Analisi degli articoli del numero 20 di Lifelong Lifewide Learning di Stefania Alberti, Elena Banella, Federica Colicchio, Carmen Iannone, Eleonora Mascolo

LAVORO DI GRUPPO SUL NUMERO 20 DELLA RIVISTA “FOCUS ON LIFELONG LIFEWIDE LEARNING” CURATO DA STEFANIA ALBERTI, ELENA BANELLA, FEDERICA COLICCHIO, CARMEN IANNONE, ELEONORA MASCOLO

La rivista “Focus on Lifelong Lifewide Learning” è un luogo di riflessione e di scambio di punti di osservazione, di metodi di attuazione dei sistemi di lifelong learning. In questo numero si tratta nello specifico della lettura, dei rapporti con essa, dei vari generi e degli approcci, che ci accompagnano nell’arco della nostra vita. Di seguito i commenti approfonditi per ogni articolo presente sul numero 20 della rivista.

EDITORIALE  a cura di Federico Batini

Nell’editoriale si pone in evidenza il ruolo che la lettura assume in un ambito così delicato come quello della legalità. Nello specifico viene resa nota un’iniziativa dell’estate 2012 del ministro della giustizia brasiliano che, in via sperimentale, ha deciso di creare una relazione molto fitta tra lettura e libertà, concedendo uno sconto di pena di 4 giorni ad ogni detenuto che proponesse ad un’apposita commissione una relazione che dimostrasse di aver letto e compreso un libro, per un massimo di 12 relazioni/libri l’anno. Su questo punto la rivista si pone come un mezzo che vuole sottolineare questa iniziative, senza farla passare inosservata, proprio per mostrare quale sia il rapporto tra la lettura, proposto proprio come risposta alle emergenze sociali, come intervento di implementazione delle capacità individuali, delle percezioni e delle emozioni, come stimolo, insomma come strumento di evoluzione sociale che si suggerisce ai governi per promuovere lo sviluppo della popolazione, rendendolo accessibile e permettendo che arricchisca ed apra le menti di tutti. Ecco perché la rivista sceglie di farsene “promotore”, in un certo senso, proprio perché la lettura e la sua promozione sono uno strumento fondamentale per il lifelong lifewide learning, un caposaldo che va difeso a spada tratta.

A COSA SERVE LEGGERE di Michéle Petit

Molto spesso viene data per scontata l’importanza della lettura. L’autrice ha constatato di persona che non è sempre così. Soprattutto alle donne viene rimproverato il fatto che la lettura rappresenti, secondo la società in ambienti rurali, una gran perdita di tempo e sia simbolo di pigrizia.In altri casi ed in altri ambienti si legge solo per necessità professionali. La domanda fondamentale è: a cosa serve leggere?

E’ dimostrato da alcuni studi fatti su degli allievi in Germania e in Canada, che i buoni lettori hanno un rendimento maggiore in ambito scolastico. Inoltre, se si è poco predisposti alla cultura scritta, ci si trova in difficoltà anche nello spazio pubblico, in politica. Gli appassionati considerano la lettura come qualcosa di profondo, un momento da condividere con loro stessi, una parte fondamentale della propria vita che contribuisce a dare forma all’esperienza.

LA LETTURA AD ALTA VOCE COME POSSIBILE STRUMENTO PER PROMUOVERE L’INCONTRO TRA BAMBINO E LIBRO FIN DALLA PRIMA INFANZIA di Magda Sclaunich

