Allievi dei corsi 2013/2014: Imparare dalla lettura (scarica gratuitamente)

Carissimi allievi

dei corsi di Metodologia della Ricerca Educativa, dell’Osservazione e della Valutazione e di Pedagogia Sperimentale. Vi invito, a consultare questo volume, scaricabile gratuitamente dal link sotto, ci aiuterà per il proseguio del nostro lavoro. Dopo averlo letto, a gruppi di otto/dodici persone, scriverete un commento (la lunghezza sarà pari circa a una cartella) in cui, in sintesi, presenterete i vari contributi che lo compongono.

Il commento sarà inserito sotto questo contributo usando la funzione “commento” del blog e sarà firmato da tutti i componenti del gruppo.

Imparare dalla lettura (scarica gratuitamente).

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52 risposte a Allievi dei corsi 2013/2014: Imparare dalla lettura (scarica gratuitamente)

  1. Pingback: Programma di Metodologia della ricerca in educazione, dell’osservazione e della valutazione 2013/2014 | Federico Batini

  2. Pingback: Programma di Pedagogia Sperimentale 2013/2014 (STPPM) | Federico Batini

  3. Carmen Longobardi ha detto:

    LA LETTURA: CURA ED ESPRESSIONE DELL’ANIMA

    Al volume “Imparare dalla lettura”, a cura di Federico Batini e Simone Giusti, promosso, come omaggio dalla casa editrice Loescher, durante il convegno “Le storie siamo noi” (IV convegno biennale sull’orientamento narrativo; 6 e 7 settembre 2013, Grosseto), organizzato dall’Associazione Pratika e l’Associazione L’Altra Città, hanno contributo un team di esperti del comitato scientifico facendo emergere il valore della lettura, letteratura e scrittura, e in particolar modo di come le storie possono aiutare a costruire il nucleo della persona, facilitando il controllo sulla propria vita e sulle proprie scelte e sviluppando la cosiddetta “protesi cognitiva” che consente il prolungamento del sé verso il mondo e viceversa (Andrea Smorti, Chiara Fioretti).
    Gli autori che hanno collaborato alla realizzazione di questo quaderno di ricerca, partendo ognuno dal proprio campo di indagine, sono arrivati a considerare la lettura come una delle azioni umane più coinvolgenti ed eloquenti perché apre a nuove prospettive e nuovi mondi implicando, inoltre, un coinvolgimento emotivo, relazionale, cognitivo e una crescita della persona al fine di comprendere sé stesso e gli altri.
    Ogni lettore legge ciò che la sua condizione socio-culturale, i suoi “pregiudizi”, i suoi “stereotipi” o, per meglio dire, le sue lenti teoriche di riferimento gli consentono di leggere, ma nello stesso momento le modifica. Tutto ciò permette di oltrepassare quella visione del mondo prospettica e limitata, definita da Gadamer con la metafora spaziale “orizzonte”.
    Nel volume Giuseppe Mantovani si concentra sulla dimensione interculturale della lettura intesa come strumento in grado di annullare le distanze spazio-temporali e capace di favorire un’autentica comprensione dell’altro, al fine di decostruire gli stereotipi trasformandoli in storia.
    Da alcune ricerche effettuate sia nel territorio perugino (Federico Batini) che in Italia (dati Istat 2010) è emerso un leggero aumento dei lettori (in particolare donne), anche se ritenuti ancora lettori deboli; infatti si evidenzia l’importanza della lettura già dai primissimi mesi di vita (supportata dalla lettura ad alta voce e dai giochi di narrazione) al fine di evitare il fenomeno del cosiddetto drop-out, ovvero la dispersione scolastica.
    In questo senso, il significato di lettura, scrittura e letteratura inizia ad estendersi, a fuoriuscire dall’ambito accademico e a spaziare dalla scoperta personalizzata dei testi, alle letture condivise ad alta voce, fino a divenire medium di complessi processi di rielaborazione delle esperienze, di attribuzione di senso alla propria storia di vita.
    La lettura è un piacere, è come una conversazione meditata nella quale gli autori ci rilevano quanto di meglio c’è nel loro pensiero: “siamo fatti di tutto ciò che ci donano gli altri”.

    Cucchiari Alessia
    Longobardi Carmen
    Mattioli Deborah
    Pana Simona Mariana

  4. chiaracampagnani ha detto:

