive, chi lo fa è come se portasse tra le righe un po’ di se stesso, proiettando una parte reale di sé nella storia/finzione della narrazione.

Ma la fiaba non è precisa, è piena di colpi di scena e magie che la rendono infinita per diversi motivi: viene tramandata senza interruzione di generazione in generazione causando spesso alla trama e ai significati alcune variazioni; è letta da infinite persone che hanno ideali e pensieri molto diversi che donano alla fiaba diverse letture; ed è infinita perché non avrà mai la parola fine al termine della trama ma terminerà con la solita frase “e vissero tutti felici e contenti” che sta ad intendere che qualcosa di bello da raccontare ancora ci può essere.

La fiaba per il lettore è come una barriera dal mondo esterno: niente può succedergli mentre legge, ma potrà solo scontrarsi con draghi, perdersi in boschi incantati o salvare principesse.

Ciò che servirebbe al mondo oggi è avere il dovere e non solo il diritto a leggere, perché questo potrebbe solo che migliorarci la vita!

Numero 20 della Rivista Lifelong Lifewide Learning

BISCOTTI SARA 

QUAGLIETTI FRANCESCA 

SANESI MADDALENA 

SANNELLA GESSICA

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