Ripensare l’istruzione: investire nelle abilità in vista di migliori risultati socioeconomici

Investire nell’istruzione e nella formazione per sviluppare abilità è essenziale ai fini della promozione della crescita e della competitività: è infatti dalle abilità che dipende la capacità dell’Europa di incrementare la produttività. Nel lungo periodo le abilità possono attivare l’innovazione e la crescita, spostare la produzione nella parte più alta della catena del valore, stimolare la concentrazione di abilità di livello più elevato nell’UE e plasmare il futuro mercato del lavoro. Il massiccio incremento dell’offerta di persone altamente qualificate, registrato nel corso dell’ultimo decennio a livello mondiale, mette l’Europa alla prova. È finita l’epoca in cui la concorrenza era rappresentata principalmente dai paesi che erano in grado di offrire solo manodopera scarsamente qualificata. La qualità dell’istruzione e l’offerta di abilità sono migliorate a livello mondiale e l’Europa deve reagire.

I sistemi di istruzione e formazione europei continuano a non essere in grado di fornire le abilità adeguate per l’occupabilità e non collaborano adeguatamente con le imprese o i datori di lavoro per avvicinare l’apprendimento alla realtà del mondo del lavoro. Questo mancato incontro tra domanda e offerta di abilità suscita una crescente preoccupazione per la competitività dell’industria europea1.

Per quanto negli ultimi cinque anni le percentuali di coloro che completano il ciclo di istruzione superiore siano salite, saranno necessari notevoli sforzi per raggiungere l’obiettivo principale di vedere il 40% dei giovani in possesso di un diploma di istruzione superiore.

Nonostante i significativi passi avanti compiuti negli ultimi cinque anni, l’abbandono scolastico resta a livelli inaccettabili in troppi Stati membri, come la Spagna (26,5%) e il Portogallo (23,2%). Per ridurre l’abbandono scolastico continuano a essere necessari interventi mirati incentrati su strategie globali fondate su dati concreti (evidence-based), come auspicato dalla raccomandazione recentemente adottata dal Consiglio.

Risultati insoddisfacenti continuano a essere rilevati in altri settori, come dimostrano dati significativi: 73 milioni di adulti possiedono solo un basso livello di istruzione, quasi il 20% dei giovani di 15 anni non possiede abilità sufficienti nella lettura e la partecipazione all’apprendimento permanente è solo dell’8,9%.

Entro il 2020 un ulteriore 20% dei posti di lavoro richiederà abilità di livello superiore. I sistemi di istruzione devono innalzare gli standard e il livello dei risultati per rispondere a questa domanda; occorre inoltre che essi promuovano le abilità trasversali necessarie affinché i giovani possano esprimere uno spirito di impresa e riescano ad adattarsi ai cambiamenti del mercato del lavoro cui sempre più inevitabilmente dovranno far fronte nell’arco della loro carriera.

La missione generale dell’istruzione e della formazione comprende obiettivi quali la cittadinanza attiva, lo sviluppo personale e il benessere. Benché questi obiettivi siano indissociabili dalla necessità di migliorare le abilità funzionali all’occupabilità, è certo che – in un contesto caratterizzato dal rallentamento della crescita economica e dalla contrazione della forza lavoro conseguente all’invecchiamento della popolazione – le sfide più urgenti che gli Stati membri devono affrontare riguardano le esigenze dell’economia e la ricerca di soluzionialla disoccupazione giovanile in rapido aumento. La presente comunicazione si concentra sull’erogazione di abilità adeguate per il mondo del lavoro, sull’incremento dell’efficienza e su una maggiore inclusività dei nostri istituti di istruzione e formazione e sulla collaborazione con tutti gli stakeholder.

Occorre ampliare la portata delle riforme e accelerarne il ritmo in modo che abilità di qualità possano sostenere la crescita e l’occupazione. Nella presente comunicazione la Commissione illustra un limitato numero di priorità strategiche che spetta agli Stati membri affrontare e parallelamente presenta nuove azioni dell’UE con effetto moltiplicatore degli sforzi nazionali. Le priorità sono in linea con le raccomandazioni specifiche per paese formulate dalla Commissione all’indirizzo di vari Stati membri e sostengono l’analisi annuale della crescita per il 2012.

A livello di priorità, particolare attenzione è attribuita alla lotta alla disoccupazione giovanile. La presente comunicazione tratta quattro settori che sono essenziali per contrastare il problema e nei quali gli Stati membri dovrebbero intensificare gli sforzi:

  • sviluppo di un’istruzione e formazione professionale di eccellenza per innalzare la qualità delle abilità professionali;
  • promozione dell’apprendimento sul lavoro, anche con tirocini di qualità, periodi di apprendistato e modelli di apprendimento duale per agevolare il passaggio dallo studio al lavoro;
  • promozione di partenariati fra istituzioni pubbliche e private (per garantire l’adeguatezza dei curricoli e delle abilità trasmesse);
  • promozione della mobilità attraverso il programma Erasmus per tutti, oggetto di una recente proposta.

Il documento completo della COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI 

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Una risposta a Ripensare l’istruzione: investire nelle abilità in vista di migliori risultati socioeconomici

  1. Eleonora Vitali ha detto:

    Il documento riassume ciò che tutti noi ci auspichiamo possa essere realizzato quanto prima. Certamente una ristrutturazione in termini di progettazione e valutazione per competenze si inscrive in questo intento, che per essere effettivo ed efficace richiede però una rete di collaborazione su più fronti secondo una logica di benchmarking, da quello dei finanziamenti all’interesse del mondo del lavoro (anch’esso messo a dura prova e che, magari, potrebbe trarre dei vantaggi sostanziali da tale approccio). Tre termini chiave: sviluppo personale, cittadinanza attiva, benessere. Tutto sta a saper pensare in termini di processo “a lunga scadenza”, anche se il momento di crisi attuale rende spesso le scelte motivate più dalla frenesia che dalla progettualità.
    Per quanto riguarda il ruolo degli insegnanti (ma non solo!!!) credo che uno dei punti di forza del documento si quanto riposrtato al paragrafo 2.2: “Dovrebbero essere i risultati dell’apprendimento a determinare il conseguimento di un dato livello e occorre sfruttare meglio l’efficacia della valutazione”. Il cambiamento di forma mentis, in questo caso, credo risieda soprattutto sull’impostazione di una formazione influenzata dalla domanda (di professionalità laddove si evidenzino carenze o potenzialità di investimento economico e di risorse umane). In tutto questo non sono solo le competenze linguistiche, tecnologiche e scientifiche a diventare centrali, ma anche ciò che una vasta gamma di discipline, adeguatamente orientate a questi obiettivi, possano fornire, a partire dalle stesse discipline umanistiche in grado di fornire una indispensabile via per consolidare ed esercitare la riflessione critica, il confronto e lo stesso spirito di iniziativa citato nel documento come anima della promozione dell’imprenditorialità.
    Tutto auspicabile, certo, ma ancora ben lontano da ottenere, ma non per questo meritevole di rinuncia. Tutto sta a trovare terreno di collaborazione comune per non ricadere nella retorica di pochi che ci credono.

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