Legge trappola contro l’omofobia?

Certo varare una legge contro l’omofobia è una grande conquista di civiltà. Eppure dentro quella norma può esserci una trappola invisibile. Difficilissimo poi sarebbe cambiarla: la legge c’è che cosa volete? Ovviamente ammesso e non concesso che arrivi in porto. Ivan Scalfarotto (PD) è tra i sostenitori (e relatore di un emendamento monstre che, difatto, riscrive la norma) insieme a un collega del PDL. Se tutto andrà come spera il deputato del Pd, i democratici potranno dire di avere fatto due cose rivoluzionarie (o di aver fatto due cose, che già sarebbe molto): di essere riusciti ad accordarsi con il centrodestra in tema di omofobia (con conseguente rasserenamento del clima politico sui temi etici e sui diritti civili) e di avere portato a casa, dopo anni di tentativi, una prima, vera legge a tutela di gay, lesbiche e trans nel Paese più cattolico d’Europa.

Ok! Eppure? Eppure qualche problemuccio c’è. Vediamo quale: in Italia esiste una legge, chiamata Reale-Mancino (approvata nel 1993 su proposta dell’allora ministro dell’Interno Nicola Mancino, si tratta di una legge che modificava la precedente legge Reale, che risaliva al 1975). In sostanza questa norma punisce in maniera più pesante gesti, azioni, affermazioni perpetrati ai danni di minoranze per odio razziale o religioso (e qui si dovrebbe chiedere ai cattolici integralisti perché sono favorevoli a questa legge che sancisce una differenza per le aggressioni a sfondo religioso e perché NO a una legge che sancisca l’aggravante anche per l’omofobia). Il Parlamento sta per votare una legge che aggiunge l’orientamento sessuale (qualunque sia) e l’identità di genere (qualunque sia) come aggravante. In pratica visto che l’Italia, nei reati contro le minoranze, ha il triste primato di quelli a sfondo omofobico,  potremmo dire che lo Stato incoraggia le aggressioni agli omosessuali (orientamento sessuale) e ai transessuali (identità di genere), essendo, ad oggi, l’unica minoranza non tutelata (detta in altro modo è meno grave se picchi un omosessuale perché omosessuale piuttosto che un cattolico in quanto cattolico). La confusione che si crea sui reati di posizione è una “trappola” del PdL per ingenerare confusione. Nell’impianto della Legge Mancino c’è il reato di opinione per la propaganda di stampo nazista (negazione dell’olocausto e simili), come potrebbe correlarsi il reato di opinione omofoba con la propaganda nazista? Non c’è il rischio di vedersi respinta la norma in quanto anticostituzionale? C’è chi parla di regia del Vaticano per la proposta del PdL di aggiornare la legge Reale-Mancino, c’è chi parla di “trappola” tesa dal solo PdL, fatto sta che la trappola è dietro l’angolo. Speriamo che le diplomazie notturne facciano il loro lavoro.

Una nota ancora: oggi mi è capitato di leggere discussioni infinite di sedicenti cattolici ultra-ortodossi, con l’aggiunta di sacerdoti, che parlavano di norma insidiosa, perché da lì al matrimonio il passo è breve… e in cui si sentivano, ancora, discussioni con termini che credevo ormai espunti, del tipo “contro-natura”, oppure… “finirà che potranno anche donare il sangue”(sic!????). Sono stato a lungo cattolico e sono diplomato in scienze religiose, non mi risulta che Cristo predicasse l’odio, la differenza, la rabbia. Mi risulta invece che stando ai Vangeli canonici (che, si sa, sono una scelta arbitraria della Chiesa) Gesù si accostasse all’emorroissa (considerata infetta e inavvicinabile), alla prostituta etc… e invece condannasse i ricchi. Mi pare davvero strano che sia possibile, ancora oggi, fomentare l’odio in questo modo e farlo in nome del Vangelo. Credevo che i tempi delle Crociate fossero finiti, invece, evidentemente, c’è chi ne sente nostalgia.

Mi permetto di richiamare due testi ai quali ho partecipato per proporre un’informazione e una conoscenza scientifica di questi temi e poi, dopo un po’ di sana informazione, cominciare a confrontarsi nel rispetto degli altri, partendo dalla considerazione che condannare o giudicare una persona per quello che è (non per quello che fa o quello che pensa) non mi pare sia proprio conciliabile con il “comandamento nuovo”.

