I poeti di vent’anni, a cura di Mario Santagostini

aaaapoetiRoberto Bacchetta, Elisa Biagini, Stefania Buiat, Silvia Carrati, Roberta Castoldi, Gabriel Del Sarto, Mario Desiati, Valentino Fossati, Federico Italiano, Francesca Moccia, Alberto Pellagatta, Barbara Pietroni, Andrea Ponso, Luca Sala, Andrea Temporelli, Silvia Vecchini. Che cosa hanno questi nomi in comune? Sono gli autori scelti da Mario Santagostini per l’antologia I POETI DI VENT’ANNI.

Un’antologia di poeti molto giovani questa, come spiega già il titolo, che indica comunque il decennio tra i venti ed i trenta anni e che è uscita tredici anni fa (dunque sono cresciuti, alcuni superando le aspettative, come poeti, altre deludendole un po’… moltissimi sono rimasti ottimi poeti). Eppure, in molte di queste poesie giovanili (ma si fa per dire, solo in Italia si è giovani fino ai 45 anni) non c’è acerbo, non si sente una poesia che deve ancora farsi. Si leggono stili, impronte personali, soluzioni felicissime e meno felici, ma tutte da leggere, tutte sopra il buon livello. La poesia, la poesia, la poesia. Null’altro in questo volume: un’introduzione, una piccola prefazione e la poesia. Prima di ogni autore un piccolissimo profilo biobibliografico ed un accenno di lettura, in genere una sola pagina.

Scelgo, indiscretamente, due poesie, tra le tante pagine che avrei voglia di proporre alla lettura, soffermandoci su qualche frase, su un solo verso, scelgo due poeti, che rappresentino anche gli altri “giovani” che assieme a loro compongono questa bella antologia

Gabriel Del Sarto, ad esempio, che abbiamo già conosciuto in altre pagine di questo sito:

La scogliera artificiale consola

poco le nostre paure, d’inverno i pescatori

in silenzio la percorrono. Dove ora finisce

quindici anni fa c’era la spiaggia: cosa può in una notte

il mare. Visitare le rovine

è opera della memoria: lì si trovava

il bar, dove sbarre di ferro spuntavano e cemento,

le fondamenta, vedi, almeno cinquanta metri

più in là, nel mare, sono rimaste.

Ho salvato il senso di della notte, dopo la rottura

dell’alba, e questo giovane giorno

di festa

chissà dove può portarmi con le sue linee

dolci di salmastro nel vento,

forse gli intagli di azzurro verso Genova

col diretto delle 8.00 – non andrei lontano-…

Ma anche la Silvia Vecchini, del cui talento aveva già avvertito, in una pagina di Alzaia, Erri De Luca, citandola come poetessa. Ascoltiamo anche lei, qualche attimo:

Il mio Signore

di piacere ricolma

le mie membra

Il mio Signore

è un sole che fiacca

le ginocchia, asciuga

le mie vene.

Il mio Signore

viene. Poi fugge, mi

condanna di sua

lunga assenza.

Il mio Signore

è bello, slega il sangue

mio e della mia

violenza ride

Questi poeti allora, oggi ormai trentenni o quarantenni e poco più, da leggere, da scoprire, .. si può anche diventarne fan, come dei cantanti o degli attori? Perché no se hanno parole da dire, se trovano le giuste didascalie alla nostra vita, o a quello che ci troviamo intorno, o se nel linguaggio magico dei versi, come cantava Branduardi, dicono “qualcosa che ci tocchi?

a cura di Mario SantagostiniI POETI DI VENT’ANNI,Stampa, Brunello (VA), 2000——-
Consiglio anche: Franco Buffoni et alia – redazione-,POESIA CONTEMPORANEA SESTO QUADERNO ITALIANO,Marcos y Marcos, Milano,
1998
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