Una nuvola come tappeto (Erri De Luca)

aaanuvola Studio l’ebraico, leggo la Bibbia. Alcune pagine, alcune parole mi hanno rivelato qualcosa della loro verità e mi hanno istigato a darne notizia. Non ho adattato il testo ad una interpretazione, ne sono stato invece piegato. Per accogliere una rivelazione, grande o piccola che sia, basta a volte essere docili, termine che indicava in origine la disponibilità a farsi istruire. La Bibbia è almeno una letteratura e il Dio di Israele è se non altro il più grande personaggio letterario dei tempi… Per molti la Bibbia è un testo sacro. Ma mi commuove più di quel valore in sé, il sacro aggiunto, l’opera degli innumerevoli lettori, commentatori, sapienti che hanno dedicato a quel libro il tempo migliore della loro vita. Il sacro in sé della Bibbia è diventato, attraverso di loro, una civiltà. Dio è autore della Bibbia e suo protagonista. In letteratura questa coincidenza si chiama autobiografia. Quel testo ne è la forma insuperata. … L’intenzione che invece muove queste pagine incommensurabilmente minori è del tutto diversa. La Bibbia è qui intesa alla lettera. Seguire il solco dei suoi innumerevoli commentatori, aggiungendo qualcosa che essa conteneva, ma che non era stato ancora espresso: qui sta l’ambizione di queste pagine.

Probabile sia il testo che mi ha fatto incontrare, molti anni fa, questo autore che ho poi amato moltissimo (ho già proposto suoi romanzi in questa sezione). Questo strano libro corrisponde a una sorta di riscoperta di passi del testo biblico. Erri De Luca, dopo aver appreso, in solitaria, l’ebraico si cimenta con una traduzione fedele, che riscava significati non consueti ai frequentatori delle traduzioni approvate dalla CEI. Alcuni passi sono fulminanti, per la traduzione che offre un nuovo squarcio di senso e per la spiegazione che ne viene offerta.

Non dice questo il libro di Erri De Luca, dice di un libro, delle parole che ci sono, che sono mondi. Un esempio almeno, quello di Mosé, destinato a condurre un popolo fuori dalla schiavitù: Il Faraone ordinò dunque un radicale controllo delle nascite: l’eliminazione per annegamento nel Nilo dei figli delle donne ebree… Si salva un bambino affidato alla corrente del fiume in una cesta incatramata che viene raccolta dalla figlia del Faraone. Si chiamerà Mosé, nome che viene dal verbo ebraico salvare. Allevato in segreto dalla sua tutrice, cresce ignorando la sua origine, finché un giorno la voce del sangue lo spinge a uccidere un egiziano che sta maltrattando un ebreo. Scappa lontano inseguito da una condanna a morte. Diventa pastore, attività comune a latitanti di tutti i tempi. … Un giorno trova un fuoco che arde i rovi senza consumarli. Si accosta ed ecco che dal cuore della fiamma ode due volte crepitare il suo nome. … Mosè ascolta il disegno divino: liberare il popolo ebreo dalla schiavitù egiziana con il suo intervento. “Chi sono io perché vada dal faraone e faccia uscire i figli di Israele dall’Egitto?” Questa è la prima domanda che Mosé rivolge a Dio e in essa c’è già la richiesta capitale della sua vita: chi sono io? Chiede innanzitutto a Dio notizia della propria identità: finora è stato un trovatello, un uomo colpevole di omicidio e poi un pastore. E’ inoltre di poche parole, la sua bocca inciampa nella balbuzie. Perciò chiede: chi sono io? Dio risponde alla domanda così: “Sarò con te”. Ecco il titolo definitivo della sua nuova identità, è uno che avrà Dio con sé, compagno di un viaggio lungo quanto la vita. … Però nessuno prima di Mosé, né dopo, chiederà a Dio il nome. L’evento che qui si compie è e resterà inaudito. Dio a domanda risponde…

Non cito oltre, mi pare di violare un testo che va letto per assaporare la lettura di un altro, per tentare un libro a cui molti di noi sono stati frenati da crederci scritte soltanto delle regole, non un incontro, non il fuoco, non l’amore e il tradimento… e non la possibilità di essere letto come deposito, quasi inesauribile, di storie. Il libro di De Luca è un invito alla lettura e una lettura affascinante, la penetrazione nei recessi di un libro e di una lingua, vale il tempo di una lettura con un altro libro accanto. Buone letture, la chiusura la affido alla chiusura di De Luca stesso: ogni tanto distrattamente si condensa la malinconia di essere lettore di Bibbia in un’epoca fredda. Se nemmeno un poco della sua temperatura è passata nelle pagine che ho scritto, avrò compiuto un esercizio vano.

 

 

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4 risposte a Una nuvola come tappeto (Erri De Luca)

  1. Splendida analisi che condivido in pieno sul pensiero di De Luca!

  2. Pingback: Tu, mio – di Erri De Luca | Federico Batini

  3. Pingback: La doppia vita dei numeri, di Erri De Luca | Federico Batini

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