Due belle sfere di vetro ambrato, di Giorgio Caponetti

aaaaadue bellesfere “‘Professor Pàvari’ lo salutò la donna con un sorriso smagliante. Alvise ebbe una serie di pensieri, nell’ordine: uno, era di una bellezza straordinaria; due, dall’accento, poteva essere russa; tre, che cosa diavolo voleva da lui? quattro, attenzione, Alvise, non fare monate.

In questo romanzo incontrerete: una biologa russa estremamente affascinante che sembra, il paragone non è a caso, uscita da un fumetto di Diabolik (si fa chiamare Eva Kant), la storia della famiglia Pavari dalle sconosciute origini, un figlio che ha un padre naturale, di cui porta il nome e un padre legale che lo riconosce e lo alleva, ma chiude la madre in una stanza, la follia di una donna, un sontuoso banchetto quattrocentesco,  fusioni di statue gigantesche, un Leonardo da Vinci giovanissimo e un Verrocchio invecchiato e inacidito, eredità che diventano pesi e scoperte incredibili. Ancora un libro, recentissimo, edito da Marcos y Marcos. Divertente, funambolico persino in certi passaggi, il romanzo racconta alternando due tempi storici, il 1400 e i giorni nostri, la vicenda della bellissima statua equestre di Bartolomeo Colleoni, capitano di ventura. Protagonista della vicenda potremmo dire è, in un certo senso, la stessa statua equestre o, per meglio dire, le due sfere di vetro ambrato che, secondo una leggenda familiare, dovrebbero contenere i testicoli di “Leone”, il cavallo che avrebbe fatto da modello al capolavoro che si può ammirare a Venezia. Alvise è oggi uno studioso di ippologia riconosciuto, appartiene alla famiglia Pavari e ha ereditato il bellissimo palazzo e la tradizionale passione per i cavalli… eppure i misteri che una teca con due belle sfere di vetro ambrato custodisce, non sono ancora venuti alla luce.

La scheda del libro sul sito dell’editore: QUI.

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