    Il libro “Imparare dalla lettura” intende presentare al lettore una nuova modalità di apprendimento che avviene proprio attraverso la lettura e come questo stesso strumento possa mostrarsi efficiente all’interno delle dinamiche educative. Ciò è anche evidenziato dall’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) la quale definisce con il termine “literacy” “la capacità di un individuo di comprendere, di utilizzare e di riflettere su testi scritti, al fine di raggiungere i propri obiettivi, di sviluppare le proprie conoscenze, le proprie potenzialità e di svolgere un lavoro attivo nella società”. Infatti, se precedentemente il libro è stato sempre confinato nell’ambito dell’insegnamento didattico, utilizzato soltanto come supporto alla disciplina oppure come “lettura obbligatoria” da parte dei professori, di recente ha assunto una funzione socio-educativa in grado di favorire nell’individuo una crescita personale e al contempo una certa attenzione alla dimensione interculturale che ci permette di aprire una finestra sul mondo. L’attività narrativa, insita fin dai primi anni di vita nel bambino, ad esempio attraverso le fiabe, rappresenta un espediente per dare senso e significato alle esperienze individuali e per provare emozioni grazie all’utilizzo di nuove tecniche: la lettura ad alta voce, la lettura individuale, la scrittura creativa ed altri metodi che, già sperimentati con successo, possono favorire l’allenamento delle “life skills”. In merito alla lettura ad alta voce sovra citata, recentemente è nato un movimento di lettori volontari, chiamato LaAV, il quale, con l’obiettivo di leggere per gli altri, si sta diffondendo in vari luoghi pubblici (librerie, locali, centri commerciali, scuole..) e anche nelle strutture socio-sanitarie del territorio. È sorprendente come questa modalità di lettura e approccio ai testi sia in grado di promuovere non solo le capacità di ascolto e concentrazione, ma anche di suscitare l’immaginazione, la creatività, la volontà di confrontarsi con gli altri e di tessere legami, così che essa diventi una pratica di cura collettiva. La lettura di questo libro ci ha permesso sia di ricordare quanto sia importante leggere, sia di conoscere nuove tecniche educative, come la lettura ad alta voce, di cui non ne eravamo a conoscenza e capirne la rilevanza grazie anche alle letture svolte dal professore durante le lezioni. Pensiamo quindi che l’utilizzo di queste procedure sia davvero innovativo e permetta di aprire la mente del soggetto verso nuovi mondi, nuove realtà, così che egli possa sviluppare la sua immaginazione, immedesimarsi in un certo contesto e quindi riflettere, pensare. Inoltre il processo di comunicazione messo in atto a supporto della lettura (lettura ad alta voce), è molto più che un semplice scambio di messaggi tra un lettore e un ascoltatore, è, infatti, un processo di scambio relazionale che racchiude in se una funzione espressiva, di stimolazione, e contatto sociale. In conclusione, riteniamo che sia fondamentale che educatori, insegnanti e genitori guidino sempre i loro figli o allievi verso la lettura, poiché essa è in grado di liberare la mente, di far acquisire al soggetto un modo libero di agire e sentirsi coinvolto in prima persona nel processo formativo: “Ci procura sensazioni […] tali per cui il mondo reale diventa più ricco di significato e più bello. Al di là dell’essere un semplice piacere, una distrazione riservata alle persone colte, la letteratura permette a ciascuno di rispondere meglio alla propria vocazione di essere umano” (Todorov T., 2008, pp. 16-17).

    Commento realizzato da:
    Eleonora Buono, Valentina Fanfano, Michela Rematore, Cristina Cerato, Giovanna Messina Denaro, Monica Bandinelli, Chiara Strappini, Isabella Petrelli, Luisa Lollini, Chiara Campagnani.

    • chiaracampagnani ha detto:

      Corso di laurea in Scienze dell’Educazione, A.A. 2013/2014, Metodologia della ricerca educativa, dell’osservazione e della valutazione.

      Componenti del gruppo:
      Eleonora Buono 264669
      Valentina Fanfano 264406
      Michela Rematore 265870
      Cristina Cerato 266111
      Giovanna Messina Denaro 261739
      Monica Bandinelli 265475
      Chiara Strappini 266112
      Isabella Petrelli 260548
      Luisa Lollini 265993
      Chiara Campagnani 264952

      • Isabella ha detto:

        Componenti del gruppo:
        Elisa Perugini 261572
        Eleonora Buono 264669
        Valentina Fanfano 264406
        Michela Rematore 265870
        Cristina Cerato 266111
        Giovanna Messina Denaro 261739
        Monica Bandinelli 265475
        Chiara Strappini 266112
        Isabella Petrelli 260548
        Luisa Lollini 265993
        Chiara Campagnani 264952

      • chiaracampagnani ha detto:

        Elisa Perugini 261572

  5. annaberioli ha detto:

    Imparare dalla lettura è un testo a cura di Simone Giusti e Federico Batini, edito da Loescher. Stampato a Torino nell’anno 2013.­­
    La lettura, in questo testo, è vista non come uno strumento puramente culturale ma come un’esperienza che presenta molteplici sfumature con lo scopo di arricchire il percorso di ogni individuo, offrendogli gli strumenti per migliorare la qualità della vita. Il pensiero comune mostra una carenza sul concetto della lettura intesa solo come strumento didattico sottovalutandone l’aspetto emotivo, relazionale e corporale della persona ed anche terapeutico per la stessa. Attraverso la lettura ci si immerge in un’altra dimensione esplorando mondi narrati, provando nuove emozioni, affrontando paure nascoste, superando mali d’amore, conoscendo e aprendo la mente a nuove culture.
    Varie sono le modalità di lettura ma quella su cui si incentra maggiormente il libro è quella ad alta voce. La sua importanza si riscontra già nei primi anni di vita del bambino che, ascoltando il genitore leggere sistematicamente, sviluppa inconsciamente la propensione alla lettura, la comprensione di un testo, l’acquisizione di un vocabolario ricco; successivamente, in età scolare il fanciullo grazie anche all’apporto dell’insegnante, acquisisce la capacità di ascolto, di concentrazione ed infine, ma non per importanza, la capacità di costruire immagini mentali. Tuttavia dei risultati positivi sono stati riscontrati anche in altre fasce d’età e in altri contesti come ospedali, case di riposo, centri per giovani… grazie ad associazioni collettive (ad esempio LaAV, movimento fondato dal professore Federico Batini) che hanno promosso progetti ed attività in grado di utilizzare la lettura ad alta voce come pratica di cura collettiva.
    La lettura del testo ci ha portato ad una discussione nella quale sono emerse varie e differenti opinioni che in parte hanno confermato e in parte hanno fatto luce ad aspetti sui quali non si aveva mai riflettuto. Alcuni dati riportati nel terzo capitolo del testo rilevano come i bambini cresciuti in un contesto dove entrambi i genitori sono assidui lettori, sono e saranno propensi alla lettura; anche alcuni componenti del nostro gruppo avvalorano questa tesi sia come genitori sia come figli.
    Ci ha sorpreso come, nonostante l’importanza della lettura nella vita di ognuno e nella tesi sotenuta dal libro, i dati Istat e Ipsos configurano l’Italia come un Paese con carenza di lettori in tutte le fasce d’età; la cosa che maggiormente ci ha “scosse” è stato venire a conoscenza di persone che si considerano “lettori forti” nonostante leggano due/tre libri l’anno.
    “Leggere è un piacere, ma un piacere non lo si può imporre: se mai lo si può suggerire” (Pennac, 2003).
    La cosa che più ci accomuna, anche se fra di noi ci sono amanti della lettura e non, è la valenza della lettura sia a livello personale sia per la nostra formazione come prossime educatrici.
    Gruppo composto da: Agnese Bacchiorri, Anna Berioli, Francesca Iervolino, Giulia Marri, Antonietta Mezzetti, Federica Piandoro, Federica Rabica, Lucia Saviozzi, Neliana Scali, Erika Vecchietti

