Una lettera dal passato, di Ehrlich Max S.

aaa lettera L’uomo si chiamava Fred Elkins. Lavorava da venticinque anni sul treno postale della Long Island Railroad, sulla tratta di South Shore. Guadagnava quattromilaottocento dollari l’anno, meno le imposte e indennità varie, e viveva in una squallida casa di St. Albans, zona vicinissima a Jamaica, appena all’interno della linea di New York.

Non aveva ancora fatto giorno quando si svegliò, la mat. ina del 23 dicembre e, vedendo la neve fioccare da un cielo scuro e rabbioso, capì che quello era il giorno giusto.          Era il giorno che aveva tanto atteso. Aveva predisposto tutti i dettagli di quello che era il suo segreto, di quello che lui chiamava Il Piano, e li aveva combinati insieme. Poi, li aveva mischiati, separati, sezionati, esaminati, alla ricerca di un difetto, di un possibile errore, quasi sperando di trovarne uno, per poter fare marcia indietro. Era tutto perfetto, tranne che per un solo dettaglio, quello che sfuggiva al suo raziocinio, quello su cui non poteva esercitare alcun controllo. La neve. 

Uno poi dice che lo sapeva e invece non lo sapeva. Ora che c’entra una frase così? c’entra perché a volte basta cambiare sguardo. Cambi sguardo e tutto prende un altro senso e le cose, piano, piano… prendono il loro posto, si incastrano tra loro e acquistano senso.

In questa storia prima c’è uno che ha elaborato un piano perfetto. Ci ha messo molto, molto a elaborarlo. Il piano non è per scherzare, è una sorta di piano definitivo. Definitivo nel senso che è una di quelle cose che se funziona ti cambia la vita? Funziona? Deve funzionare, deve funzionare per forza … le precauzioni sono state prese, tutte… e allora? Be’ mettiamo che poi qualcosa vada storto in quella componente di imponderabile che nessuno può prevedere e che quando proprio hai già fatto tutto (e tutto è andato come doveva) … be’ ti sorprende.

Poi ci sono George e Martha Radcliffe. Guardateli ora, in un’istantanea. Innamorati, ancora piacenti, entrambi con i figli già grandi. Ricchi, già, dimenticavo, pure ricchi e brave persone, mica dico di no, una coppia perfetta. Una di quelle coppie che sei indeciso se invidiarle o farci sarcasmo (ma è sempre invidia) o rompergli la testa (sempre per invidia, perché sennò?). E come si collegano le due storie?

Fate finta che quello che non ha funzionato nel piano del primo… si riverberi, molti anni dopo nei secondi. Vi è mai successo di conoscere qualcosa che non sapevate a proposito di qualcuno, qualcuno di molto, molto vicino, qualcuno che credevate di conoscere a fondo, molto a fondo, meglio di chiunque altro… ecco. Ora domandatevi perché quella cosa, proprio quella vi è stata nascosta… e iniziate a guardare l’altra persona con occhi diversi… e allora? Allora torniamo all’inizio… si cambia sguardo e tutto assume un significato nuovo.

Un romanzo sul passato, un romanzo sulla coppia, un romanzo sull’amore, un romanzo sulla verità e la menzogna, un romanzo sulla fiducia. Un romanzo bellissimo, chapeau (nonostante qualche inciampo nella prosa… o nella traduzione?).

Per i più curiosi: la vita felice e tranquilla di George e Marta viene sconvolta da una lettera spedita dieci anni prima…

Edito in Italia da Frassinelli, con la traduzione di Maurizio Bartocci.

Un’anticipazione del libro, CLICCA QUI PER SCARICARE

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