Genitori fantasma

Per lo Stato siamo genitori fantasma, mamme e papà senza volto, senza obblighi e diritti“. Crescono figli che hanno sognato, voluto e desiderato a  lungo. Lei con lei, lui con lui. Coppie omossessuali dove solo il padre o la madre biologici esistono per lo stato. L’altro, o l’altra, cancellati. Estranei senza diritti. Per questo domani coppie gay dell’associazione  famiglie Arcobaleno con i loro bambini andranno in parlamento ad incontrare  deputati e senatori bipartisan per chiedere aiuto e rispetto, e soprattutto una legge che sancisca, difenda e riconosca il legame con i figli non biologici. Ragazzini che in Italia sono sempre di più all’interno degli oltre centomila bambini con un genitore omosessuale.

UNA LEGGE PER L’ADOZIONE DEI FIGLI DEL COMPAGNO
Adesso si comincia finalmente a parlare di approvare una legge sulle unioni civili. Ma queste proposte ai gay danno la reversibilità della pensione, i  diritto di andarsi a trovare in ospedale ma non regolamentano il rapporto con figli naturali del fidanzato o partoriti dalla compagna, voluti assieme  ma ovviamente biologicamente figli di uno solo. I nostri bambini pensati, desiderati in coppia, per lo stato italiano restano solo figli del padre o della madre biologica. Nessun congedo di maternità o paternità nella migliore delle ipotesi. E se questa persona si ammala e muore il piccolo finirà sotto tutela del giudice, e il nostro legame, il rapporto d’amore rischiano di finire cancellati in nome della burocrazia“. Per questo chiedono la parificazione col matrimonio, perché così potranno adottare il figlio del compagno, della loro donna. A parlare con passione e ironia, mentre in sottofondo i ragazzi giocano con  la nonna che li tiene a bada nella casa a Testaccio dove si fanno le valigie in vista delle vacanze, è Gianfranco Goretti. Professore di storia in un liceo romano è sposato con Tommaso Giartosio, scrittore, conduttore di Farenheit su Radio tre. Insieme da quasi vent’anni, hanno due figli, Lia e Andrea di 5 e 7 anni, avuti da una madre surrogata in America che non li ha  riconosciuti e che in Italia portano solo il cognome del padre biologico: Lia quello di Tommaso, Andrea di Gianfranco.

Leggi l’articolo completo di Caterina Pasolini su Repubblica: clicca qui.

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