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6 risposte a Legge trappola contro l’omofobia?

  1. ilrossociliegia ha detto:

    Ciao Federico,
    leggo il tuo blog e anche quello di Costanza Miriano. Non so se hai letto questo post, a me fa venire davvero i brividi, ho commentato anche a lei, sono sicura che condivideresti la posizione che ho preso.

    http://costanzamiriano.com/2013/07/23/lettera-ad-un-amico-omosessuale/

    Anna

    • federicobatini ha detto:

      GRAZIE DELLA SEGNALAZIONE, HO RISPOSTO COSI’…

      Carissimi tutti,
      gli artifici retorici si smascherano da soli e chi ne ha un minimo di cognizione riconosce in questa lettera alcuni dei più elementari (basterebbe, per dire, aver letto Manzoni per riconoscere il paternalismo che nemmeno ci si preoccupa di nascondere), la cosa più divertente è che molti dei post paiono scritti (per stile e modalità) dalla stessa persona. Pongo alcune domande, spero che mi risponderete e non farete come con Roberto e come con tutti coloro che vi hanno messo in difficoltà argomentando in maniera razionale e cortese, spostando il piano, facendo battute, ma senza dare nessuna risposta sugli argomenti:
      1) perché citate tutti e solo da Tempi.it? vi pare una rivista scientifica? a me risulta essere una rivista confessionale, come dire… non ci vuole di essere geni (e io non lo sono), basta guardare l’home page. Sarebbe come se io vi postassi per sostenere opinioni diverse solo link dal sito dell’arcigay. Se il confronto è fatto su un piano dottrinale… allora ditelo e sappiate che non potete pretendere uno Stato asservito alle logiche della vs. Chiesa… oppure confessate il vostro integralismo religioso (e fondate un partito che proponga questo, vediamo chi vi vota…), se il confronto è su un piano di dialogo/confronto/apprendimento, tentativo di comprensione… abbiate rispetto verso gli altri. Rispetto significa anche documentarsi seriamente. Ecco la domanda: Quali sono le vostre fonti scientifiche per dire ciò che dite? Mi citate, per cortesia, tre libri non confessionali che avete letto su queste tematiche? Non importa che gli autori siano cattolici o meno, vi chiedo solo di citare tre testi scientifici.
      2) la ricerca scientifica, ahimé non si fa con le posizioni dogmatiche, si fa seguendo le regole e le procedure della comunità scientifica. Non lo sostengo io, lo sostiene il dibattito scientifico internazionale, lo sostiene anche il vs. Papa emerito, per citare una fonte a voi gradita (ovviamente lo cito come teologo, non certo come Papa). Sostenere che l’opinione personale di uno psichiatra sia una fonte scientifica equivarrebbe a dire che visto che io sono un ricercatore e mi occupo di questi temi… ora dovete tutti ascoltare me e essere d’accordo. Lo trovereste assurdo, giusto? Be’ state facendo lo stesso. Dico…. vi rendete conto di ciò che scrivete oppure no? Citare uno psichiatra (toh guarda su Tempi.it), una fantomatica ricerca (toh guarda, su Tempi.it) e dire che questo equivale a dire che voi siete razionali e argomentate, ricorda molto il famoso professore scoperto di notte a colorare il topolino che doveva, secondo il suo esperimento, risultare pieno di macchie la mattina dopo… Vi rendete conto degli artifici che utilizzate e lo fate volontariamente oppure siete in buona fede? Quale sarebbe la vostra epistemologia?
      3) attenzione a citare la “naturalità”, in Natura esistono moltissime cose che voi non approvereste. Conoscete l’organizzazione delle coppie e l’allevamento dei figli nelle varie specie animali? Consiglio di approfondire.
      4) sostenere che la famiglia nucleare sia quella che “da sempre” è stata al centro della società e dell’educazione significa dimostrare un’ignoranza della storia che nemmeno pensavo potesse esistere. Sapete tutti che la famiglia nuclerare è un prodotto post-rivoluzione industriale e, per l’Italia, addirittura post-seconda guerra mondiale?
      5) i valori di una volta… ma qualcuno di voi conosce intimamente la società contadina che è stata prevalente fino agli anni ’50-’60 in Italia, con l’organizzazione societaria secondo modelli patriarcali? chiedete a vostra nonna, se è ancora viva, cosa succedeva a una ragazza… normalmente…. in case in cui si dormiva anche in dieci in una stanza.
      6) perché parlate di diritti dei bambini e non provate a chiedere ai 100.000 bambini italiani che vivono già (pur senza alcun riconoscimento) in coppie omogenitoriali in Italia, cosa ne pensano? vi interessano davvero i loro diritti? sapete che i genitori eterosessuali, sposati in Chiesa, e i consanguinei fino al primo grado, sono la prima causa di morte violenta degli adolescenti? (ovviamente dopo gli incidenti stradali che, in genere, non comportano volontà di alcuno);
      7) io credo che tutti coloro che temono l’estensione dei diritti di cui già godono agli altri, siano come quello che diceva che la fame nel mondo è necessaria, perché se tutti potessero mangiare… non vedo che gusto ci sarebbe a farlo.
      Vi prego di non rispondere con offese, battute o cambiando piano, come avete fatto con Roberto: la sua osservazione sulle leggi Reale-Mancino è sacrosanta e non mi pare pretestuosa né capace di offendere qualcuno, ma non ho letto alcuna risposta.
      Io ho avuto la pazienza di leggere anche cose che, vi giuro, offendono la mia sensibilità, mi fanno arrabbiare, mi scandalizzano, ma ho tentato di argomentare partendo dalle vostre posizioni, non dalle mie.
      Ho preferito non affermare, in alcun modo, invece cosa penso io, e non cercherò di convincervi della mia opinione (che pure ho strutturato dopo un decennio di ricerche sul campo e lavorando con le persone), ho soltanto rilevato molte contraddizioni e artifici verbali e retorici nelle vs. discussioni e ho provato a pormi/porvi delle domande. Se avete voglia, tempo, modo e argomenti concreti per rispondere vi sarò grato, altrimenti pazienza.
      Una sola nota personale: permettetemi di sperare che Fabio non esista o che se esiste, abbia frequentazioni di amici che non vogliono spiegargli a cosa ha diritto e cosa no e lo trattino con meno paternalismo (paternalismo che, di solito, si riserva ai minus habens).
      saluti cari, davvero, a tutti coloro che vorranno impegnarsi nella comprensione e non nel giudizio degli altri.
      federico