Nell’articolo monografico di Magda Sclaunich si parla dell’individuazione di nuovi approcci alla lettura, mettendo il tutto su un piano neuro scientifico. In questo caso si è notato che le emozioni , sia positive che negative, influiscono molto sulla scelta di aprire un libro. Per far piacere un libro non basta usare degli stratagemmi, che talvolta sembrano insufficienti ad incoraggiare alla lettura; le scoperte delle neuroscienze mettono in evidenza il ruolo del sistema sensorio-motorio. Rizzolatti e Sinigaglia affermano che nei  neuroni specchio c’è un meccanismo biologico che aiuta a capire l’apprendimento, la psicologia e l’economia. Grazie ai neuroni specchio si è capito che l’osservazione provoca la stimolazione automatica dell’attenzione stessa, a questo proposito viene formulato un pre-test che induce la persona ad una certa situazione-stimolo, tutto questo per innescare un processo di spinta motivazionale che induca alla lettura. Oggi sappiamo che il nostro cervello è particolarmente elastico e che noi lo iniziamo ad utilizzare in modo attivo già da quando siamo nel grembo materno, mappando e conservando le relazioni con l’ambiente, in modo da rendere l’apprendimento facilitato. Con l’uso delle immagini mentali noi possiamo associare l’apprendimento e la memoria. Edelman crede che quando l’individuo si trova ad affrontare delle novità, lo faccia in base al riconoscimento di configurazioni e non in base ad un ragionamento logico. Attraverso vari studi condotti da diversi neuroscienziati, neurofisiologi e psicologi si è arrivati alla conclusione che il nostro cervello ad ogni singola parola pronunciata, attiva l’esperienza senso-motoria legata agli oggetti a cui si riferiscono, quindi ad ogni significato associamo un’immagine appropriata.  Le pre-rappresentazioni  indotte accompagnano il processo di comprensione dei concetti ed in base ai segnali provenienti dall’esterno alcuni concetti si rafforzano ed altri, invece, s’indeboliscono, e, a livello didattico, sarebbe ottimale riuscire a studiare situazioni e metodi che mettano il cervello in condizione di sfruttare gli schemi che organizzano le idee e le conoscenze, predisponendolo ad una strada preferenziale in cui si ha la possibilità di intervenire su cosa si rafforza e cosa s’indebolisce. Quindi, in conclusione, si può affermare che i metodi più naturali che presenta il panorama illustrato, per creare uno stimolo efficace nel bambino nei confronti della lettura, sono quelli che muovo la spinta motivazionale a richiamare, tramite l’emergere di emozioni, schemi rappresentativi simili a quelli che fanno già parte del bagaglio del soggetto.

PER UN APPROCCIO NATURALE ALLA LETTURA: DALLA SINTONIZZAZIONE INTENZIONALE ALLA MOTIVAZIONE EMBODIED di Daniela Mario

Nell’articolo monografico di Daniela Mario, si parla dell’importanza dell’introduzione alla lettura  per i più piccoli, e di fasi e metodi che possono facilitare questo approccio, rendendolo più efficace. Nella prima parte si espongono le motivazioni per cui è importante far sviluppare al bambino un rapporto familiare con l’oggetto libro, ponendolo come stimolo, per attrarre l’attenzione del bambino, ed, a questo proposito, si approfondisce su una delle tecniche che riscuote maggior successo in questo processo: la lettura ad alta voce. E’ proprio questo metodo di familiarizzazione con la lettura, che si pone come base del rapporto tra il bambino ed il libro, che assume una grande importanza grazie a fattori quali l’emulazione nei confronti dell’adulto, l’ampliamento del vocabolario del bambino, la stimolazione alla costruzione di immagini, e via dicendo. A seguire, sono descritti i tipi di lettura che si possono fruire, in base alla destinazione del testo che si legge, definendo la lettura ricreativa come “sensuale”, cioè spiegando quali sono tutte quelle fasi che fanno si che il lettore si immerga nel libro, ne faccia parte, venga assorbito dal mondo del testo che sta leggendo, vivendo sempre nuove esperienze, estraniandosi dalla realtà. Proseguendo con la lettura dell’articolo, si tratta del ruolo fondamentale che la scuola assume nello sviluppo delle competenze testuali e linguistiche, di cui si necessità soprattutto nella società attuale, in cui i bambini sono “bombardati” da stimoli “massmediali” di vario tipo, e per questo hanno stimolato una semplice funzione per cui si può affermare che sentono, ma non ascoltano. E’ proprio in questo contesto che la scuola deve richiamare il bambino alla scoperta di tutte le possibilità che, un metodo come la lettura ad alta voce da parte di un adulto, può aprire a delle menti in fase di sviluppo, stimolandole a tirar fuori tutte le capacità di immaginazione e di immedesimazione che si stanno formando dentro il bambino. Proprio per coadiuvare i genitori e le scuole ad affrontare consapevolmente queste attività di così grande importanza, si sviluppa il progetto “nati per leggere”, che si articola toccando vari ambienti, e progettando in maniera strutturata questo intervento. Nell’articolo si illustrano tutte le modalità tramite cui questo progetto si attua, e tutti i dati relativi ai risultati del progetto stesso. Particolare attenzione viene posta alla testimonianza di una madre che ha partecipato al progetto, insieme ad uno dei due figli, che sottolinea quanto questa esperienza, e la lettura in generale, le abbia fatto vivere momenti magici nel rapporto con i suoi figli, che ancora permangono nella memoria dei bambini stessi, e quanto le abbia palesato il fatto che questo tipo di approccio alla lettura abbia aiutato i bambini a relazionarsi con il mondo e con un lessico molto più ricco e stimolante.

