Morte a Firenze, di Marco Vichi

aaaamorteafirenzegrande “Il ragazzino era scomparso mercoledì mattina dopo essere uscito dal Collegio delle Querce, durante una pioggia torrenziale… Una squadra di guardie aveva interrogato gli abitanti delle case lungo l’intero tragitto che andava dal Collegio alla villa dei Pellissari, senza tralasciare via Aldini. Solo una vecchietta aveva visto dalla finestra un ragazzino che camminava svelto sotto la pioggia all’angolo tra viale Volta e via della Piazzuola, più o meno all’una e un quarto. L’abbigliamento, il colore della cartella e l’orario non lasciavano dubbi: il ragazzino era Giacomo Pellissari. La vecchietta era stata l’ultima a vederlo, e la sua testimonianza aveva eliminato ogni ombra di dubbio sulla sincerità del bidello. Non era venuto fuori nient’altro, ma c’era da aspettarselo. Quando Giacomo aveva lasciato la scuola era ora di pranzo, pioveva a dirotto, e ognuno pensava ai fatti suoi. Le foto del ragazzino erano apparse sui quotidiani ed erano state trasmesse dai telegiornali del Nazionale e del Secondo Programma, ma per il momento non si era fatto avanti nessuno. Possibile che un ragazzino potesse scomparire così?

Firenze, ottobre 1966, non smette di piovere… l’Arno si ingrossa… un ragazzino è scomparso. Il commissario Bordelli indaga, indaga se possibile con maggior impegno del solito… e se sotto ci fosse un delitto terribile? Intanto arriva l’alluvione e questo rende tutto, tutto davvero molto più difficile. Il commissario Bordelli è l’investigatore seriale dello scrittore fiorentino Marco Vichi, qui viene chiamato ad una delle sue prove più dure. Di Marco Vichi abbiamo già conosciuto altri libri ma non ancora i romanzi dedicati al commissario Bordelli (imperdibili):

la raccolta di racconti Perché dollari, clicca qui

il romanzo Il brigante, clicca qui

Per conoscere meglio il personaggio di Bordelli: L’intervista a Marco Vichi sul commissario Bordelli: qui.

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