Narrazioni di narrazioni, recensione di Simona Ceccobelli

La narrazione è qualcosa di immenso e penso di averlo capito dopo aver letto piacevolmente questo libro. Ogni volta che leggo, (e ammetto che succede molto raramente e che ogni volta però  è emozionante e allo stesso tempo riesce a mettermi in crisi come nient’altro), mi succede  di ripercorrere  tutto di me, e non c’è mai qualcosa di non vissuto. Non so come spiegarlo, sono immagini e foto e suoni , odori che viaggiano insieme, ecco un viaggio, i ricordi, qualcosa che risalta fuori,  che sta lì per me, per interiorizzare e ragionare sui miei momenti. Per darmi uno stimolo grosso e produttivo e concreto. Un percorso su di me.

E’ assurdo perché proprio oggi una mia cara amica mi ha risposto ad un e-mail che le avevo mandato parlandomi in parte di questo:  della mia crescita, del mio percorso di vita, di come aiuta scriversi , di come la parola sia così magicamente necessaria per ognuno di noi. Mi scrive:”[…] sicuro avere un progetto aiuta, nel senso che riuscire a concretizzare i talenti, dare sfogo all’intasamento mentale ecc fa sentire realizzati, utili, anche unici in qualche modo perché  quello che possiamo dare al mondo è diverso in ognuno di noi e bisogna cercarlo anche se il percorso è difficile e mette in crisi tantissimo. Probabilmente ora stai scoprendo quello che non sei e che non vuoi dalla vita, di cui non hai bisogno e che è un modo secondo me razionale di procedere che alla fine ti porterà una bella concretezza […]”. Forse non centra niente ma era da tanto che non scrivevo e mi ha aiutato parlare con questa mia amica, mi ha aiutato scrivere, raccontarmi per poi relazionarmi, un confronto sano . Ecco, questo libro parla anche di questo: di progetti, di ricordi, del controllo sulla propria esistenza, di identità, crescita, comunicazione , coscienza di sé, ascolto,dell’importanza di dare un  senso alle cose. E gli strumenti efficaci che ci presentano gli autori di questo libro sono frasi, disegni, immagini, racconti insomma narrazioni,  qualcosa che rimane fisso, che non si perde che è in grado di svolgere un ruolo attivo, pratico ma allo stesso tempo profondo per i ragazzi , in grado di far aprire le menti, di mettersi in ascolto.

Grande forza ha la parola. Chi ha parola è una persona che si ascolta. Anche parlare è ascoltare.

Ricordo benissimo una frase del  film di Nanni Moretti” Le parole sono importanti”!  E a volte si scappa da tutto questo, si scappa dal percorso di vita personale che abbiamo inevitabilmente, si evita ogni confronto e racconto di noi stessi. Perché abbiamo paura? Perché ancora non sappiamo chi siamo? Perché i cambiamenti  ci mettono in crisi? Insieme alle scelte? Non lo so, ancora anche io sto in ricerca. E ammetto  che fatico, veramente tanto. Che quando scrivo nei miei diari a volte sono triste ma mi aiuta molto, riesco ad esprimermi, mi sento libera.

 Nel libro di Batini e Del Sarto ci sono dei concetti che mi piacciono e che condivido:” Kierkegaard conosceva che solo dal difficile è possibile una vera crescita”.Credo tantissimo in questo. Analizzare e lavorare su una  difficoltà e non evitarla è una ricchezza costante e duratura. È crescita.  Tutto quello che è difficile poi diventa una conquista, sempre. Ma è complicato capire questo concetto, soprattutto applicarlo. Anche in questo possiamo chiedere aiuto alla narrazione dove non possiamo  che riconoscerci nelle nostre parole, nelle frasi, nelle pronunce. È quello che ci presenta questo libro: “ ogni pronuncia o scrittura, ogni ascolto o lettura non sono che dei progetti di futuri possibili”. Le strutture narrative sono dunque forme universali attraverso le quali le persone comprendono la realtà, se la rappresentano e ne danno comunicazione. La narrazione struttura modalità di pensiero su noi stessi , sia sul vissuto personale sia dalle narrazioni che altri compiono su di noi.

E penso che in questo percorso personale dobbiamo saper aspettare, cercare di dare spazio e concederci delle soste, lasciarci coinvolgere dalle nostre emozioni. La teoria del “tutto e subito” è sbagliata e non porta a niente anzi, accelera i tempi, brucia le tappe e non dà pieno valore alle nostre conquiste che vanno assaporate e vissute al meglio. Da piccola mamma non mi comprava mai le merendine, io e i miei fratelli le desideravamo tanto, faceva aspettare mesi poi una volta ogni tanto ce le comprava e vi giuro che eravamo felicissimi. “L’attesa aumenta il desiderio!” ci diceva. Questo per dire che anche nella realizzazione dei nostri progetti  bisogna saper aspettare, ed è l’unico modo per vederli realizzati veramente.

Questo libro ci fa capire che l’orientamento narrativo è uno strumento di grande importanza che trova applicazione nella vita scolastica, nell’inserimento del lavoro, nelle scelte che dobbiamo affrontare. Strumento  in grado di aiutare ogni persona consentendole di riflettere su di sé, agevolando le relazioni, costruendo una capacità espressiva dell’individuo e sviluppando la progettualità.

Leggere questo libro e fare questa recensione è stato un po’come “raccontarmi”, spero solo di aver stimolato a leggere un libro che ha stimolato me.

 Ci tengo a concludere con una frase di un libro a cui sono particolarmente affezionata :

non dimenticare che il tuo cuore si trova là dove si trova il tuo tesoro. Ed è necessario che il tuo tesoro sia ritrovato affinchè tutto ciò che hai scoperto durante il cammino possa avere un significato.”(da  L’Alchimista, Paulo Coelho).

Simona Ceccobelli

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