Vita e sorte di Pierre Dumont socio di Dio (di Pietro Spirito)

aaavita e sorte «Il 24 settembre 1719, all’età di ventinove, Pierre Dumont, commerciante di gioie, dopo aver a lungo vagato e conosciuto gli uomini e i loro inganni, s’accordò in società con Dio. Quel giorno di primo autunno, nella casa di Parigi, Pierre Dumont affidò alla penna lo sfogo della malinconia, e con l’animo di chi segna il limite estremo dello sconforto, scrisse sul suo giornale: “Mi son risoluto di contrarre una compagnia con Dio, promettendo e facendo voto di adempiere tutti gli articoli qui sotto accennati: ed impegnando gli eredi miei, quali essi siano, a tenore di questi articoli, in caso ch’io venissi a morte prima di adempierli da me medesimo.La società, deliberata intorno al traffico dei gioielli e dei preziosi, avrebbe avuto corso per cinque anni almeno, dal primo ottobre 1719 fino all’ultimo di ottobre del 1724. Il capitale contava tremila piastre, moneta spagnola, ossia quindicimila lire della moneta di Francia. Era tutto quanto, allora, possedeva Pierre Dumont, sia di eredità paterna sia di guadagni per lui raccolti dalla madre. Il patto, altresì, gli impediva, nella durata di un lustro, di stipulare altri contratti di società, se non quello di matrimonio con una donna. Si ha notizia, da alcuni articoli del suo giornale, di come sin da allora nutrisse una sincera passione per Laurette Deville, devota e onesta figlia di un libraio.»

Francia, inizi del Settecento, all’età di ventinove anni, Pierre Dumont, gioielliere, dopo una serie di insuccessi finanziari e personali decide di mettersi in società direttamente con Dio. L’accordo è sancito da un regolare contratto in cui impegna anche gli eredi al rispetto di tutte le clausole di detto contratto nel caso che lui dovesse venire a mancare prima di adempierle tutte. La società pare andare per il meglio… ma poi, si sa, l’umano e il divino vanno poco bene insieme e Pierre Dumont fa una brutta fine. La moglie dovrà presentarsi in tribunale per esigere la parte di eredità che dovrebbe spettare, da contratto, a Dio medesimo. La cosa incredibile di questo romanzo è che, seppure nomi, singole vicende e personaggi siano stati in gran parte inventati, la storia, nella sua struttura, riprende vicende realmente avvenute e raccontate dal resoconto giudiziario “Causa di Dio”, di François Gayot de Pitaval (1673-1743), nel suo Cause celebri ed interessanti (di questo straordinario libretto l’autore, Pietro Spirito, ha curato per lo stesso editore che pubblica questo romanzo, Sellerio, l’edizione italiana del 1991).

Un romanzo di Pietro Spirito pubblicato da Sellerio nel 1997, poco più di cento pagine.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Sto leggendo e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...