    • annaberioli ha detto:

      Corso di laurea in Scienze dell’educazione, A.A 2013/2014.
      Bacchiorri Agnese 200165, Berioli Anna 265952, Iervolino Francesca 265296, Marri Giulia 265625, Mezzetti Antonietta 261903, Piandoro Federica 264274, Rabica Federica 260760, Saviozzi Lucia 263286, Scali Neliana 262796, Vecchietti Erika 261360.

  6. Federico Balducci ha detto:

    CRESCERE LEGGENDO

    “Quando mi chiedo perché amo la letteratura mi viene spontaneo rispondere: perché mi aiuta a vivere. […] Piuttosto che rimuovere le esperienze vissute mi fa scoprire mondi che si pongono in continuità con esse e mi permette di comprenderle meglio” ( Tzvetan Torodov 2008).
    La lettura non è, infatti, la semplice comprensione del testo ma arricchisce sia la propria esperienza personale sia la visione che si ha delle altre culture, elimina dei pregiudizi e favorisce il dialogo e un’apertura mentale ad altri contesti sociali.
    La lettura è oggi accessibile a qualsiasi ceto sociale, anche grazie all’avvento degli e-book, ma da molti è ancora vista come un’attività intellettuale, idea questa che appartiene al passato.
    La letteratura fa sì parte di un mondo finzionale, ma avendo bisogno di una morale per essere interpretata, si mette in relazione con il mondo reale.
    Questa capacità inizia ancor prima dell’età prescolare, grazie all’uso di testi con le sole figure e al confronto genitore-figlio durante la lettura, che sviluppa delle competenze meta-cognitive e autoriflessive grazie alle quali il bambino reinterpreta eventi passati.
    Fondamentale è anche la lettura ad alta voce (LaAV) che riesce ad incentivare la lettura individuale sia dell’adulto che del bambino; è stato statisticamente appurato che un bambino che ha fatto un’esperienza positiva della lettura avrà più facilità ad avere un buon rapporto con i libri in età adulta.
    L’84% dei bambini utilizza i libri autonomamente per imitare l’adulto, sfogliandoli e giocandoci. È pero triste notare come il 50,9% degli studenti dichiari di appartenere al livello 3, considerato livello minimo di lettura per approcciarsi alle esperienze della vita quotidiana. In teoria verrebbe da pensare che, essendo il contesto della scuola supportato anche da libri e testi scritti, lo studente sia in un miglior rapporto con la lettura, ma poiché non è così, crediamo che debba essere applicata una modifica al metodo scolastico utilizzato per avvicinare il ragazzo alla lettura.
    Per l’adulto, leggere dovrebbe essere alla stregua di una risorsa perché permette all’uomo di acquisire una propria autonomia.
    La lettura dei testi narrativi produce nella persona cambiamenti significativi, poiché il lettore s’immagina e si immedesima nelle azioni dei personaggi che vorrebbe imitare e simulare e mette quindi in atto processi cognitivi.
    La lettura è fondamentale per i bambini perché contribuisce a educare la mente e aiuta il bambino a conoscere il mondo, se stesso ed elaborare le proprie paure e desideri.
    In conclusione affermiamo che il leggere è un vero e proprio metodo pedagogico che dovrebbe essere usato dagli insegnanti per stimolare la lettura negli alunni e questa non deve essere vista come imposizione ma come curiosità e piacere personale. Vogliamo infine condividere una citazione dello scrittore Herman Hesse situata in “Scritti Letterari 1” del 1972 pubblicato postumo: “Non dobbiamo leggere per dimenticare noi stessi e la nostra vita quotidiana, ma al contrario, per impossessarci nuovamente, con mano ferma, con maggior consapevolezza e maturità, della nostra vita”.

