Nelle galassie oggi come oggi (Covers)- buona giornata mondiale della poesia

aaaanelle galassie Tredici anni fa, prima che il testo uscisse per Einaudi, qualcuno lo ricorderà, invitammo al Circolo Aurora e poi al word stage di AW (allora straordinariamente attivo e capace di notevoli proposte culturali) per il ciclo de “la Biblioteca di Riccardo”, Tiziano Scarpa, Aldo Nove, Raul Montanari. I tre scrittori stavano lavorando al progetto che poi sfociò nel libro di cui parliamo oggi, per festeggiare la giornata mondiale della poesia. Si trattava (e si tratta) di un’idea molto bella, utilissima anche per avvicinare i ragazzi alla poesia: sono poesie scritte con il sottofondo di canzoni storiche, importanti, canzoni molto note e meno note e ispirate ad esse, a volte in relazione con il testo della canzone, quasi una risposta, a volte, più spesso, con la musica e il ritmo della canzone stessa. Una bella raccolta, tre voci, un testo avvincente da leggere ascoltando, rigorosamente, le canzoni a cui si ispira ogni poesia. Notevolissimo fu il reading, in cui i tre autori leggevano ad altissima voce, accompagnati, in ogni pezzo, dalla relativa canzone.
L’esperimento del testo meriterebbe ampia riflessione, per la capacità di suscitare idee sul ritmo, sui procedimenti compositivi, sulla relazione tra musica e poesia e per il riuscitissimo “gioco” di riuscire a rendere la poesia accessibile anche ai non addetti ai lavori. Uno spunto davvero interessante per gli insegnanti. Scrivere poesia ascoltando musica… cioè provare a scrivere un testo poetico ascoltando canzoni e partendo dalle canzoni, non importa se a volte di quelle canzoni, il testo non sia nemmeno compreso, importa la suggestione… si può far ripetere l’esperimento ai ragazzi, si può riflettere con loro dopo l’ascolto accoppiato di canzone e poesia, invitarli a costruirci un reading…

L’idea è davvero interessante e vi assicuro che accoppiare l’ascolto della canzone alla lettura è davvero divertente, ironico, affascinante, commovente, a seconda dei casi

Allora vi lascio un assaggio…, la poesia dalla quale cito, come tutte le altre ha il titolo dalla canzone che l’ha ispirata, Morcheeba Moog Island:

Non hai capito, non hai mai capito,

ora Ti spiego bene cosa voglio

Voglio soltanto cose morbide, e atomi

rotondi che mi scivolano addosso,

carezze d’aria e raggi come lingue,

raggi di sole, e pioggia come baci,

un picchiettio di spilli, ma per gioco,

solletico gentile dappertutto

Voglio fare un lavoro in cui non pensi,

forse il modello, sempre con il walkman,

la musica che fa rincretinire,

io, stravaccato su una poltrona firmata…

E senza rabbia, senza sforzo, senza
rammarico, senza ricordi orribili,
senza le grida con cui questa notte
mi hanno svegliato, ancora, come sempre
con gli occhi spalancati dentro il buio,

contare le giornate senza angoscia,
senza paura d’invecchiare, insomma
senza un sacco di cose. Senza il nero,
il ruvido. La morte. Chiedo troppo eh?
Io voglio innamorarmi tutti i giorni…

Poi ci sono le poesie ironiche, quelle sarcastiche, quelle amare, quelle dolci.. tutte hanno una musica e quasi tutte restano in testa, per un po’ come aver cantato una canzone…

Montanari, Nove, Scarpa,  NELLE GALASSIE OGGI COME OGGI, Covers, Einaudi, Torino, 2001

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