  2. ilrossociliegia ha detto:

    Io avevo scritto questo, decisamente più personale e meno tecnico, anche se qualche pillola c’era:

    Cara Costanza,
    leggo spesso il tuo blog perché lo trovo interessante: condivido con te i valori di fondo, ma ancora oggi non riesco a capire come tu possa giungere da alcune premesse così belle (come la bellezza della diversità) a conclusioni che non riesco per nulla a condividere.
    Condivido con te la bellezza di avere due genitori diversi, che possono offrire il loro essere unici al figlio del loro amore.
    Purtroppo però il tuo modello di donna è molto ristretto e poco accogliente. Ci sono tanti tipi di donne, infiniti. Ognuna è diversa ed ognuna è speciale, nei suoi pregi e nei suoi difetti. Molti difetti.
    E poi ci sono gli uomini, anche loro difettosi rispetto al tuo ideale. Nessuno rientra in quello che tu idealizzi. Non esiste l’Uomo e la Donna. Esiste, tecnicamente, un continuum. Ognuno di noi ha caratteristiche maschili e femminili, in diverse percentuali, anche tu ne hai molte di maschili (questo blog è davvero poco sottomesso, anzi grida a gran voce – per fortuna!). In molte coppie ci sono padri che cucinano e coccolano e madri in carriera che sgridano. Sono forse difettose?
    Qualcuno addirittura si riconosce pienamente nell’essere Donna, ma il suo corpo è quello di un uomo. E il contrario. Immagina che la Sanità Pubblica paga gli interventi chirurgici per la transizione ad un altro sesso. Non solo, lo Stato permette di cambiare il proprio genere nei documenti. Quindi abbiamo padri di famiglia che si trasformano, come delle farfalle, in madri di famiglia. Però il loro matrimonio non è più valido.
    Come la mettiamo? Sono leggi già in vigore. Le aboliamo?
    Allora direi di abolire anche la legge Reale Mancino, quella che punisce in maniera più pesante gesti, azioni, affermazioni perpetrati ai danni di minoranze per odio razziale o religioso. Religioso. Ti senti discriminata, Costanza, in un Paese dove l’unica religione insegnata a scuola è la tua? Non capisco. O si elimina tutto e se qualcuno compie un atto offensivo verso una persona è grave in quanto tale, oppure si tiene tutto e si decide di proteggere le minoranze di questo Paese. Ma decidiamoci.
    Aggiungo: questa lettera è davvero terribile. “Lettera ad un amico omosessuale”?!
    Caro Fabio, spero che Costanza non sia una tua amica e che questa lettera sia quello che è: una trovata stilistica per far passare attraverso un testo personalizzante un concetto generale davvero non condivisibile, ma che non avendo solide basi per poterlo sostenere si va a parlare di un caso singolo che rimane impresso nella mente (e che c’entra davvero molto poco, “mi scuso se ti discrimino, ma non puoi permetterti di pensare di essere una persona adeguata per avere figli con l’amore della tua vita”).
    In effetti ritengo che tu scriva davvero molto bene, ma spesso manchino informazioni di base per costruire un’argomentazione adeguata alle tue idee. Per fare del bene bisogna essere competenti in quello che si fa. Si può sbagliare, certo, ma è bene mettere a frutto le proprie competenze, non strafare in campi che non sono i propri, si rischia di pasticciare.
    Anche io scrivo in un blog, parlo di affettività e sessualità. Lo stile è sicuramente diverso, anche i contenuti, ma le premesse no: vorrei che passassi a leggerlo e mi dicessi cosa ne pensi.
    Ah, sono cattolica e credo nel servizio verso il prossimo, per questo è nato il blog.
    E per questo ho deciso, questa volta, di commentare.
    Anna