    Federico Balducci 254031
    Flavia Sisani 253736
    Isabella Rocchi 257428
    Roberta Andreuccetti 252915
    Giulia Casagrande 254176
    Jessica Tribolini 253805
    Letizia Burzacca 253169
    Andrea Ricci 253537
    Francesco Germini
    Silvia Nucci 256606
    Lucia Bianchi 257558

  7. Jessica Giulietti ha detto:

    Il volume “Imparare dalla lettura” a cura di Simone Giusti e Federico Batini è un testo suddiviso in sei capitoli, nei quali vari autori come Jedlowski, Mantovani, Smarti, Fioretti e Tonelli, affrontano il tema principale “la lettura” attingendo anche ad altre fonti. Deve essere una competenza accessibile a tutti situata alla base del sistema d’apprendimento della società. Inizia dall’età infantile grazie alla lettura ad alta voce di racconti da parte dei genitori. Tale metodo è considerato importante perché crea un legame d’empatia tra il lettore e chi ascolta trasmettendo così emozioni. Un esempio dell’efficacia di questa esperienza l’abbiamo riscontrata in aula grazie alla lettura di alcuni passi di libri comuni da parte del professore.
    Oltre per il piacere, la lettura funge da veicolo d’informazione utile alla vita quotidiana, professionale o prettamente personale; è altresì un mezzo di evasione dalla realtà attraverso la lettura di testi narrativi, romanzi e racconti orali dove il lettore si proietta e si immedesima nel mondo narrato trasformando questa esperienza in qualcosa di personale.
    A prescindere da quale sia il testo, l’intenzione o lo scopo, la chiave che ci permette di accedere al contenuto è il linguaggio. La sua comprensione e chiarezza varia da lettore a lettore e influisce sullo stato d’animo della persona che si accinge a leggere il testo.
    Complessivamente abbiamo trovato il linguaggio utilizzato semplice e chiaro nonostante la presenza di diversi generi di scrittura come testi narrativi, interviste che compongono il volume.
    È stato interessante leggere “Imparare dalla lettura” in quanto ci ha permesso di riscoprire il valore di questa preziosa attività che va oltre il puro studio scolastico, risultando così uno strumento per trarne vantaggio e arricchimento personale.
    Simone Giusti propone di fornire alle figure significative come i genitori che lavorano quotidianamente con i propri figli ed anche ad educatori e formatori professionisti degli ottimi strumenti pratici (esercizi di lettura e scrittura, giochi di ruolo, etc.) che attingono alla letteratura con lo scopo di scoprire che le storie e i racconti non sono un qualcosa di staccato da noi ma delle forme dentro le quali ci si può entrare.
    Sicuramente questo progetto, se applicato, permetterà ad ogni individuo di realizzarsi e di diventare consapevole che la lettura è una chiave per accedere a un mondo, non necessariamente reale.

    “Non dobbiamo leggere per dimenticare noi stessi e la nostra vita quotidiana ma al contrario per impossessarci nuovamente con mano ferma, con maggiore consapevolezza e maturità della nostra vita”. (Hermann Hesse)

    Il gruppo è composto da:
    Giulietti Jessica
    Sottani Giulia
    Sottani Elena
    Cernicchi Annachiara
    Di Girolamo Valentina
    Revoredo Cervera Cristina
    Orfei Carolina

    • Jessica Giulietti ha detto:

      Corso di laurea in scienze dell’educazione, materia: metodologia della ricerca educativa,dell’osservazione, della valutazione 2013/2014

      Il gruppo è composto da:
      Giulietti Jessica 262565
      Sottani Giulia 260583
      Sottani Elena 260568
      Cernicchi Annachiara 265942
      Di Girolamo Valentina 265569
      Revoredo Cervera Cristina 265964
      Orfei Carolina 265942

  8. Giulia ha detto:

    Il volume “Imparare dalla lettura” offre uno sguardo sulla lettura a partire dalle diverse prospettive delle molteplici aree disciplinari quali psicologia, pedagogia, sociologia e letteratura, ognuno dei quali permette di scoprire aspetti e funzioni della narrazione che da semplice mezzo di intrattenimento assurge al ruolo di importante “palestra di vita”. E’ evidente come questa trattazione nasca da un problema reale che è quello della lettura, o meglio della mancanza di essa e altrettanto chiaro è l’intento a cui volge, ovvero invogliare a praticarla spiegando ed esplorando l’universo che essa rappresenta e contiene. Nel testo viene sottolineato in particolar modo il valore conoscitivo dell’opera narrativa che ci consente di dare significato alle nostre esperienze, di empatizzare con quelle altrui e di comprendere le proprie emozioni entrando nel racconto. Come afferma Jedlowski, i racconti sono “dispositivi transizionali” che ci permettono di evadere dal mondo empirico verso mondi possibili, esplorando alternative “cui possiamo avere accesso in una sola vita soltanto così”; in questo modo se da un lato fanno si che la nostra vita si espanda, dall’altro ci consentono di padroneggiarla al meglio.
    E’ stata sottolineata l’ importanza della lettura per i bambini soprattutto per il loro sviluppo emotivo e cognitivo, seppur l’interesse elevato nell’età infantile sia seguito da un progressivo e inesorabile deterioramento a partire dalla scuola secondaria, attribuibile a un sistema scolastico deficitario, ma non solo. Cosa ostacola l’affermarsi di questo interesse? Ciò che dal testo si deduce è qualcosa che riguarda la nostra epoca:” l’epoca del frastuono” dove la lettura esige silenzio per essere realmente accolta e dove è la voce del più forte ad essere ascoltata e l’immagine più veloce ad essere percepita e fruita. Dedicare tempo alla lettura è un’attività sicuramente controtendenza per una cultura in cui, lo stare fermi è assolutamente bandito. La frenesia del “più cose possibili nel minor tempo possibile” è un ostacolo significativo per questa attitudine, anche per quei bambini di oggi la cui giornata è rigidamente scandita da varie attività che lasciano ben poco margine di libertà. Stare seduti a leggere, senza limite di tempo e una mente sgombra è qualcosa di quasi impossibile quanto necessario perché la lettura si attui in tutta la sua potenza. Leggere esige contemplazione e auto contemplazione, ciò che richiede inoltre è il rapporto privilegiato con se stessi,per lo meno nel tempo che si dedica ad essa. Quindi è molto interessante notare le soluzioni che questo testo propone, originali per quanto apparentemente scontate, per trasmettere la passione della lettura. Tra queste la lettura ad alta voce che sebbene dimenticata e sostituita solitamente da quella individuale, è stata riscoperta come azione di volontariato. La lettura deve diventare un’esperienza intorno alla quale come afferma Bruner “ il nostro Sè conquista il proprio significato”, allora leggere apre le porte a nuove scoperte, emozioni sconosciute, significati inaspettati, alla possibilità di scorgere intorno a noi rapporti umani nuovi, belli e profondi, cosi significativi da consentire al lettore di riempire con nuove conoscenze vuoti emotivi a lui fino a quel momento sconosciuti.

