Numero monografico sulla Lettura (n.20) Rivista Lifelong Lifewide Learning

Nella rivista Lifelong Lifewide Learnig vengono presentati  alcuni articoli sul tema della lettura, scritti da vari “ricercatori”. Per quanto riguarda l’organizzazione degli scritti, è stato adottato il metodo del “referaggio con doppio cieco”, per cui la revisione dei vari articoli è affidata a due revisori esterni, la cui identità rimane anonima. L’obiettivo di questa pratica è quello di garantire la maggiore obbiettività possibile circa la valutazione di lettura, cercando, quindi, di evitare giudizi personali.

Dal titolo di un estratto si ricava la domanda essenziale da porsi riguardo questo tema: “A cosa serve leggere?”

“Utilità sociale o esigenza vitale?”

Quest’attività risulta avere effetti positivi in ambito scolastico, universitario e lavorativo, come dimostrano i risultati della ricerca di Mark Taylor del dipartimento di sociologia dell’Università di Oxford: i ragazzi che avevano letto dei libri intorno ai 16 anni avevano più possibilità di trovare lavoro e di frequentare l’Università rispetto agli altri. Oltre a questa sua utilità, la lettura offre anche l’occasione di dare senso alla propria vita e all’ambiente circostante, di sviluppare nuove idee e di estraniarsi dalla realtà per dare pieno spazio all’immaginazione. Come riportato nello scritto di Michèle Petit, la lettura è “un modo per stimolare un pensiero, una curiosità, per vivere in modo più lucido, più intenso, più divertente o poetico”. Non solo, ma leggere costituisce anche un tentativo di realizzarsi in modo condiviso; infatti, dà la possibilità di intraprendere un percorso che conduce, allo stesso tempo, alla conoscenza di sé e degli altri, attraverso la condivisione di quest’attività.

Una modalità importante della lettura è quella ad alta voce; negli ultimi anni sono nate molte associazioni che la favoriscono, tra le quali si può citare “Nati per leggere” e “Le persone libro”.

Questa pratica non è da sottovalutare perché permette un miglioramento del livello di attenzione e di comprensione, la condivisione di significati, idee e immagini tramite l’interazione reciproca, la vincita della timidezza e quindi anche la socializzazione. In contesti più difficili, come ad esempio nei luoghi di cura dove si trovano persone disagiate, la lettura a voce alta può condurre ad esiti favorevoli, anche se questo aspetto viene spesso sottovalutato dalla società attuale.

Comprendere un testo non è tuttavia sempre così semplice; infatti, leggendo, possono presentarsi problemi di varia natura: i meno complessi sono quelli legati alla sintassi e al lessico, ma ce ne sono anche altri, non consapevoli e automatici, che sono più difficili da identificare. Per risolvere questi ultimi si deve stimolare l’autocontrollo del lettore, evitando che egli crei dei ragionamenti superflui, che non hanno alcun collegamento con il testo. Quest’obiettivo è quello perseguito dall’insegnante, che dovrebbe cercare di incoraggiare il lettore a procedere con autonomia, senza intervenire continuamente, ma allo stesso tempo dovrebbe anche aiutarlo a capire. Chi non è spinto alla lettura, è perché non è riuscito ad instaurare un rapporto empatico con il testo, e in questo dovrebbe assumere un ruolo rilevante l’insegnante, o l’adulto in generale, che guida il piccolo lettore ad intraprendere questo nuovo percorso. Comprensione e motivazione sono legate ad un apprendimento attivo da parte del soggetto; serve, infatti, un’energia motivazionale capace di dare senso al processo della lettura.

La società di oggi è sempre più tecnologica e quindi è diminuita maggiormente l’attrazione verso la lettura. C’è la necessità di capire come attivare l’attenzione delle persone a quest’attività; in questo, assume molta importanza la fiaba, in quanto stimola la crescita dei bambini e, per gli adulti, è una narrazione simbolica della vita. La fiaba assume una connotazione universale, perché è un mezzo per condividere i simboli della cultura, ma allo stesso tempo è anche espressione di personalità e unicità. Il valore della lettura si è diversificato molto nel tempo: mentre una volta l’utilità del libro era quella di acculturare le masse “ignoranti”, ora invece la lettura è fine a se stessa e l’essenza del piacere di leggere risiede proprio nel riuscire a coniugare le diverse funzioni del nostro corpo e della nostra mente. È così che il libro consente una crescita didattica ed educativa alla persona. Nonostante la fiaba sia uno dei generi letterari più antichi, è riuscita a sopravvivere nel tempo, perché l’uomo ha attribuito ad essa un significato sempre nuovo, con il fine di adattarla ai cambiamenti sociali.

Attraverso l’esperienza, l’uomo impara a conoscere il mondo e sviluppa il proprio pensiero. Questa è la stessa cosa che accade nella fiaba; infatti, per poter creare un contesto fiabesco, deve esserci una costruzione della trama che deve partire dall’adulto narratore, capace di coinvolgere così il bambino nella funzione scenica. Gli adulti devono accompagnare i bambini nella scoperta delle fiabe, altrimenti essi, lasciati a se stessi, non riescono a comprendere l’autentico valore della lettura. Un bambino si avvicinerà ad un libro grazie soprattutto all’esempio significativo degli adulti che, attraverso la narrazione, trasmettono la passione della lettura.

L’importanza dell’adulto che legge al bambino non è da sottovalutare, in quanto, nella società odierna, le persone che spontaneamente prendono in mano un libro sono in stretta minoranza e quindi il ruolo guida dell’adulto narratore è fondamentale per la crescita di coloro che dovranno essere, in futuro, dei cittadini consapevoli.

La cultura non è solo un passatempo! Essa ha una grande funzione educativo-didattica, perché spinge la persona ad allargare i propri orizzonti di pensiero, di creatività e soprattutto di conoscenza; è un modo per entrare in contatto con nuove persone e, quindi, per fare nuove esperienze. Un libro costituisce anche una grande “arma” quando è in mano a persone che si trovano in situazioni di disagio, in quanto permette loro di riscattarsi, attraverso la cultura.

BELLUCCI CHIARA, PICCOTTI ILARIA, ZOPPIS MIRIANA, MOSCETTI LUCIA.

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