Un Natale, di Dylan Thomas

un nataleOggi voglio fare una proposta un po’ fuori stagione! I Natali allora si somigliavano un po’ tutti, in quell’angolo della città di mare dove non c’erano rumori oltre al vociare lontano che sento qualche volta, per un attimo, prima di addormentarmi. Così non riesco mai a ricordarmi se nevicò per sei giorni e sei notti quando avevo dodici anni o se nevicò dodici giorni e dodici notti quando ne avevo sei.

Già l’apertura di questo aureo libretto di Dylan Thomas testimonia tutta la grandezza, la poesia e l’assoluta imprevedibilità di Un Natale (edito in Italia da Salani) come del resto di tutta la produzione del poeta gallese. Compaiono ippopotami, allucinazioni di fantasmi, tetri paesaggi e soffici, meravigliosi ricordi…, in una sorta di incredibili accostamenti, ironici e struggenti.

Un libro da leggere, da regalare, magari da leggere a voce alta, di fronte a un falò sulla spiaggia (con una birra ghiacciata) o di fronte al fuoco di Natale (quando il vino, il cibo, lo spumante, aiutano a non vergognarsi anche di interpretare). Si legge di un fiato (un’ora di lettura… deliziosa, va bene per ogni età…).

La scheda nel sito di SALANI, la trovate cliccando QUI.

Libro disponibile con sconto per i lettori di questo blog presso la Libreria Leggere (Viale Cittadini 21, 52100 Arezzo).

Dylan Thomas nasce nel 1914, nel Galles, lavora come giornalista per il South Wales Evening Post , e critico letterario per il settimanale Herald of Wales, poi a Londra, per laBBC. Pubblica la sua prima raccolta di versi, diciotto poesie (Eighteen Poems), nel 1934, appena ventenne. La raccolta colpisce immediatamente la critica ed i giovani che fanno immediatamente, di lui, un mito. Thomas pubblica le successive raccolte a distanza di pochi anni l’una dall’altra: Venticinque poesie (1936), Il mondo che respiro (1939), La mappa dell’amore (1939). Nel 1940 esce Ritratto dell’artista da cucciolo, una raccolta di storie di impronta autobiografica, mentre nel 1946, esce il libro che rappresenta un’esplosione di notorietà Death and entrances (“Morte e ingressi”). All’indiscusso valore poetico di Thomas, si accompagna però una vita non ordinaria, fatta di grandi sprechi di denaro e di alcolismo, che spinse la sua famiglia sull’orlo della povertà. La sua dipendenza dall’alcool e l’ossessione della mancanza di denaro e per i debiti che lo affliggevano, fu in parte alleviata dalla solidarietà di artisti e intellettuali che, riconoscendone il genio assoluto, non gli fece mancare sostegni economici e morali. Muore nemmeno quarantenne nel 1953, a New York per una polomonite e per un edema cerebrale.

L’anno successivo Stravinsky compose il pezzo “In memoriam Dylan Thomas” per quartetto d’archi, quattro tromboni e voce maschile.Probabile che Robert Allen Zimmerman si sia ispirato proprio a lui per scegliere il proprio nome d’arte di Bob Dylan nel 1961. Tiziano Sclavi, nel 1986, volle omaggiarlo dando il nome di Dylan Dog al protagonista dei suoi fumetti. Dal 1995 è attiva Man and Myth (L’Uomo e il Mito), la mostra permanente realizzata presso il Dylan Thomas Centre di Swansea, la più ricca  raccolta di documenti sulla vita e l’opera dello scrittore. Nel 2008 viene girato persino un film che racconta parte della sua vita: The Edge of Love, con attori come Sienna Miller e Keira Knightley.

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