LETTURA E LETTURA AD ALTA VOCE di Federico Batini

Nell’ultimo decennio in italia si sono diffuse le pratiche di lettura ad alta voce,che rappresentano un rafforzamento delle comuni capacità interpretative. L’articolo presenta gli esiti di alcune ricerche internazionali. E’ stato dimostrato che la lettura ha utilità in vari ambiti, non solo in quello scolastico: aiuta a costruire il proprio futuro, a comprendere gli altri, aumenta l’immaginazione e consente alternative di vita. La ricerca effettuata in Inghilterra, riguardo le capacità interpretative nelle carceri, ha dimostrato come la popolazione carceraria abbia scarse attività di lettura. Inoltre le offerte di lavoro richiedono adeguate abilità, che non permettono agli ex detenuti di crearsi una condizione migliore. Entra in gioco una correlazione con le recidive. Un’altra ricerca, effettuata da Mark Taylor, attraverso un questionario, ha evidenziato che i soggetti che leggono frequentamente per piacere in età adolescenziale, hanno maggiore probabilità di trovare posti di lavoro di tipo amministrativo-gestionale. Leggere consente una migliore coscienza del sé, favorisce l’immaginazione e dà significato alla propria individualità. Il tutto deve basarsi su determinate competenze narrative, altrimenti ci troveremmo in un caos interiore. Negli ultimi 20 anni si sono moltiplicate le iniziative dedicate alla lettura e alla lettura ad alta voce; la LaAV ha contribuito ad indagare, nella città di Arezzo, su un’eventuale apertura ad un’esperienza narrativa. questa ricerca è la base che precede un allargamento delle aree di indagine. Bisogna fare sempre attenzione all’effetto “risposta giusta”. Leggere ricopre un ruolo molto importante per il piacere personale e collettivo. Incoraggia l’accrescimento delle competenze che inducono alla pura autonomia.

LO SPAZIO INCANTATO DELLA FIABA. DALL’ONDA DIALETTICA E FORMATIVA ALLE INTERFERENZE MENTE CORPO di Leonardo Acone, Filomena Agrillo, Cristiana D’Anna, Filippo Gomez Paloma

Nell’articolo in oggetto viene analizzato il valore della fiaba che nella società moderna, sempre più orientata verso la tecnologia, ha perso la sua importanza, tralasciando le abilità che sviluppa. Si sottolinea quanto metta in risalto gli aspetti della prossemica, evidenziando tutte le potenzialità cognitive a cui il lettore è sottoposto durante la fruizione della fiaba stessa. In funzione delle varie motivazioni che spingono il lettore ad avvicinarsi ai testi, molteplici sono le categorie appunto che sono presenti nel panorama letterario. Nell’articolo si presta molta importanza a tutti quelli che sono i tipi di percezioni che il lettore vive durante il rapporto con il libro, in maniera quasi viscerale. Nonostante l’evolversi dei tempi la fiaba, a differenza di altri generi che si sono modificati e reinventati nel corso della storia, ha mantenuto il suo eterno fascino tanto da essere definita “opera d’arte”. In quanto tale è ricca di significati provocati fondamentalmente dall’aspetto letterario. Anche la scrittura, atto di profondo coinvolgimento individuale, riveste un ruolo molto importante nella sfera psico-senso-motoria dell’uomo, mettendo in gioco tutte le facoltà sensoriali. Ed è proprio quest’ultima che assume un duplice significato: da un lato si pone come racconto di se stessi, delle proprie sensazioni e, in parte, dei propri ricordi; dall’altro come una fitta rete di interrelazioni con l’intero mondo dei lettori. Inconsapevolmente la fiaba diventa parte integrante della vita dell’adulto, mettendolo sia in condizione di riconoscersi in alcune storie, sia di trarre un punto di partenza per poter scrivere la fiaba della propria vita. E’ compito dell’adulto coinvolgere e stimolare le capacità del bambino tramite una narrazione che si avvalga di metodi esplicativi fisici ed espositivi. In conclusione il pensiero narrativo è un aspetto onnipresente di cui la parte significativa e distintiva sta nelle diverse forme in cui si manifesta quotidianamente nella vita di ognuno di noi.

