Montedidio, di Erri De Luca (Feltrinelli)

montedidio Quando ti viene una nostalgia, non è mancanza, è presenza, è una visita, arrivano persone, paesi, da lontano e ti tengono un poco di compagnia. Allora don Rafaniè, le volte che mi viene il pensiero di una mancanza la devo chiamare presenza? Giusto, così a ogni mancanza dai il benvenuto, le fai un’accoglienza. Così quando sarete volato io non devo sentire la mancanza vostra? No, dice, quando ti viene di pensare a me io sono presente. Scrivo sul rotolo le parole di Rafaniello che hanno rivoltato la mancanza sottosopra e sta meglio così. Lui fa coi pensieri come con le scarpe, le mette capovolte sul bancariello e le aggiusta.

E’ uscito, il 21 settembre 2001, questo romanzo di Erri De Luca. La parola si asciuga ancora e coinvolge la pagina, che mantiene grossi bordi bianchi. Ci sono frasi corte che valgono pagine.

Un falegname, Mast’Errico e uno scarparo ebreo (calzolaio), Don Rafaniello insegnano il lavoro e la vita, in quest’ordine, a un ragazzo.
Un bambino che si trova a diventare uomo, in fretta, come se rimanesse poco tempo e  mette per iscritto il suo percorso su un rotolo di carta che gli hanno regalato.

Così reale da sembrare una favola, di boomerang che possono avere un volo solo e lo debbono attendere, di gobbe con le ali dentro e lo stesso appuntamento con il volo.

Io ero curvo, un chiodo ribattuto, girato verso terra. Un’altra volontà contro natura mi rivolta e mi spinge verso l’alto. Adesso ho le ali, ma per volare bisogna nascere da un uovo non da un grembo, covato già sui rami, non per terra.
Si sporge dal parapetto, le ali sbattono contro la giacca, mi scappa la mossa di fermarlo. Toccato, si volta, si rimette giù, sorride con tutta la faccia, con gli occhi no, che sono quelli di un uccello, stanno fermi, lontani in piena faccia. Sotto la mia giacca il bumeràn è caldo, bravo legno.
.

Siamo alla fine degli anni cinquanta, in un quartiere di Napoli che ha un nome sacro Montedidio, un quartiere stretto di vicoli che aspira in alto. Un quartiere di povera gente, di grandi aperture di cuore e di grandi miserie: materiali e umane.

E c’è la morte, ancora, come refrain delle ultime opere di De Luca, ma è una morte a cui già si sa dare un senso, come se il libro preparasse. Anzi le morti. C’è l’amore e la violenza che si nasconde e si traveste, quella sporca, e c’è la forza buona, l’energia che viene fuori come un risarcimento, come la scoperta del potere che sta in chi agisce spinto dall’affetto.

Il libro si trova alla Libreria Leggere (Viale Cittadini 21, Arezzo) scontato per i lettori di questo blog. La scheda del libro nel sito Feltrinelli: qui.

 

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4 risposte a Montedidio, di Erri De Luca (Feltrinelli)

  1. Patrizia Garista ha detto:

    Che bella questa storia e che bella la tua recensione. Hai scritto un commento su qualcosa che non avevo colto…….lo rileggo. Grazie

  2. Pingback: Tu, mio – di Erri De Luca | Federico Batini

  3. Pingback: La doppia vita dei numeri, di Erri De Luca | Federico Batini

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