    Più avanti ho commentato con la mia opinione sulla legge, è sicuramente diversa da quella della Miriano, ma anche della tua, Federico.

    Filippo, non ho dubbi sul fatto che lo stile sia diverso, sicuramente. Anche l’argomento non è lo stesso, io parlo di sessualità! E non è facile.
    Però ci accomuna parlare delle differenze di genere e degli orientamenti sessuali. Sono due cose diverse, senza dubbio, e nel post di Costanza ho visto della confusione. Davvero non posso condividere la posizione presa. Vediamo se riesco a farti capire dove vedo le difficoltà, in poche righe.
    Io personalmente non sono favorevole a questa legge, ma perché ritengo che sia insidiosa, mal fatta. Non perché temo che possa portare ai matrimoni gay. Infatti questa legge li riconoscerebbe come minoranza da difendere e quindi deboli. Cosa che non credo che siano. Non è possibile accostare l’omosessualità e la transessualità a una razza o a una religione.
    Non mi piace nemmeno l’articolo de L’Espresso http://espresso.repubblica.it/dettaglio/omofobia-legge-con-trappola/2211643 che dice, sicuramente provocatoriamente per portare la posizione agli estremi, “se dovete prendervela con qualcuno fatelo con i gay, rischiate meno”.
    Gli omosessuali non hanno nulla di speciale, davvero. Non possono essere identificati per il loro orientamento. Semplicemente siamo tutti uguali poichè la stessa classificazione è insensata: esistono pochi eterosessuali puri, molti hanno, perlomeno, fantasie omo, e molti omosessuali hanno fantasie gay. Come li classifichiamo?
    Lo stesso vale per il genere, che non è un valore di per sè (maschio = macho), ma cambia di persona in persona. Diremo ai bambini di smetterla di fare le femminucce? Non c’è una classificazione netta.
    E quindi c’è la transessualità, che è già regolata in Italia. In questo momento se sei donna, ma ti fai una adenectomia sottocutanea e un’isterectomia (ovvero togliere il seno e l’utero), diventi uomo ai sensi della legge. Però hai la vulva.
    L’argomento è davvero vasto, difficile, a cavallo tra etica e psicologia. Bisogna stare attenti, essere prudenti. E questo post mi è sembrato troppo semplicistico.
    Tu cosa ne pensi a proposito?

    Ovviamente non mi hanno risposto.
    Credo che ci sia voluto così tanto tempo per togliere l’omosessualità dal DSM che non vorrei farla rientrare in qualcos’altro. Sbaglio?

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