RILEGGERSI PER RIPROGETTARSI LIFELONG “IN VISTA DI SE STESSI di Maria Ermelinda De Carlo

In questo articolo si tratta dell’importanza della rilettura della propria narrazione, del proprio costrutto, in vista dell’opportunità di rielaborare i propri punti di vista e di mettere in pratica una rivalutazione continua di sé stessi. Si mettono in evidenza le tecniche di tale tipo di lavoro, mostrandone l’efficacia in ogni ambito della vita di un soggetto, e palesando quale sia, in realtà, lo spiraglio di possibilità di “improoving” che si apre ad ognuno di noi che voglia esaminare continuamente il proprio lavoro, per prendere coscienza di sé e sviluppare ogni volta una sorta di ri-programmazione del proprio percorso di vita. Si sottolinea sempre a quale tipo di percorso porta, gradualmente, il lavoro di rilettura di sé: è una costruzione consapevole e dinamica del sé adulto, di una coscienza che accompagna il soggetto in modo completo, critico, e che lo conduce verso una strada di continuo perfezionamento, sia nell’ambito provato che in quello professionale, proprio perché un professionista non è mai tale se non è in grado di mettersi sempre in discussione. Tutto sta nel mettersi in una condizione di continuo apprendimento, utilizzando questo metodo di analisi continua, che è il rileggersi, per valorizzare la propria identità, sfruttando la rilettura di ciò che si scrive per capirsi meglio ed analizzare i lati “nascosti” della propria personalità da un punto di vista differente, e tenendo sempre un focus sulla propria vita, in termini di analisi e coscienza del cammino compiuto e di quello verso il quale ci si rivolge, facendo tesoro di questa risorsa per mantenere sempre un controllo su sé stessi, ed utilizzandola per auto-analizzarsi nei momenti di cambiamento cruciali per il proprio percorso, durante i punti di svolta che tutti ci troviamo ad affrontare con il procedere della vita adulta. Questo processo è fondamentale anche per non far perdere valore alla scrittura, propria o degli altri, che spesso si tramuta in lettura, e che frequentemente diventa un punto di contatto per immergersi un po’ nella vita degli altri, apportando sempre dei valori aggiunti alla propria, perché spesso, nella moderna società sempre più tecnologica, si lascia dire tutto agli sms ed ai post sui social network, condividendo la propria realtà in modo virtuale, che lascia accesso a tutti, creando una fitta rete di interrelazioni, che ci avvicinano un po’ con tutti.

CONDIZIONI COGNITIVE DI UNA LETTURA AUTONOMAMENTE MOTIVATA di Lucia Lumbelli

In questo articolo monografico, l’autore riflette sull’importanza della lettura, e di come non bisogna dare per scontato il valore che questa può avere nella vita di un individuo, perché leggere un buon libro, molto spesso, può risultare gratificante. Leggere non è ritenuta un’attività da attribuire solo ai ragazzini che dalla vita devono ancora apprendere tanto, ma la lettura deve essere suggestiva anche per gli adulti, poiché non si è mai troppo grandi per leggere.  Quando ci si imbatte nella lettura si possono avere delle difficoltà nella comprensione e questo può avvenire in modo consapevole da parte del lettore, anche se ci sono occasioni in cui le difficoltà si presentano in modo non consapevole. Questo ostacolo viene affrontato per lo più da quelle persone che hanno una cultura scolastica svantaggiata.  Un metodo per apprendere la lettura, per i bambini, è quello dell’interloquire con l’insegnante, quindi di effettuare una lettura ad alta voce, e, dunque, pensare ad alta voce. Questa è una delle fasi iniziali dell’aspetto educativo. Come possiamo notare nella storia di “Michelino e i suoi fratelli”, l’attenzione e lo stimolo alla lettura sono momenti educativi fondamentali per i processi cognitivi e per il problem solving. Spesso la lettura privata e l’impegno formativo non si possono mischiare, perché l’insegnante in un contesto scolastico non può occuparsi di una singola persona, ma deve essere divisa tra più individui.  In una società come quella di oggi, allora, si richiede un insegnamento più individualizzato, per quell’allievo in difficoltà, con l’insegnante che gli dedica qualche ora in più, in modo da metterlo al pari con gli altri, ed in grado di poter affrontare una discussione collettiva, ma soprattutto per far capire all’allievo che la lettura può essere un momento essenzialmente piacevole e gratificante.

CONCLUSIONI: in questi articoli abbiamo apprezzato l’importanza della lettura, imparando a conoscerne le varie sfumature e tutte le tecniche di avvicinamento, fin dalla prima infanzia. L’insegnamento principale che abbiamo potuto apprendere è che leggere un buon libro è un’esperienza importante per la formazione di tutto il percorso della nostra vita.

Rivista Lifelong Lifewide Learning: QUI.

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