    Gruppo composto da: Giulia Toti, Jessica Barbanera , Veronica Pascocci, Agnese Scappini, Agnese Catanzani, Maria Chiara Tabarrini , Lorenza Cavalaglio, Giada Cerquaglia, Benedetta Frangipani, Lucrezia Ricci, Riccardo Palomba.

  9. “Narrando, raccontando storie a qualcuno, gli si rende meno aspro il dolore”
    Così già nella prima metà del ‘300 Francesco Petrarca, scrittore e poeta italiano, evidenziava l’importanza della lettura e della sua condivisione. Quest’ultima è uno strumento culturale basato sull’elaborazione dei segni linguistici. Nella pratica quotidiana, la lettura non è riconducibile soltanto ad un semplice insieme di simboli con relativi significati, ma assume una densità emozionale tale da dare un senso ed un piacere alla vita. Leggendo, o semplicemente ascoltando una narrazione ad alta voce, l’immaginazione può raggiungere spazi e tempi lontani dal nostro vivere. Grazie a questa “evasione” ci appropriamo del piacere di moltiplicare la vita.
    “Imparare dalla lettura” è una chiara rappresentazione di come si è evoluta tra le generazioni la sete di conoscenza. Nonostante il grado di sviluppo e di alfabetizzazione sia più alto che mai, l’uomo moderno ha perso la concezione del “Momentum”, del dettaglio e di quegli attimi magici che ogni individuo potrebbe vivere quotidianamente.
    Nietzsche affermava: “La vita è fatta di rarissimi momenti di grandissima intensità e innumerevoli intervalli. La maggior parte degli uomini però, non conoscendo i momenti magici, finisce col vivere solo gli intervalli”.
    La lettura è un momento intenso e la pratica della lettura ad alta voce è condividere questo momento con gli altri, in cui c’è un continuo ricevere e donare da entrambe le parti. Il piacere che l’adulto, sia esso genitore o educatore, trae dalla lettura, diventa un attivatore del futuro desiderio di leggere del piccolo ascoltatore. La relazione che si viene a creare permette la condivisione di emozioni, lo scambio di consigli e l’abbattimento delle differenze. E proprio su quest’ultimo punto, che noi da futuri educatori vorremmo soffermarci. Attraverso l’utilizzo di storie e racconti far vivere ai nostri bambini o pazienti un’unica realtà. Un disabile che non ha mai provato la sensazione della corsa, del coraggio o dell’avventura potrebbe vivere quelle emozioni tramite la conoscenza acquisita dalla lettura ma non solo. In un contesto storico e sociale come il nostro, in cui la tecnologia sta prendendo il sopravvento sul testo cartaceo, si potrebbero utilizzare numerosi strumenti per implementare questa conoscenza. Lavagne multimediali, ebook, tablet e quant’altro, se utilizzati correttamente diventerebbero un ottimo accompagnamento al classico libro.
    Potremmo dire dunque che la lettura entra a far parte nella vita di una persona sin dalla primissima infanzia e non ne esce praticamente mai. Ha un impatto talmente potente su di noi che invade la nostra anima trasformandola e segnandola, tanto da diventare una pratica che incide sulla visione della nostra vita.

    A cura di: Aiken Lars Siebert, Chiara Coppola, Claudia Pugnali, Edwige Giacomini, Giada Marchettini, Massimo Presciutti, Costanza Rossi, Cecilia Provvedi,Carmine Balsamo, Martina Stalteri, Lucia Corvina

    • Chiara Coppola ha detto:

      corso: metodologia della ricerca educativa,dell’osservazione, della valutazione – Scienze dell’educazione a.a. 2013/2014

  10. cristina rossi ha detto:

