I servizi di istruzione in Toscana (dalla primaria alla secondaria di secondo grado)

Nel 2011/2012 gli studenti in Toscana sono poco più di mezzo milione, così distribuiti: 96mila scuola dell’infanzia, 159mila primaria, 98mila secondaria I grado e 147mila secondaria II grado. Dal 2007 l’aumento è stato di oltre 24mila studenti (al netto della scuola dell’infanzia), con una variazione complessiva del 6,5% degli alunni. Scomponendo la differenza 2007-2011 per cittadinanza (oltre che per i vari ordini scolastici) per quasi la metà la variazione è da imputare agli alunni stranieri. La distribuzione degli alunni per ordine, anno scolastico 2011/2012, fa registrare maggiori presenze nella scuola primaria (39%) in rapporto alla secondaria di I grado (24%), mentre di poco inferiore è la secondaria di II grado (37%); i valori risultano ovviamente legati alla durata dei cicli di istruzione (rispettivamente di 5, 3 e 5 anni). Dove vanno gli studenti dopo la secondaria di I grado? Il liceo ne assorbe quasi la metà, 47%. Seguono il professionale intorno al 21% e il tecnico al 32% circa.

I settori istruzione e infanzia della Regione Toscana hanno elaborato il rapporto sui dati dell’infanzia e dell’educazione in Toscana, dal titolo “Dal nido alla scuola superiore: i dati della Toscana a supporto della programmazione educativa territoriale

Riguardo al fenomeno dell’abbandono prematuro degli studi, la Toscana si colloca tra le regioni italiane con valori superiori alla media nazionale (18,6% da raffrontare con il 18,2% media italiana) e un trend non favorevole, soprattutto nell’ultimo periodo, dato riferibile soprattutto alla componente maschile (23,4%) dato che la percentuale femminile si attesta sul 13,6%. I NEET – Not in Education, Employment or Training, sono la quota di popolazione tra i 15-29 anni né occupata, né in un percorso di istruzione formazione di qualsiasi tipo (escluso l’autoapprendimento). Il fenomeno è in crescita ed è più diffuso tra le donne che tra gli uomini. In Italia raggiunge valori preoccupanti (il 22,7% contro una media UE intorno al 15%), pari nel 2011 ad oltre 2 milioni di persone. I valori toscani sono al di sotto della media nazionale, ma comunque sopra i livelli del nord ovest e nord est. Dal 2007 al 2011 la crescita è stata superiore a quella della media italiana, raggiungendo il 16,4% (i valori riferiti alla componente maschile e femminile si attestano rispettivamente a 13,4% e 19,4%).

Gli alunni in ritardo rispetto al regolare percorso di studi nel 2011 sono quasi 63mila, il 15,59% del totale iscritti. Il fenomeno è in aumento negli ultimi cinque anni e riguarda soprattutto le scuole secondarie, specie quelle di II grado. Si va dal 4,1% della primaria, al 12,8 della secondaria di I grado fino al 29,8% di quella di II. Il numero maggiore di studenti in ritardo frequenta la scuola professionale (il 57,4% di colore che la frequentano); negli istituti tecnici la percentuale scende 31,8% e si riduce ulteriormente tra i ragazzi che frequentano i licei, 16,2%.

Passando agli esiti negativi (ovvero i non ammessi alla classe successiva o color che non superano l’esame conclusivo del ciclo di studi), il fenomeno ha coinvolto nel 2011/2012 quasi 25mila studenti, il 6,2% del totale iscritti, ma registra una lieve flessione negli ultimi due anni e si concentra nella scuola secondaria di II grado (13,2%), quasi il triplo della secondaria di I grado. Ancora i professionali al primo posto (21%), seguiti dai tecnici (16,2%) ed infine i licei (quasi l’8%).

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