Recensione di Eleonora Maltempi al volume Le sedici competenze di base

aaale16comp Con la definizione stessa del termine Competenza si apre lo scenario delle nuove avanguardie educative in termini di “lifelong and lifewide learning”.

La letteratura in merito è concorde rispetto alla definizione di Competenze, non come bagaglio di saperi, capacità e risorse, ma come possibilità dell’individuo di saper contestualizzare e finalizzare ogni apprendimento, rendendolo funzionale Nella e Per la vita. Questo concetto è strettamente relato all’acquisizione, da parte dei giovani, delle Competenze Chiave di Cittadinanza, le quali passerebbero attraverso (secondo il regolamento sull’obbligo di istruzione del G.U. 202 – 31/08/07) le conoscenze e le abilità riferibili a 16 competenze fondamentali, definite appunto di base. I quattro principali assi culturali cui si di partono tali competenze sono: l’asse dei linguaggio, l’asse matematico, lo scientifico – tecnologico e quello storico-sociale; la panoramica va quindi dalla padronanza linguistica verbale e scritta, alle abilità di calcolo e problem solving, alle capacità induttive e deduttive del metodo scientifico, sino alla percezione temporale e sociale dei fenomeni culturali, ovvero un insieme integrato di conoscenze, le quali stimolerebbero la nascita di abilità , che si andrebbero poi a fondere con le qualità del soggetto, tali da renderlo un individuo capace di muoversi nel mondo e di rendere continuo il suo apprendere.

Da qui l’importanza, da parte degli organi di istruzione, di strutturare dei percorsi educativi in grado di promuovere lo sviluppo delle competenze descritte.

La nascita di percorsi pratici che guidino docenti e discenti verso tale strada non è esente dall’incontrare ostacoli, sia di tipo burocratico che organizzativo; le “buone pratiche” hanno bisogno di essere nutrite di contenuti didattici rinnovabili e stimolanti, l’uniformità dell’approccio a tutti i livelli di istruzione e lavoro sembra difficile da attuare, ed il riconoscimento delle competenze dell’individuo in termini curricolari, appare un arma a doppio taglio, sia per assenza di organi di controllo, sia perché alla fine questo controllo può rendere sterile un percorso che dovrebbe far muovere l’individuo in maniera trasversale in ogni contesto.

Da dove iniziare quindi?

Promuovere le competenze a partire dalla scuola dell’infanzia, attraverso programmi pedagogici orientati, potrebbe essere il miglior punto di partenza, un po’ come un “educare ad educare” e “imparare ad imparare” per insegnanti ed alunni, che insieme, costruirebbero i saperi di Base, Competenza fondamentale di ogni cittadino del mondo.

di Eleonora Maltempi

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