    I quaderni della ricerca: imparare dalla lettura
    La lettura è molto importante per la vita quotidiana in quanto è alla base dell’apprendimento. Nata 5.000 anni fa essa è uno strumento basato sull’elaborazione di segni linguistici e percettivi, infatti oltre a sviluppare il linguaggio attiva anche i sensi della vista e dell’udito. Il libro come supporto testuale, è nato per condividere informazioni, trasmettere eventi della vita o tramandare una cultura con usi e costumi. Leggere è un’attività che implica l’impegno di risorse come tempo ed energia, ma è anche un’azione che nasce dal desiderio di soddisfare un bisogno, diventando un mezzo di crescita culturale e lessicale. La narrativa tradizionale di tipo generalmente orale, ha lasciato in eredità alla modernità i romanzi: componimenti in prosa che raccontano la storia di personaggi immaginari. Pur essendo differenti per molti aspetti, questi due esempi di narrativa sono accomunati dal piacere che forniscono, tanto che possiamo ampliarlo a tutte le pratiche narrative sia riguardanti l’ascolto che la lettura.
    La narrazione crea un mondo narrato, che esiste solo nell’immaginazione, in cui ci trasferiamo ogni volta che leggiamo o ascoltiamo una storia. Questo mondo è una realtà finzionale, poiché evoca, nella mente del destinatario qualcosa che non ha fisicamente davanti agli occhi che possiamo definire eterocosmo perché non coincide con quello attuale. Conseguentemente i racconti sono dispositivi transizionali che ci permettono di transitare tra il mondo empirico e tutti i mondi possibili.
    Il piacere che genera la lettura consiste nel “piacere di migliorare la vita”, poiché attraverso l’immaginazione la nostra vita si espande e di riflesso si migliora. Il racconto non ha i limiti che invece ha la vita, quindi leggere è un modo per evadere(trasferirsi altrove) per entrare in una realtà parallela.
    La lettura, inoltre, favorisce la tolleranza dato che immaginando si entra nella vita degli altri e ciò ci aiuta a superare i giudizi legati ai nostri interessi e alla nostra posizione.
    Leggere significa anche conoscere, come afferma Antonio Tabucchi(2009) la letteratura è invenzione dato che rivela qualcosa che già esisteva ma che non conoscevamo. Le conoscenze che acquisiamo con la lettura sono di tipo pratico; si riferiscono al tempo, al modo in cui le azioni s’intrecciano e all’insieme dei rapporti con la realtà, la quale conseguentemente, dipende da ciò che i racconti ci trasmettono. Altra funzione della lettura la possiamo definire conoscitiva, poiché raccontare e di riflesso raccontarci è ciò a cui la lettura ci esercita e ci prepara. Per poter leggere, oltre ad avere una capacità oggettiva, bisogna anche avere una “conoscenza del mondo”, cioè una visione globale di ciò che ci circonda per poter costruire delle ipotesi e interpretare le parole che leggiamo. La lettura viene anche definita “autoriflessiva”. La storia della lettura ha attraversato diverse epoche e conosciuto soggetti differenti. E’ proprio nel corso degli anni che si è cercato, attraverso la scuola, di togliere più bambini e adolescenti possibili dalla strada e dall’ignoranza, per inserirli all’interno delle strutture specifiche per l’educazione. Si è cercato così di diminuire il tasso di analfabetizzazione, facendo diventare le scuole dei veri e propri laboratori linguistici d’interazione, anche quando il bambino comincia ad osservare un testo con le figure, comincia a riflettere sul linguaggio. I genitori facendo narrare ai propri figli delle vicende passate, fanno un “scaffolding” cioè, essi cercano di far sviluppare oltre alla memoria autobiografica, anche la capacità di raccontare di eventi passati, “dando vita a una costruzione sociale del ricordo”. All’interno di una storia ci sono sempre degli “schemi di storie”, che rappresentano delle evoluzioni del racconto fisse e ci permettono di fare delle previsioni sull’evoluzione della storia. Oltre che da essi la storia è formata da un genere e da una trama. Molto importante per i bambini a livello psicologico è la relazione che si viene a creare tra lettore e libro. La lettura costituisce un momento di co-costruzione della capacità di comprensione e lettura del bambino. Proprio quando il bambino ha capito l’esistenza di un pensiero differente dal suo può definirsi dotato di un livello più maturo di soggettività (questo avviene nell’età compresa tra i 5/6 anni). Solo dopo essersi esercitato con i genitori, conosciuto gli schemi della storia e aver raggiunto il livello di maturità soggettiva, il bambino può cominciare ad affrontare il testo da solo. Nel dicembre 2012 sono usciti i risultati di una ricerca sulle pratiche della lettura in Italia. Questa evidenzia il fatto che tra i ragazzi che frequentano la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado c’è un arretramento dell’abilità di lettura. Da un’indagine del 2006 emerge il fatto che più della metà degli studenti quindicenni ha un livello di lettura insufficiente tanto da impedire loro di svolgere compiti e affrontare situazioni della vita quotidiana. È evidente quindi la necessità di intervenire in questo ambito. È necessario anche favorire il superamento delle difficoltà tecniche di lettura, così da rendere questa pratica un piacere. Secondo i dati Istat 2010, il numero di lettori sul territorio italiano è cresciuto del 1,7%, ma si tratta per la maggior parte di lettori deboli, che costituiscono infatti il 44,3% del campione. Le narrazioni ci permettono di dare un senso alle esperienze che facciamo. Esistono sul mercato editoriale moltissime narrazioni che ci fanno conoscere paesi e culture a noi sconosciuti. Ciò che interessa particolarmente è proprio come tutto si possa verificare attraverso la letteratura; emerge infatti come attraverso essa (e quindi attraverso la lettura) si possa arrivare a soluzioni e rimedi. Marielle Macé direttrice del CRAL ( centre de recherches sur les arts et le langage ) nel 2011 ha raccolto i risultati di alcune riflessioni sulle pratiche letterarie e le forme di vita nel saggio intitolato: ” Façons de lire, manières d’être” , dedicato all’esperienza della lettura e al concetto di stile nel suo significato più ampio. Lo scopo finale di questo libro è quello di riuscir ad avviare un dialogo tra la ricerca e la didattica, ponendo gli educatori in modo tale da saper riflettere sulle loro pratiche e di saper produrre un cambiamento. In conclusione, nel capitolo intitolato “Più forte di me”, emerge l’importanza di far percepire alle persone che la lettura è un’attività, tramite la quale si deve cogliere il vero valore. In Italia il problema della lettura è un tasto dolente, perché il livello di alfabetizzazione è basso e lo Stato, tramite la diffusione di prove nazionali per la lettura, sta cercando di alzarlo ricomprendo tutte le fasce di età.

