Ogni lettura è una ricerca, di Margherita Scarabattoli, Deborah Mattioli, Carmen Longobardi, Alessia Cucchiari, Ester Benedetti

Il numero 20 della rivista Lifelong Lifewide Learning, tratta in maniera monografica, attraverso un percorso di otto articoli, il tema della lettura e della ricerca inerente ad essa, come strumento di educazione. Alcuni articoli, che trattano del rapporto bambino/libro, sottolineano come la lettura sia uno strumento di apprendimento e ampliamento del linguaggio, di strutturazione,a livello cognitivo, di nuove mappe cerebrali; di fatto la stimolazione cognitiva attraverso la lettura permette la creazione, a livello mentale, dei cosidetti bridging inference ,ovvero quei processi che permettono la comprensione dei significati. I significati che si strutturano in questa fase andranno a costituire la base per lo sviluppo della propria identità. Il bambino, aiutato dall’adulto soprattutto attraverso la lettura ad alta voce, in particolare di fiabe e racconti fantastici, riesce a riconoscere sè stesso e la realtà che lo circonda applicando ,come mezzo di comprensione, le metafore apprese attraverso il racconto. A livello neurale si costruiscono mappe mentali di tipo associativo in grado di condizionare la comprensione dei significati (priming). L’attivazione di una mappa piuttosto che un’altra influenza l’interpretazione dei concetti  che si susseguono. A dimostrazione di quanto detto è stato effettuato un caso-studio in cui ad alcuni  studenti, suddivisi in due gruppi, è stato somministrato, prima,un testo diverso e successivamente una lettura comune. E’ risultato che la comprensione e l’interpretazione del brano comune è stata condizionata dal brano precedente.

Il processo di apprendimento e costruzione di sè è lifelong, e deve essere costruito attraverso l’interazione significativa con l’adulto educatore che produce piacere e appagamento nel bambino attraverso la lettura. Il bambino potrà associare così una serie di emozioni e percezioni positive all’oggetto libro, poichè prova nei confronti dell’adulto narratore un senso di emulazione e di gratificazione che scaturisce dal rapporto con l’educatore. Uno dei progetti che confermano e applicano ciò di cui sopra si è trattato è NPL (Nati per leggere) condotto a livello nazionale nel 1999, che ha visto coinvolti bambini, biblioteche, pediatri, operatori e famiglie nell’educare all’amore per la lettura.

Quest’ultima diviene così “lettura sensuale”, come viene definita da Detti E. (1978). Essa è un’esperienza “magica” in cui il lettore può esplorare altri mondi e nuovi stati d’animo immedesimandosi nei personaggi delle storie. Ciò trova conferma anche in diversi studi a livello cerebrale. Il piacere della lettura e la motivazione verso di essa non deriva solo dal contatto con un ambiente stimolante ma anche da un’attivazione a livello sinaptico. Questi studi prendono forma a partire dalla teoria del “Darwinismo neurale” di Edelman e dalla scoperta dei neuroni specchio i quali generano uno stato di sintonizzazione intenzionale con l’altro e che permettono un rispecchiamento in virtù della comprensione degli stati d’animo e delle azioni altrui.

Un altro ambito importante in cui la lettura è applicata come strumento di crescita e formazione è quello sociale  e di riabilitazione. L’importanza di questo mezzo in ambito sociale viene dimostrata nelle seguenti ricerche:

– ricerca di Clark e Dugdale (2008), dimostra come, date le basse abilità di lettura, la popolazione carceraria, una volta scontata la pena, abbia un alta probabilità di non trovare lavoro, e dunque tornare in carcere;

– ricerca di Taylor, evidenzia la relazione direttamente proporzionale tra lettura e possibilità lavorative future. I risultati dei questionari somministrati fanno emergere come, chi si dedica maggiormente alla lettura, abbia più possibilità di inserirsi nel mondo del lavoro.

Non si parla solo di lettura ma anche di lettura ad alta voce. Quest’ultima è un mezzo utile, anche se poco praticato, per condividere significati, immagini, idee, e confrontarsi.

Oltre ad essere un arricchimento personale, questo tipo di lettura, risulta essere un importante contributo a livello sociale. Negli ultimi venti anni si è assistito al moltiplicarsi delle iniziative dedicate alla lettura ad alta voce: NPL (“Nati per leggere”), “Le persone libro”, “Le donne di carta”, il laboratorio LaAV (“Letture ad alta voce”). Quest’ultimo ha promosso la lettura ad alta voce  costituendo gruppi di lettori volontari che investono il loro tempo in questa pratica di cura ed apertura, presso diversi centri di aggregazione.

In questa direzione di funzionalità sociale lo scrittore diviene educatore dell’umanità, la scrittura non è mai un fatto isolato e fine a se stesso ma trova nei lettori il suo senso.

Margherita Scarabattoli, Deborah Mattioli, Carmen Longobardi, Alessia Cucchiari, Ester Benedetti

 

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