Le cose brutte non esistono, di Riccardo Romani

aaaalecosebrutte   Alla fine la racconteranno così la mia storia: c’è un tizio che guida un’auto rubata a tutta velocità. Deve trattarsi di una fuga, solo chi si sente braccato può perdere il controllo lungo una strada così dritta e deserta. Solo un criminale può spingere sull’acceleratore in quel modo. Questo scriveranno di me sul giornale locale, già me lo immagino. Diranno che ho travolto il recinto della fattoria, con i pioppi che fremevano per il boato. Diranno che è accorso il padrone di casa e che imbracciava un fucile da caccia. IL danno in effetti è grave, i suoi diritti di privato cittadino spazzati via come i tronchi della sua staccionata. La scena deve avere qualcosa di elettrizzante: da una parte il proprietario pronto a far fuoco, dall’altra il delinquente che, cauto e forse ferito, esce dall’abitacolo e non si sa perché nasconde qualcosa in un sacco. Un comportamento sospetto, tanto che prima ancora di conoscerne le intenzioni, il padrone di casa preme il grilletto accoppandolo senza misericordia. Sia chiaro: è un suo sacrosanto diritto. Non s’invade la proprietà privata alle otto di una domenica mattina senza pagarne le conseguenze. In casi come questo la polizia arriva e sbriga le formalità direttamente nel soggiorno dell’aggredito, di certo una stanza decorata con stormi di folaghe impagliate. Gli agenti gli chiederanno le generalità e anche un bicchiere d’acqua. L’uomo firmerà un verbale e si calmerà solo quando gli avranno assicurato che sarà la contea a pagare i danni, che manderanno un carro attrezzi per rimuovere l’auto. Per il cadavere bisognerà attendere un medico legale.

Ecco ascoltatelo, ascoltatelo prima che il grilletto venga premuto davvero e poi non ci sia più modo per sapere com’è andata, intendo com’è andata davvero, sul serio. La storia è una storia di provincia, la costruzione dell’identità di un giovane che del rapporto con il padre, difficile e velato da alcuni misteri, non trova il bandolo. Ci sarà un amore (ci deve essere un amore e un viaggio in un romanzo così) forte, travolgente, per Senida e ci sarà un vagare per i grandi spazi americani… perdersi? a volte piacerebbe, quando invece ti senti immerso nel nulla… non sembra una gran conquista.

Ricevo con piacere da 66thand2nd,  casa editrice romana di indubbio interesse, questo Le cose brutte non esistono, di Riccardo Romani. Me lo aveva segnalato già un’amica comune (comune a me e all’autore), voce statunitense di alcune radio italiane. Non riuscivo a ricollegare il nome e cognome di Riccardo Romani (che però mi era noto) a qualcosa di preciso… rischio la figuraccia e lo chiedo all’amica che mi segnala il libro.

Riccardo Romani ha scritto reportage da Haiti, dall’Argentina, dall’Iraq, dalla Mongolia, dall’Afghanistan e li ha pubblicati in tutto il mondo. Dopo varie collaborazioni (dal Corriere della Sera a Gq a Marie Claire) ha lavorato a lungo per Sky TG24, come inviato e come autore di documentari (The election game e Coca Nostra). Questo il suo primo romanzo. Un ottimo esordio, una penna che ha fatto tesoro delle molteplici esperienze precedenti.

Invito alla lettura del Corriere della Sera: clicca qui.

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