    Commento realizzato da: Barbanera Laura, Benedetti Alessandra, Cammareri Virgina, Chionne Sara, Gigli Martina, Paradisi Alessandra, Rossi Cristina

  11. Gloria Vitali ha detto:

    “Un uomo che legge ne vale due”. V.Bompiani.
    La lettura, oltre a essere uno strumento culturale e un guadagno fondamentale per la vita quotidiana, ci permette di evadere dalla realtà e di entrare in un mondo di immaginazione. In quanto tale, la lettura viene considerata un pilastro nei sistemi di apprendimento; attraverso il suo artefatto, il libro, essa permette l’interazione con il mondo circostante e la condivisione di informazioni tra una generazione e l’altra. Inoltre, la lettura è sempre un dialogo, non solo con noi stessi ma anche con gli altri, che possono appartenere a realtà e culture diverse dalla nostra, abbattendo così pregiudizi e stereotipi. Come sostiene Bruner, i racconti sono la “moneta corrente della cultura”, per mezzo dei quali l’uomo, fin dalla nascita, acquisisce la capacità di dare senso alle proprie esperienze individuali.
    Leggendo, il cervello umano simula le azioni e le emozioni plasmando così i processi cognitivi; dalle ricerche, infatti, emerge che soprattutto la lettura ad alta voce se effettuata in maniera sistematica, ha un ruolo rilevante nell’ incremento delle capacità attentive, dell’ascolto e del desiderio di leggere individualmente. Inoltre, essa agisce sia come “cura collettiva”, per interagire empaticamente con gli altri, sia come terapia individuale. Autori come Petrarca e Boccaccio, infatti, sottolinearono nelle loro opere il ruolo che la letteratura ha nell’alleviare le sofferenze d’amore. È per questo grande potenziale intrinseco che la lettura dovrebbe essere effettuata fin da subito nella vita dell’uomo, infatti, anche nel periodo prenatale è in grado di condizionare lo sviluppo socio-cognitivo del bambino; a tal proposito è stato dimostrato che l’infante è in grado di riconoscere tra due storie quella che la madre gli aveva letto maggiormente durante la gravidanza. Anche attraverso la fiaba il bambino sviluppa la fantasia e l’immaginazione unendo il mondo fantastico alla propria storia personale, riuscendo così ad interrogarsi ed a entrare in contatto con le proprie paure. La stimolazione continua da parte dei genitori risulta efficace nel preparare il bambino alle successive fasi di apprendimento durante la scolarizzazione. La scuola quindi assolve un ruolo decisivo nel trasmettere la lettura come fonte di piacere e non come imposizione, talvolta però tale funzione non viene assolta totalmente. Infatti l’approccio didattico che spesso viene utilizzato allontana i ragazzi dal percepire la lettura come un’esperienza attiva e significativa per la loro vita; al contrario essa è vista come un’attività poco stimolante e finalizzata all’insegnamento di specifiche discipline. È per questo motivo che in una fase successiva della vita, come quella adolescenziale, spesso capita che i ragazzi perdano l’interesse per tale attività, rischiando di rientrare in quelle categorie di adulti definiti “lettori borderline” con una media di 1-2 libri letti all’anno. Viene quindi sottolineata l’importanza di una stimolazione continua e persistente, che deve essere effettuata in primo luogo dai genitori e dalla scuola. L’apprendimento della lettura e della scrittura, infatti, oltre a sviluppare abilità sempre più complesse, comporta benefici essenziali; tra questi, benefici politici, come ad esempio una maggiore consapevolezza e partecipazione, benefici culturali e sociali: sostegno alle famiglie, migliore scolarizzazione, abbattimento dei pregiudizi, e infine benefici più genericamente umani, come lo sviluppo di un pensiero critico.
    Nella vita quotidiana, dunque, la lettura assume un ruolo preponderante: fa sì che il lettore in qualche modo possa riflettere su determinate circostanze della vita e permette di acquisire un maggiore controllo sulle proprie scelte. In tal caso, si può parlare appunto di enpowerment. Attraverso la lettura, noi possiamo riconoscere aspetti di noi stessi in ogni singola parola suggellata e immergendoci in un libro abbiamo la possibilità di lasciarci coinvolgere dalle nostre emozioni, di mettere alla prova il sistema di credenze che costituisce la realtà e avere così un maggior potere sulla nostra vita. Questa visione della lettura intesa come fuoriuscita da sé, lascia tracce in memoria, aprendo al lettore infinite possibilità future. Sarebbe quindi auspicabile, o forse utopistico, che tutti considerassero la lettura una risorsa di cui appropriarsi e un’esperienza d’incontro corporale, capace di impadronirsi della propria interiorità, sconvolgendo e disorientando con forza le convinzioni assunte fino a quel momento.
    “Leggere , come io l’intendo, vuol dire profondamente pensare.” V.Alfieri

