La Genesi

aaaa genesi  1,1 In principio Dio creò il cielo e la terra. 2 La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque. 3 Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu. 4 Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre 5 e chiamò la luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: primo giorno. 6 Dio disse: «Sia il firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque». 7 Dio fece il firmamento e separò le acque, che sono sotto il firmamento, dalle acque, che son sopra il firmamento. E così avvenne.8 Dio chiamò il firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: secondo giorno. 9 Dio disse: «Le acque che sono sotto il cielo, si raccolgano in un solo luogo e appaia l’asciutto». E così avvenne. 10 Dio chiamò l’asciutto terra e la massa delle acque mare. E Dio vide che era cosa buona. 11 E Dio disse: «La terra produca germogli, erbe che producono seme e alberi da frutto, che facciano sulla terra frutto con il seme, ciascuno secondo la sua specie». E così avvenne:12 la terra produsse germogli, erbe che producono seme, ciascuna secondo la propria specie e alberi che fanno ciascuno frutto con il seme, secondo la propria specie. Dio vide che era cosa buona. 13 E fu sera e fu mattina: terzo giorno.

Non stupisca la scelta di oggi. Non parlerò della Genesi in quanto libro sacro per ebrei e cattolici, ma della Genesi in quanto libro. Come è noto a tutti il libro della Genesi è il libro che apre il Primo Testamento (chiamato anche Antico Testamento) e dunque l’intera Bibbia. Fa parte dunque del Pentateuco costituito, appunto, dai primi cinque libri della Bibbia. Altrettanto noto il tema: il libro parla, con un linguaggio estremamente poetico della creazione del mondo, degli animali e dell’uomo e della donna da parte di Dio. Le metafore offerte dal racconto della creazione sono moltissime e di rilievo. La stessa creazione e l’ordine con la quale viene fatta è stata il “nodo” sul quale si sono poggiate le interpretazioni che hanno posto l’uomo al di sopra di tutte le creature della terra. La creazione avviene attraverso la nominazione: la parola crea e così Dio per dare all’uomo il potere sugli animali, gli assegna il compito di dare loro un nome. Dare un nome è esercitare un potere, dire è creare, basterebbero queste due affermazioni per aprire mondi metaforici e per discutere giorni e giorni. Che significato possono assumere queste metafore e questi concetti nell’epoca digitale?

Ne La Genesi c’è anche il racconto del Giardino dell’Eden in cui l’uomo e la donna sono ancora innocenti, prima di “macchiarsi” del peccato originale che, secondo la credenza cristiana, ci contraddistingue dall’origine. Strano percorso quello di una religione che colloca dall’inizio l’umanità in una situazione di “minorità”, in situazione debitoria nei confronti della divinità. Una storia che inizia con un doppio debito: il debito di essere creatura di un creatore, il debito di aver subito contravvenuto alle prescrizioni e regole che il creatore ha fissato per la creatura. Adamo ed Eva mangiano il frutto proibito, il frutto del peccato e da lì ha origine la “macchia originale, il peccato originale” e Dio interviene pesantemente, punendo il comportamento proibito, peggiorando notevolmente le condizioni generali di vita della propria creatura. La storia diventa dunque emblema, esempio, metafora di riferimento: moltissime da allora le storie nelle quali la parola esercita una funzione creatrice, moltissime quelle in cui, direttamente o indirettamente, letteralmente o metaforicamente, si esercita il potere attraverso la nominazione o l’attribuzione di un nome. Molte, infine, moltissime le storie in cui ad un errore, uno sbaglio, una ribellione anche veniale corrisponde una punizione eterna, un castigo che coinvolge tutti i discendenti e non ha fine. I progenitori dell’umanità la condannano, la loro colpa si estende a tutti i loro discendenti, macchia e castigo relativo. Segue il racconto del diluvio universale (tutto questo nei primi undici capitoli) e poi la storia dei patriarchi (Abramo, Isacco, Giacobbe-Israele, Giuseppe) nei successivi capitoli fino al 50esimo.

La Genesi è un libro da leggere, una storia affascinante e al fondamento della nostra cultura, molto più di quanto, comunemente, si creda,

Una delle letture più divertenti, intelligenti, dissacranti della Genesi è quella proposta da Benigni: clicca qui per vedere il video.

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