Panino al prosciutto, di Charles Bukowski (Guanda)

panino al prosciutto Era un sabato sera di dicembre. Ero nella mia stanza e stavo bevendo molto più del solito. Mi accendevo una sigaretta dietro l’altra pensando alle ragazze, alla città, e agli anni che avevo davanti a me. Guardavo davanti a me e non mi piaceva quasi niente di quello che vedevo. Non ero un misantropo o un misogino ma mi piaceva star solo. Si stava bene seduti tutti soli in uno spazio ristretto a fumare e a bere. Avevo sempre fatto ottima compagnia a me stesso. 

Bukowski è noto a tutti per le sue poesie, di uno dei numerosi suoi libri di poesia, Spegni la luce e aspetta, edito da Minimum Fax abbiamo già parlato QUI. Oggi, tuttavia, parliamo di un romanzo Panino al prosciutto.

La prima sensazione che ricordo è di essere sotto qualcosa. Era un tavolo, vedevo la gamba di un tavolo, vedevo le gambe della gente, e un pezzetto di tovaglia che pendeva. Era buio, lì sotto, mi piaceva stare lì sotto. Dovevamo essere in Germania. Dovevo avere uno o due anni. Era il 1922. Stavo bene sotto il tavolo. Pareva che nessuno si fosse accorto che ero lì sotto. Il sole illuminava il tappeto e le gambe della gente. Il sole mi piaceva. Le gambe della gente non erano molto interessanti, non quanto quel pezzetto di tovaglia che pendeva, non quanto la gamba del tavolo, non quanto la luce del sole. Poi più nulla…

Quest’ultimo era l’incipit del romanzo Panino al prosciutto di Charles Bukowski, riedito nel 2010, dopo l’edizione del 2000, da Guanda.

Un Bukowski che racconta le difficoltà dell’adolescente Henry Chinaski: picchiato dal padre, deriso dagli amici, incapace di avvicinarsi ad un mondo femminile che comincia a destare il suo interesse.

Dopo una fase nella quale cerca un’identità ed un riconoscimento come duro, come il duro della scuola, inizia una transizione: l’alcool ed i libri cominciano ad essere, ben presto, gli alleati per evadere da un mondo in cui si sogna la ricchezza (quello del padre) ed un mondo pieno di regole e di perbenismo (quello della madre).

La biblioteca pubblica ed i bar diventano il rifugio, la scoperta della scrittura si configura allora come una strada per conoscersi, per conoscere.

Si parla di Bukowski signori, giù il cappello…

LA SCHEDA SU CHARLES BUKOWSKI QUI.

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Una risposta a Panino al prosciutto, di Charles Bukowski (Guanda)

  1. Giulia ha detto:

    Di Bukowski ho letto e riletto tutto più volte, ma “Panino al prosciutto” resta uno dei miei romanzi preferiti. Tra le tante cose contenute in questo libro forse la più bella è proprio la descrizione dei suoi giri in biblioteca, dei libri che diventano rifugio e salvezza. Sono sempre contenta di trovare persone che amano questo scrittore troppo spesso frainteso. Grazie.

    Giulia

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