Commento al numero 20 della Rivista Lifelong Lifewide Learning di Beda Sara, Gigli Martina, Cammareri Virginia, Rossi Cristina

La rivista presenta come argomento principale la lettura e l’importanza che essa riveste sia nell’ambito privato e personale che in quello pubblico e sociale. Il linguaggio utilizzato è in linea di massima piuttosto semplice e in certi punti persino colloquiale e diretto, mentre non mancano delle parti in cui l’argomento viene trattato con un lessico a carattere scientifico, specificatamente nel monografico riguardante le interferenze mente-corpo e lo studio sul “Darwinismo neurale”. L’intera rivista è organizzata in sette monografici, ovvero sette brevi esposti seguenti un nesso logico e argomentativo continuo, la lettura appunto, i modi in cui essa viene svolta e i progetti pensati finora e attualizzati per invogliare e coinvolgere i minori fin dalla più tenera età. A tal proposito è stato creato e portato avanti con successo il progetto “Nati per Leggere”, un’iniziativa che ha preso vita in molte città italiane e destinata ad infondere il piacere e la scoperta della lettura principalmente nei bambini compresi nelle fasce di età prescolare, dunque dai 0 ai 6 anni. Tuttavia “Nati per Leggere” non è solo dedicato ai più piccoli, bensì invita anche i bambini più grandi, gli adolescenti e gli adulti a prenderne parte. L’obiettivo primario consiste proprio nel “promuovere l’incontro tra il bambino e il libro”, poiché di un vero incontro si tratta: l’infante è messo in grado di rapportarsi direttamente al libro, essendo stati realizzati nelle biblioteche degli appositi scaffali “ad altezza di bambino”, ove il piccolo può sfogliare, guardare le immagini e toccare ogni pagina del libro che più lo attrae. In particolare viene messa in rilievo la fondamentale rilevanza delle immagini di un libro, giacché è proprio grazie ad esse che il bambino ha la possibilità di accedere ad un mondo del tutto nuovo, sorprendente, fantastico, capace di stimolarne non solo la mente e quindi la fantasia, ma di mobilitarne tutti i sensi. Guardando un’immagine infatti, la mente è attratta e incuriosita, la curiosità spinge sempre più e in maniera del tutto naturale ogni persona ad apprendere e ad aprirsi a nuovi e inesplorati orizzonti. Tornando al caso specifico del bambino, “Nati per Leggere” coinvolge anche numerose figure professionali tra le quali l’insegnante e il pediatra, poiché il primo è in costante rapporto diretto con i fanciulli e il suo compito è quello di dedicarsi a fornire loro adeguate abilità di lettura e scrittura, mentre il secondo si occupa di informare i genitori dell’importanza della lettura ai bambini fin dalla più tenera età. E’ soprattutto la lettura ad alta voce che stimola il bambino che ascolta, allenandone inoltre la memoria. Il libro che l’adulto leggerà al piccolo deve essere accuratamente selezionato: i contenuti non devono essere eccessivamente lontani dal pensiero del bambino, il linguaggio non deve essere oltremodo complesso ma deve possibilmente corrispondere al livello della sua comprensione. Anche le immagini devono essere il più possibile corrispondenti alla realtà, cosicché il bimbo possa con un solo sguardo riconoscerle e collegarle con oggetti e animali esistenti nel mondo circostante. Per contro, tuttavia, tutti questi elementi non possono nemmeno essere oltremisura banali, altrimenti si rischierebbe di far scemare la curiosità del piccolo senza infondere nel suo animo quel gusto per la lettura e l’ascolto. Ora, è importante che la lettura venga effettuata a voce alta da un adulto, che sia lo stesso genitore o l’insegnante, non solo per stimolarne l’attenzione, ma anche e soprattutto per incoraggiare un confronto di gruppo con gli altri bambini presenti. La semplice azione del leggere ha la possibilità di divenire così un’immaginazione e un’animazione collettiva, dove i bambini appartenenti alle diverse fasce di età vengono coinvolti in quest’attività. A tal proposito è stata fondata l’associazione di volontariato “LaAV” (Letture ad