Barbablù, di Amélie Nothomb

aaabarbablu   Quando Saturnine arrivò nel luogo dell’appuntamento, si meravigliò che ci fosse tanta gente. Non pensava certo che sarebbe stata l’unica candidata, m di lì a essere ricevuta in una sala d’attesa dove la precedevano quindici persone c’era una notevole differenza. “Troppo bello per essere vero” pensò “Non sarò mai la coinquilina che cercano”. Dal momento che si era presa la mattinata libera, decise comunque di aspettare. Il magnifico luogo la induceva a farlo. Entrava per la prima volta in un palazzo signorile del VII arrondissement di Parigi e non riusciva a capacitarsi dello sfarzo, dei soffitti altissimi, del tranquillo splendore di quella che costituiva appena un’anticamera. L’annuncio precisava: “Una stanza da 40 metri quadri con bagno, accesso libero a una grande cucina attrezzata” per un affitto di 500 €. Ci doveva essere un errore. Da quando Saturnine cercava casa a Parigi, aveva visitato tuguri immondi di 25 metri quadri senza bagno, a 1000 € al mese, che trovavano chi li prendeva in affitto. Che imbroglio nascondeva dunque questa offerta miracolosa? Osservò poi i candidati e si accorse che si trattava solo di candidate. Si chiese se la condivisione di casa fosse un fenomeno femminile. Quelle donne sembravano tutte angosciatissime e Saturnine le capiva: anche lei desiderava ardentemente di aggiudicarsi quella stanza. Ahimè, perché avrebbero dovuto scegliere lei invece di quella signora dall’aria così rispettabile oppure di quella manager dalla messa in piega spavalda?

A quella domanda, rispose la sua vicina, che la stava osservando.

–       Sarà lei ad averla.

–       Scusi? Dice a me?

–       Lei è la più giovane e la più carina. Avrà l’appartamento.

Saturnine aggrottò le sopracciglia.

–       Questa espressione non le dona – proseguì la sconosciuta – Sia più rilassata, quando entrerà nell’ufficio.

–       Mi lasci in pace.

–       Non si arrabbi. Non è al corrente della fama del padrone di casa?

–       No.

(Barbablù, di Amélie Nothomb, Voland editore pp. 7-8)

Si può uccidere per motivi estetici? O perché qualcuno ha violato un segreto? Si può essere convinti di essere perfetti cristiani e rivelarsi dei mostri?

Si può andare alla ricerca di un appartamento a Parigi e trovarsi immersi in una potenziale storia d’amore molto, molto nera?

Saturnine è giovane, affascinante, intelligente. Per rispondere a un prestigioso incarico a Parigi ha accettato la cortese ospitalità di un’amica. La necessità di un minimo di privacy, la difficoltà di dormire in un divano e la grande distanza dal centro, però, la conducono, dopo poco a cercare un’altra sistemazione. Questo l’antefatto, l’evento che costituisce “il motore” dell’azione nel nuovo romanzo di Amélie Nothomb. Saturnine trova una camera molto lussuosa, in un quartiere estremamente elegante a un prezzo davvero incredibile.

Nonostante le molte candidate sarà lei a ottenere l’ambito appartamento e così farà la conoscenza dello stranissimo padrone di casa. Don Elemirio, così si chiama il proprietario della casa, si rivela un ospite cortese, generoso quanto strano. Nel procedere della conoscenza egli confesserà a Saturnine il suo amore per lei e lei cercherà di svelare il segreto che l’uomo nasconde… con un finale a sorpresa. Non è certo uno dei romanzi più riusciti della Nothomb, tuttavia è stato in grado di farsi leggere tutto in un giorno (giorno in cui non avevo tempo per farlo).

 

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