La scuola dei disoccupati, di Joachim Zelter

AAAAlascuoladeidisoccup Di notte le vengono in mente altre risposte, tardi, troppo tardi, eppure ciò non toglie nulla all’impeto delle parole non dette, che esprimono esattamente quello che Karla avrebbe potuto dire nel colloquio con Lichtenstein, sì, che avrebbe dovuto assolutamente dire, ma che non ha detto, per un semplice vuoto di parole. E’ stretta in un autentico tumulto di pensieri, risposte supplementari, repliche e controrepliche… Per esempio alla domanda se lei stia seriamente cercando un lavoro. Talmente innumerevoli sono stati, negli anni, i no alle sue richieste, che a un certo punto Karla ha iniziato a candidarsi non più a suo nome, ma a nome e con i curricula di parenti o di amici. Per trasmettere loro cosa si prova a leggere un rifiuto. E per non trovarsi più sola di fronte a un no, ma poterlo condividere con altri. Persino gli amici con curricula esemplari ricevevano risposte negative. Karla di adoperava anche moltissimo, per far risaltare più possibile la vita dei suoi amici. Più della propria. Ma nulla cambiava nella monotonia dei continui rifiuti. Come se scrivere una candidatura fosse già il presagio che candidarsi per quel posto era fuori discussione. Sulle prime ore del mattino Karla pianse.

Ringrazio Rosario Pietroluongo che mi ha segnalato il romanzo, romanzo che ho letto con gusto, gusto raddoppiato dall’occuparmi, da molti anni, di orientamento.

Un romanzo spietato. La scuola dei disoccupati è un romanzo di Joachim Zelter, tradotto da Barbara Ciolli, per l’editore ISBN. Siamo in Germania, nel 2016, un nuovo gruppo di disoccupati sta arrivando a SPHERICON, la scuola dove i disoccupati vivono per un trimestre (nel senso che non solo affrontano le lezioni, ma lì dormono, lì mangiano, lì trascorrono l’intera giornata) con il fine di apprendere l’arte della candidatura. Gli addetti ai lavori riconosceranno, nemmeno troppo celati, alcuni metodi di ricerca di lavoro ferocemente criticati. La scuola sembra, all’inizio, per molti una speranza, un faro, una luce nel buio della disoccupazione, … poi, piano piano ne comprendiamo la vera natura. Una critica feroce alla logica del successo a tutti i costi, del lavoro come meta da inseguire calpestando qualsiasi cosa, al lavoro quando diventa religione e oppressione e non liberazione e realizzazione. Ogni persona che si occupa di orientamento, di istruzione, di formazione dovrebbe leggere questo libro.

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2 risposte a La scuola dei disoccupati, di Joachim Zelter

  1. La dittatura del curriculum e della coerenza a tutti i costi, il cercare lavoro che diventa IL lavoro… Sì, un libro spietato, nello stile e nei contenuti, che mi ha dato la possibilità di ri-pensare a tanti aspetti del mio mestiere.
    Lieto di essere riuscito a ricambiare, almeno una volta, tutti i suggerimenti che ho rubato a questo blog e che sgomitano per finire nel mio zaino delle letture in corso.

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