Il colloquio di orientamento (formazione orientatori cooperativa Zefiro)

In termini generali il colloquio di orientamento si può definire come un incontro intenzionale tra due persone, in un tempo e in un luogo ben definito, con ruoli definiti, volto a favorire un processo di conoscenza, di progettualità e di cambiamento. Considerando l’orientamento come un supporto per il soggetto, che lo rende maggiormente protagonista della propria vita e delle proprie scelte (incrementandone il controllo) e che lo rende consapevole delle competenze necessarie per decidere autonomamente (di quali possiede, di quali deve sviluppare), il colloquio entra in questo processo come uno strumento di sostegno. Attraverso questo processo si cerca di favorire l’autorientamento e il processo di sviluppo della persona. Il colloquio è uno strumento teso alla riduzione dell’incertezza o all’approfondimento della conoscenza di un problema o per una scelta. All’interno del colloquio di orientamento si instaura una relazione centrata su una conoscenza finalizzata all’obiettivo.

Implicazioni:

  •  i contenuti e le modalità dello scambio non sono neutri
  • Intenzionalità
  • Facilitazione della conoscenza da parte del “cliente”

Ogni dato che emerge dal colloquio può rivelarsi importante. L’orientatore esperto deve: prestare attenzione ai processi che si snodano nel corso del colloquio; essere professionale nell’uso dei propri strumenti; porsi in modo equilibrato nel rapporto; avere consapevolezza delle proprie esperienze e della propria dinamica emotivo-affettiva.

Il colloquio è una situazione in cui:

  • Avviene una comunicazione (sia verbale che non verbale) all’interno di un setting adeguato;
  • Tra due persone (orientatore e cliente)
  • Che si incontrano più o meno volontariamente
  • In un rapporto tra esperto (che ha conoscenza ed esperienza) e cliente, il rapporto deve mantenere la sua caratteristica asimmetria
  • Allo scopo di contribuire al processo di chiarimento e consapevolezza della domanda
  • Il cliente si aspetta che l’esperto sappia condurre abilmente il colloquio
  • L’esperto deve cercare di capire in quali ambiti il cliente ha difficoltà e deve essere, o mostrare di essere una persona accogliente, non giudicante, che accetta l’altro senza giudizi o condizioni
  • Dall’inizio il cliente dovrebbe percepire che sta per apprendere qualcosa di utile
  • Alla fine di ogni colloquio il cliente deve essere un po’ più consapevole di se stesso

Uno dei modi per definire le fasi di un colloquio:

  1. Inizio formale, accoglienza della persona e raccolta delle informazioni riguardanti i motivi che hanno condotto il soggetto al colloquio. Definizione degli obiettivi del percorso (patto orientativo);
  2. Riconoscimento, si deve cercare di identificare il cliente (approfondimento, ricostruzione della storia formativa e professionale);
  3. Approfondimento,  l’operatore deve facilitare il cliente, garantirgli maggiore autonomia, esplorare insieme a lui le possibilità;
  4. Conclusione, si elabora una sintesi e si definiscono i propositi, il progetto, le azioni da fare.


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