I servizi educativi per l’infanzia in Toscana

Servizi educativi per l’infanzia in Toscana
Al 31 dicembre 2011 in Toscana sono risultati 1.037 i servizi attivi, equamente suddivisi tra pubblici e privati (rispettivamente 48,1 e 51,9%). In 220 comuni su 287 almeno un servizio educativo è risultato attivo. Solo 95 comuni hanno registrato un’offerta mista (sia pubblica che privata), 48 solo servizi privati e 77 solo pubblici. Il maggior numero di servizi è nei grandi centri urbani (in particolare nella provincia di Firenze) e quello più diffuso è il nido (821 nidi attivi, 79%). I servizi integrativi (tra i quale prevale lo spazio gioco, seguito dal servizio educativo in contesto domiciliare) sono poco più di un quinto.

La ricettività potenziale al 31/12/2011 (numero massimo di bambini che possono essere accolti nei servizi educativi attivi) è di 28.742 posti (+13,6% rispetto al 2007). Sempre rispetto al 2007 è cresciuta la potenzialità ricettiva dei servizi privati (+45,9%) calata lievemente l’offerta pubblica (-3,2%). Se facciamo il rapporto tra ricettività dei servizi educativi alla popolazione residente di età 3-36 mesi, dal 2007 al 2011 il tasso di ricettività è cresciuto passando dal 28,7% al 31,7% (+3%), maggiore perciò alla media nazionale (19%) e a quello delle regioni del centro-nord (22-25%).

Nel 2011/2012 le domande di iscrizione ai servizi educativi per la prima infanzia (in termini assoluti 25.348 ,15.241 nei servizi pubblici e 10.107 in quelli privati) sono aumentate del 3% rispetto al 2007/2008, ma nell’ultimo biennio sono diminuite. In calo le domande per i servizi privati (-10,7%) ed in aumento quelle per i servizi pubblici (8,9%). All’inizio dell’anno educativo 2011/2012 le domande sono state oltre 34mila, il 38% degli aventi diritto nella fascia 3-36 mesi. La capacità di risposta alla domanda è stata dell’83,2% (+8% rispetto al 2007). L’88% degli iscritti frequenta un nido. Buona la risposta della Toscana rispetto all’indicatore di Lisbona, indice di copertura fissato dal Consiglio europeo di Lisbona pari al 33% entro il 2012, dato che nel 2011-2012 l’obiettivo è stato superato raggiungendo il 33,4%, con un aumento dal 2004 di quasi 7 punti.

All’inizio dell’anno educativo 2011-2012 sono risultati 8.456 bambini in lista di attesa, 9,3 ogni 100 residenti nella fascia d’età 3-36 mesi, sebbene il dato potrebbe risultare sovrastimato dato che nel conteggio sono stati considerati anche i servizi privati per cui potrebbero risultare bambini in attesa presso più servizi. Rispetto al 2007/2008 è mediamente diminuita la percentuale di domande non soddisfatte (-3,5%), anche se un lieve incremento negli ultimi due anni ha interessato quasi tutte le province. A livelle generale 1 domanda su 5 circa non è stata soddisfatta.

In ogni servizio educativo ci sono, in media, 4,3 educatori. Se invece consideriamo il loro numero rispetto ai bambini iscritti, ne abbiamo 1 ogni 5,6 bambini. Rispetto all’esperienza professionale, prevalgono gli educatori in servizio da più di 5 anni (66,5%). Quelli con più esperienza operano prevalentemente nei servizi gestiti dal pubblico (57%). Più di 2 educatori su 3 (70,6%) ha un titolo di studio inferiore alla laurea (diploma o qualifica professionale post-diploma), il 26,7% ha una laurea o post laurea afferente all’area psicopedagogica e il 2,6% ha invece titoli non afferenti. Poco meno del 70% degli educatori in possesso dei più elevati titoli di studi (laurea, master) opera in servizi gestiti da privati. La maggior parte degli educatori opera in servizi gestiti da privati (62%). Il 78% degli educatori dei servizi toscani risulta assunto con contratto di lavoro a tempo indeterminato.

Nel 2011-2012 i servizi educativi che ospitano bambini con cittadinanza non italiana (in tutto 1.856) sono 475. A Prato l’incidenza dei bambini con cittadinanza non italiana sul totale degli iscritti è quasi doppia rispetto al resto della regione (13,8% contro 7,3%). Tra i bambini non italiani prevale la scelta di servizi pubblici (ben l’81%). Rapportando gli iscritti alla popolazione residente in funzione della cittadinanza, il tasso di accoglienza tra i non italiani (12,9%) è nettamente inferiore rispetto agli italiani (30,8%). Al 31/12/2011 risultano iscritti presso i servizi educativi toscani 229 bambini disabili, lo 0,9% degli iscritti totali.

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