Alkamar, di Nicola Biondo e Giuseppe Gulotta (edizioni Chiarelettere)

aaa alkamar “Per trentasei anni sono stato un assassino. Mi hanno costretto a firmare una confessione con le botte, puntandomi una pistola in faccia, torturandomi per una notte intera. Mi sono autoaccusato: era l’unico modo per farli smettere. Da lì in avanti non ho avuto un attimo di pace. Oggi ho cinquantacinque anni. Ho passato in una cella i migliori anni della mia vita. Mi chiamo Giuseppe Gulotta e questa è la mia storia.”

Fatevi venire pure i brividi… sarebbe già un ottimo attacco se si trattasse di un romanzo, però si tratta di una storia vera. Una storia vera e incredibile, come la sentenza che abbiamo ascoltato nel processo per la morte di Stefano Cucchi, come tanti tanti casi di giustizia negata o tardiva. Intanto i potenti non pagano le conseguenze delle loro azioni, intanto gli agenti coinvolti in meccanismi di questo tipo, spesso, non subiscono alcuna conseguenza. Giuseppe Gulotta a diciotto anni è un muratore, un ragazzo come tanti… la sua vita, quasi come quella di Edmond Dantès, viene interrotta da un arresto improvviso e da una confessione estorta con la forza e le botte.

Il delitto nasconde un mistero indicibile: servizi segreti e uomini dello Stato che trattano con gruppi neofascisti, traffici di armi e droga. Per far calare il silenzio serve un capro espiatorio, uno qualsiasi. Gulotta ha vissuto 22 anni in carcere da innocente e 36 anni di calvario con la giustizia. Non è mai scappato,  ha sempre lottato a testa alta e nel libro racconta tutto per la prima volta: l’arresto, le torture, i processi (9!!!), la prigione, l’amore per Michela, che ha conosciuto mentre attendeva la sentenza definitiva (cioè l’ergastolo), il figlio,William, che ha visto crescere dall’altra parte del vetro divisorio, durante i colloqui settimanali, la verità su Alkamar.
Oggi finalmente Giuseppe è un uomo libero, la sua storia è finita su tutti i giornali e in tv, è stato ospite di Fabio Fazio. Dalle istituzioni e dall’Arma dei carabinieri nemmeno un comunicato di scuse.

Giuseppe Gulotta sarà ospite del Festival Narrazioni Libera tutti (clicca qui per le informazioni sull’intero programma) a Poggibonsi, il 14 giugno alle 17,00 nell’ambito della tavola rotonda “Giustizia o vendetta” (parleremo di carcere e diritto alla dignità con Gulotta, Marco Pannella, Rita Bernardini, Andrea Milluzzi Alessandro Margara). Tutti gli eventi sono gratuiti. Nausika e l’Amministrazione Comunale di Poggibonsi sono particolarmente onorate di ospitare questo incontro.

Leggi un estratto dal libro, clicca qui.

Una storia tenebrosa, violenta, inaccettabile… La liberazione (atrocemente tardiva) di un innocente non basta a chiudere una pagina così sporca.” Michele Serra, “la Repubblica”, 15 febbraio 2012.

ASCOLTA LA TESTIMONIANZA INCREDIBILE DI GIUSEPPE GULOTTA: clicca qui.

AUTORI

Giuseppe Gulotta, 55 anni, nel febbraio del 2012, dopo trentasei anni di calvario giudiziario e dopo ventidue anni di carcere, è stato assolto per non aver commesso il fatto. Era accusato dell’omicidio di due carabinieri ad Alcamo Marina, in provincia di Trapani. È stato picchiato e costretto a confessare. La sentenza di revisione che lo ha assolto dopo più di trent’anni è arrivata grazie alle rivelazioni di uno dei carabinieri presenti alle torture, che per la prima volta e solo a partire dal 2008 ha riportato ai magistrati la sua versione dei fatti.

Nicola Biondo, giornalista e scrittore, scrive su “l’Unità”. Ha collaborato alla trasmissione tv BLU NOTTE di Carlo Lucarelli. E’ autore del libro IL PATTO. DA CIANCIMINO A DELL’UTRI, LA TRATTATIVA STATO E MAFIA NEL RACCONTO INEDITO DI UN INFILTRATO (con Sigfrido Ranucci, Chiarelettere 2010).

 

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