Faubourg, di George Simenon

aaa Faub

Simenon non delude, come sa chi ne ha frequentato la vastissima e incredibile produzione, pari solo agli appetiti sessuali del grande autore. la storia di un uomo apparentemente ordinario in questo romanzo, edito in italiano da Adelphi, come moltissimi altri, un piccolo truffatore che scende dal treno assieme a una giovane donna un po’ volgare. Lentamente scopriamo che l’uomo gode nel non farsi riconoscere, giá perché la piccola cittadina in cui ha scelto di compiere alcuni dei suoi inganni è proprio quella da cui proviene. La curiositá però ha pian piano la meglio sul suo sdegno e sulla sensazione di superioritá che lo pervade… A quel punto dopo alterne fortune e qualche colpo fortunato, dopo che avrá tentato di sistemare definitivamente la propria situazione con un matrimonio di comodo, continuando però la sua vita di sempre o quasi … le cose precipiteranno. La limpida scrittura di Simenon ci fa entrare in confidenza con il protagonista del quale, sebbene non sia possibile approvare le azioni reazioni, ci sorprendiamo a sperare un cambiamento, una redenzione, una seconda possibilitá. Perfetta lettura estiva.

Dal risvolto di copertina: Quando scendono dal treno nella stazione di una cittadina di provincia, si conosco­no da un paio di mesi appena. Quel quarantenne un po’ sciupato ma ancora di bell’aspetto, e con qualche pretesa di eleganza – un cappello a larghe tese, un bastone da passeggio con l’impugnatura d’oro –, che si fa chiamare De Ritter, Léa lo ha incontrato nella casa chiusa di Clermont-Ferrand dove lavorava; se lo ha seguito è solo perché lui le ha fatto baluginare la possibilità di una combine che frutte­rà loro parecchio denaro. Da subito, però, Léa sente che c’è qualcosa di poco chiaro, di inquietante perfino, nella scelta del luogo: perché mai De Ritter ha deciso di tornare proprio lì, in quel buco dov’è nato e che ha lasciato a diciot­t’an­ni, nella convinzione che avrebbe fatto grandi cose? Per di più, adesso che ci sono, di denaro non se ne vede, e lei riprende a rimorchia­re gli uomini nei caffè – gli stessi caffè dove lui tiene banco con il racconto delle sue mirabolanti avventure in giro per il mondo. Quello che non dice è che in quei luoghi esotici, Tahiti, Giava, Rio de Janeiro, Bombay, ha vissuto di lavoretti umilianti, di piccole truffe; e che da Panama è stato perfino costretto a fuggire per evitare di farsi un paio d’anni di galera… In questo romanzo attraversato da oscure tensioni Simenon delinea magistralmente una febbrile ricerca del tempo perduto che non può sfociare in altro che nel disgusto di sé e nel delitto.

Questa voce è stata pubblicata in Sto leggendo e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...