Didattica orientativa e competenze (Batini, Giusti)

Da tempo la scuola italiana ha superato a livello normativo il concetto di “programma” e ha scelto di adeguarsi alla logica del curricolo, assai più adeguata alle esigenze della società contemporanea per almeno tre motivi:

–      consente di mettere al centro del processo di apprendimento (e non più di insegnamento) i bisogni e le risorse delle persone;

–      permette di lavorare sulle competenze trasversali necessarie a fronteggiare i continui cambiamenti socioculturali;

–      sposta l’attenzione dall’acquisizione del titolo alla verifica e certificazione delle competenze acquisite.

In breve, con il termine curricolo si intende il percorso organicamente progettato e realizzato dagli insegnanti al fine di far conseguire agli alunni i traguardi previsti (Scurati, 2002, p. 45). L’insegnante è chiamato a farsi carico – con il curricolo – “della progettazione sia dei contenuti (che cosa si insegna), delle metodologie e degli strumenti di trasmissione dei contenuti (come si insegna), dell’organizzazione della didattica (chi lo insegna, quando e dove) e della valutazione intesa sia come valutazione del percorso dei singoli e della classe, sia come autovalutazione d’istituto” (Ziglio, p. 152). I curricoli sono percorsi flessibili che – qualunque sia il modello didattico di riferimento – prendono le mosse dalla rilevazione dei bisogni e delle potenzialità degli alunni, per dirigersi verso l’acquisizione da parte dei soggetti di competenze determinate e condivise (obiettivi). È necessario qui fermarsi a riflettere soprattutto sui bisogni. Non si tratta dunque di individuare la situazione in termini di conoscenze per sapere quali sono quelle mancanti al fine di percorrere una strada già trattata, significa piuttosto mettere in discussione la stessa strada.

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5 risposte a Didattica orientativa e competenze (Batini, Giusti)

  1. Patrizia Scartabelli - TFA c.d.c. A050 ha detto:

    Caspita, una domenica pomeriggio di download!

  2. Alberto ha detto:

    ciao Federico,
    il “diario di bordo” ha una sua struttura ben definita o come immagino ognuno può impostarlo come meglio crede? io pensavo molto semplicemente di fare interventi con una prima parte di cronaca e una seconda parte di commento…grazie
    Alberto – A017 Economia Aziendale

    • federicobatini ha detto:

      sì ci sono anche on line tanti modelli di diario di bordo… chiaramente il fatto che abbia alcuni campi “obbligati” ed altri liberi… e sia graficamente invitante, facilita la compilazione…;-)

  3. Pingback: Pez Valdichiana aretina: incontro formativo | Federico Batini

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