COMMENTO ALLA RIVISTA “ LIFELONG LIFEWIDE LEARNING” N°20 di Monica Dini, Finauro Marika, Pagnotta Eleonora, Paradisi Alessandra, Chionne Sara

Il tema centrale della rivista numero 20 è la LETTURA, in particolar modo si parla del metodo della lettura ad alta voce e del rapporto che si instaura tra adulti e bambini seguendo questo metodo. La rivista in questione è organizzata in vari articoli e qui di seguito ne saranno elencati gli argomenti principali.

Negli ultimi trent’anni, al centro della maggior parte delle domande sulla lettura troviamo il rendimento scolastico; attività è molto importante perché aiuta nell’acquisizione della lingua, dell’ortografia e della sintassi. Numerose ricerche hanno dimostrato che il rendimento scolastico nella scrittura e nella lettura è legato al gusto per quest’ultima, anche se ci sono altri fattori in gioco. Fondamentale è la familiarità con il testo scritto, decisivo per il destino scolastico. Nella scelta di aprire un libro incidono molto le emozioni, sia negative che positive; talvolta anche gli stratagemmi più creativi si rivelano insufficienti ad incoraggiare la lettura in diverse fasce di età. Le ultime scoperte delle neuroscienze cognitive sembrano appunto interessarsi a questo problema: la scoperta dei “neuroni a specchio” ci rivela che in essi si nasconde un meccanismo biologico che aiuta a capire l’apprendimento, la psicologia, l’altruismo e l’economia; un’altra scoperta è quella dell’ effetto “priming”, ovvero un processo di preparazione che orienta e facilita il riconoscimento di un concetto o di una data situazione. L’infanzia gioca un ruolo chiave nella costruzione di un rapporto positivo tra bambino e libro che poi si riverserà nel suo percorso di vita. Il libro, sin dai primi anni di vita, deve rappresentare un oggetto familiare da toccare, sfogliare, guardare e farsi leggere. Nell’infanzia, tuttavia, i bambini non padroneggiano ancora la strumentalità della lettura, quindi necessitano dell’aiuto di un adulto che abbia il ruolo di narratore. La lettura si può classificare in due modi: lettura funzionale (tipo di lettura che viene intrapreso con lo scopo prioritario di ottenere delle informazioni specifiche) e lettura ricreativa (cioè quella del piacere, che propone una sorta di evasione dalla realtà). Come si è già detto in precedenza la lettura ad alta voce è uno strumento fondamentale per far addentrare anche i più piccoli nell’approccio alla lettura; questo metodo viene riconosciuto come strategia fondamentale che chiunque dovrebbe possedere ed è uno degli elementi che caratterizzano il progetto NPL( nati per leggere), che nasce nel 1999 ed è esteso su tutto il territorio nazionale. Esso si pone l’obiettivo di promuovere l’incontro del bambino con il libro nell’età compresa tra i sei mesi ed i sei anni, utilizzando appunto la strategia della lettura ad alta voce da parte dell’adulto. Nella società odierna, la lettura è stata sostituita in parte dalla nuove tecnologie, cosi si è cercato di invertire tale tendenza e l’oggetto principale di questo tentativo sono le fiabe, poiché si rivelano il genere letterario più ricco di stimoli per la crescita dei più piccoli, e sono una narrazione simbolica della vita per gli adulti narranti. Le fiabe nascono sin dai tempi più remoti, esse vengono tramandate come preziose memorie ed ancora oggi permettono di sognare e cimentarsi in mondi incantati a noi sconosciuti. L’adulto durante queste narrazioni rappresenta un accompagnatore e un sostenitore dei bambini che a loro volta si sentono sicuri, accettati ed amati.

Il metodo che viene utilizzato più frequentemente dagli autori dei vari articoli è quello delle interviste e dei questionari. Essi, dopo aver svolto questo primo lavoro, procedono ad una rielaborazione dei dati acquisiti in modo da evidenziare il livello di influenza che la lettura ha in diverse situazioni.

Un esempio che si può riportare a questo proposito è quello tratto dall’articolo di Federico Batini, intitolato “Lettura e lettura ad alta voce”, in cui si possono trovare due esempi: il primo riguarda  una ricerca statistica effettuata su un gruppo di carcerati, che ha evidenziato il fatto che la popolazione carceraria ha abilità di lettura molto basse, quindi ha una maggiore probabilità di tornare in carcere perché non trova lavoro. Il secondo esempio è quello di una ricerca eseguita tramite interviste, promosse dall’associazione LaAV nella città di Arezzo. Le domande riguardavano i modi di lettura prevalenti in questa città, per indagare eventuali disponibilità a fare una esperienza come lettore volontario.

Riflettendo su quanto detto fino ad ora si può concludere che la lettura è sicuramente un momento piacevole che va introdotto nella vita di ogni bambino sin dall’infanzia.                                                                           La maggior parte dei bambini di oggi, tuttavia, preferiscono dedicarsi a giochi virtuali, oppure accendere la televisione, piuttosto che leggere un libro di narrativa. Questo discorso si può ampliare non solo nei confronti del bambino, ma anche nei confronti dell’adulto. L’adulto di oggi, infatti, è offuscato dai media e dalle nuove tecnologie, avendo così una carenza nell’ambito letterario; per questo si può dire che la società di oggi è come un gregge al pascolo, che segue le nuove tendenze, senza pensare di testa propria.

A questo proposito, la lettura può essere considerata un elemento cardine nella vita dell’uomo, perché con un po’ di cultura in più si può formare una società migliore di quella di oggi.

È anche vero, però, che ci sono persone che non hanno mai avuto esperienze di lettura e nonostante questo ne sono molto appassionate, perché essa rappresenta per loro un momento di grande intimità; quindi, è importante anche tenere conto della soggettività di ognuno, non solo delle esperienze che sono state fatte da bambini.

di Monica Dini, Finauro Marika, Pagnotta Eleonora, Paradisi Alessandra, Chionne Sara

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