Alta Voce), una rete di circoli che favoriscono la lettura ad alta voce il cui motto è: “IO LEGGO PER GLI ALTRI.” Quando si legge infatti si viene ad instaurare innanzitutto un rapporto tra il lettore e l’ascoltatore, le parole, le espressioni, i gesti che magari accompagnano la lettura divengono elementi importanti per attuare la comprensione nella mente di chi sente. I messaggi che tramite le parole vengono trasmessi hanno la capacità di attivare “l’esperienza senso-motoria legata all’uso degli oggetti cui le parole si riferiscono”, nel senso che chi ascolta è immediatamente portato a immaginare esattamente l’oggetto o l’insieme di oggetti di cui si sta narrando. Ciò è reso possibile dall’abilità posseduta dal cervello-mente di creare delle mappe mentali di tipo associativo, cosicché quando ci viene presentato un concetto noi siamo in grado di comprenderlo e ricondurlo a delle nostre conoscenze. Così funziona la memoria, che ci mette in diretto rapporto con ciò che leggiamo e narriamo, stimolandoci contemporaneamente a soffermarci sulle nostre emozioni interiori, presupponendo un momentaneo allontanamento dal mondo esterno. A tale riguardo viene posta l’attenzione sulla sfera del Sé della persona: “nella lettura, l’immaginazione del lettore è guidata dal suo concetto di Sé e ciò gli consente di riconoscere nella narrazione particolari e singolari aspetti della propria individualità”. Così chi legge fa una piena esperienza personale: nella scelta di un libro entrano infatti in gioco le emozioni, gli stati d’animo e i contenuti suscitano ricordi nella mente del lettore. La lettura costituisce per così dire una porta verso il mondo interiore, ma è anche grazie ad essa che la persona entra in relazione con l’ambiente esterno, instaurando rapporti sociali e relazionali con gli altri. Ecco l’importanza di leggere, scrivere e ascoltare, tutte attività che oltre a formare la personalità, la mentalità e il complesso sistema di ideali e valori costituiscono un indispensabile ponte di contatto tra le persone e tra società e culture diverse e lontane fra loro, sia nello spazio che anche nel tempo. Leggere pone inoltre la possibilità di dare un senso alla propria vita, a dare una forma all’esperienza di ognuno di noi per poi comunicarla e condividerla con gli altri. Dunque la lettura non si configura solamente come semplice “piacere”, ma essa va ben al di là di questo: leggere significa guardare dentro se stessi, aprire la propria mente, esperire un nuovo mondo che coinvolge tutti i sensi, immaginare situazioni incredibili e fantastiche, riportare alla memoria eventi mai vissuti personalmente ma che in qualche misterioso modo è come se facessero parte di noi, della nostra storia. La lettura informa, ha il grande potere di creare le coscienze collettive, di appartenenza, di trasmettere usanze e tradizioni. E’ grazie ad essa che nei bambini germoglia e si sviluppa l’amore per il sapere, la curiosità di conoscere oltre i consueti insegnamenti. Perciò è fondamentale che i più piccoli vengano fin da subito invogliati alla lettura dagli adulti, cosicché possano essere capaci di formarsi una propria coscienza di sé e del mondo circostante.  Leggere è un mezzo molto importante per la vita di ognuno di noi, ci aiuta a comprendere molte cose e a facilitarci nella quotidianità. Attraverso essa noi possiamo aprire un varco con ciò che è contenuto nei testi, e liberare la nostra immaginazione. Ma accade anche che la lettura non è apprezzata da tutti, o che l’interesse di chi legge si possa soffermare solo su specifici generi letterari. Questo costituisce un limite alla visione d’insieme della lettura. Leggere ci aiuta, oltre che ad uscire dalla routine di ogni giorno, a informarci, per non dimenticare, per mantenere viva in noi la memoria di tutte quelle persone che hanno affrontato la propria vita e/o hanno modificato il corso della storia.

Numero 20 Rivista Lifelong Lifewide Learning

Beda Sara; Cammareri Virginia;  Gigli Martina; Rossi Cristina.

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