Perché i bambini devono ubbidire?

aaabambinidevono Si comincia presto a creare poesie. Da bambini si è tutti poeti. Poi in genere ci fanno perdere l’abitudine. L’arte di diventare poeti, tra le varie cose, è non lasciare che la vita, la gente, i soldi ci facciano perdere questa abitudine. Io mi sono abituato molto presto a «inventare». La realtà – parola troppo sofisticata – diventava più calorosa, più interessante e divertente da osservare, se la si modificava un po’. Non troppo, giusto quanto bastava. Vivevo in una vecchia casa rurale, in alto, sopra un fiume ampio e impetuoso. Sotto la casa correvano vene d’acqua sorgiva, perciò faceva sempre freddo e c’erano correnti d’aria. La fattoria era isolata in mezzo ai campi e dei miei primi anni ricordo solo gli inverni, quando il vento arrivava ululando e copriva di neve il mondo intero. La neve si ammassava fin sopra le finestre e non si usciva quasi mai. Era già un’avventura spingersi fino al secchio della spazzatura che si trovava all’ingresso, dove la neve si infilava turbinando sotto la porta, come una lettera. La casa brulicava di zie, di zii e di gatti. Gli adulti litigavano in continuazione. I gatti piagnucolavano.

I bambini sono al centro di queste pagine, paiono svelare le contraddizioni presenti nella vita adulta. Il temperamento ribelle di Dagerman si esprime in questo strano libretto in cui si mescolano poesia e ricordi d’infanzia di uno scrittore morto suicida a 31 anni. Abbandonato dai genitori e cresciuto dai nonni Dagerman pare ricordarci che solo i bambini sono capaci di scaldare la vita e dargli senso.

STIG DAGERMAN Nato nel 1923, segnato da una drammatica infanzia, considerato il “Camus svedese”, in perenne rivolta contro la condizione umana, anarchico viscerale cui ogni sistema va stretto, militante sempre dalla parte degli offesi e umiliati, incapace di accontentarsi di verità ricevute, resta nella letteratura svedese una di quelle figure culto che non si smette mai di rileggere e di riscoprire. Dal 1946 scrisse quattro romanzi, quattro drammi, poesie, racconti, articoli, sceneggiature di film, che continuano a essere tradotte e ristampate. Bloccato da una lunga crisi creativa e angosciato dal peso delle enormi aspettative suscitate dal suo talento, si uccise nel 1954.

Scheda del libro sul sito dell’editore per l’Italia: IPERBOREA, clicca qui.

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