    Adiuto Michela, Bachiorri Sara, Sargenti Gloria, Gregorio Daniele, Mastromattei Domenica, Vitali Gloria, Roperti Cristina. (STPPM)

  12. Debora Buratta ha detto:

    Fiabe e favole, come miti e leggende, sono degli ottimi strumenti educativi per la formazione di ogni persona di qualsiasi fascia d’età, dal neonato al quale si leggono le storielle della buonanotte agli anziani che leggono per hobby o per passatempo.
    La lettura delle fiabe e delle favole ai bambini che ancora non hanno imparato a leggere, non è solo un’attività fine a se stessa ma è provato che l’ascoltare una storia o un racconto rende consapevole il fanciullo della realtà che lo circonda e di cui da grande dovrà far parte. Esiste una particolare relazione tra il lettore e colui che ascolta. Alcuni studiosi sostengono che la lettura ad alta voce non sia produttiva in quanto l’interpretazione e l’intonazione del lettore influenzano l’immaginazione di chi ascolta, non lasciandolo libero di interpretare il racconto dal suo punto di vista; altri, invece, affermano che quest’esperienza, soprattutto quella del genitore al proprio figlio, stimolerebbe nel bambino effetti positivi, tra cui il miglioramento di competenze lessicali, comprensione, attenzione, alfabetizzazione, concentrazione e inoltre, favorisce l’empatia tra chi ascolta e chi legge. Al giorno d’oggi sia giovani che adulti, presi da ritmi frenetici, non hanno più tempo da dedicare alla lettura sia per se stessi, ma soprattutto quella ad altri, perché la giornata è impegnata da altre attività che la sostituiscono come la televisione, il computer, Internet, videogames: i mass media “vincono” nella lotta contro il libro. A sostegno, però, della lettura ad alta voce, si sono sviluppate diverse iniziative, tra cui il LaAV e “Nati per leggere” dove quest’ultimo è un progetto di promozione della lettura ad alta voce a bambini di età compresa tra 6 mesi e 6 anni, promosso da AIB (Associazione Italiana Biblioteche), ACP (Associazione Culturale Pediatri) e CSB (Centro per la Salute del Bambino) e il contributo di professionisti del mondo della letteratura per bambini e ragazzi e di volontari che animano il progetto.
    Affianco alla lettura collettiva, è di fondamentale importanza quella individuale. I libri hanno una funzione formativa: dalla loro lettura si possono apprendere conoscenze fondamentali per la maturazione culturale e contribuiscono alla riflessione personale.
    Compito dell’educatore è promuovere sin dall’inizio nei fanciulli queste pratiche didattiche incentrate sulla lettura. Lo stesso Tolstoj, pedagogista della non-direttività (non-intervento), sosteneva una pedagogia incentrata sull’educazione libera che restituisca al bambino la sua spontaneità e creatività. Lo sviluppo della creatività letteraria infantile è più efficace quando il bambino viene stimolato a scrivere su un tema che lo interessa: anche nella scelta del libro, un bambino lo sceglie basandosi su ciò che già conosce e riconosce, ma per il 90% delle volte sono i genitori che decidono cosa leggere o far leggere ai propri figli, avvicinandoli a fiabe e favole. Il metodo migliore per guidare i bambini alla composizione è dare loro una vasta scelta di temi e argomenti.

    “Il fantastico non è fine a se stesso, ma sostiene e dà corpo al realismo… Non abbiamo bisogno di liste di ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, abbiamo bisogno di libri. ‘Non devi’ è presto dimenticato, ‘C’era una volta’ durerà per sempre.” (Philip Pullman)

    Gruppo del Corso di Scienze dell’Educazione:
    Ballanti Chiara 264639
    Bellarosa Mara 265337
    Buratta Debora 263160
    Ghiandoni Elisabetta 264689
    Grelli Giorgia 264693
    Huba Laura 263945
    Marchetti Elisa 265336
    Trotta Chiara 254278
    Ubaldi Viola 265338

  13. Agnese Regni ha detto:

    IMPARARE DALLA LETTURA
    “Siamo tutti fatti di ciò che ci donano gli altri”.
    Che cosa ci donano realmente gli altri? Che cosa possiamo noi donare loro? Gli altri sono per noi, e noi siamo per gli altri, risorsa, ricchezza, condivisione, stimolo, tutte fonti di crescita morale e culturale. Anche la lettura, argomento su cui si basa il testo, gioca un ruolo fondamentale nella vita di ognuno, in quanto permette di ampliare le proprie conoscenze e le relazioni con gli altri. Discutendo riguardo i temi emersi, abbiamo evidenziato diverse interpretazioni che possiamo così schematizzare:
    • Lettura come percorso di crescita: Il bambino prima di poter imparare a leggere ha bisogno dell’aiuto del genitore, il quale, grazie alle conoscenze apprese nel corso della sua vita, si fa guida nella crescita culturale del figlio, dando così luogo ad una sorta di relazione empatica. Tutto ciò avviene anche grazie alla lettura ad alta voce che, oltre ad allenare la capacità di concentrazione e di ascolto, indirizza il bambino verso la lettura individuale e contemporaneamente al coinvolgimento emotivo e cognitivo nel corso della storia, rendendo così la lettura un’attività piacevole. Grazie ad alcune indagini condotte nel territorio perugino, possiamo vedere dai risultati emersi che il contesto familiare incide fortemente sull’interesse che il bambino sviluppa nei confronti della lettura e questo deve rappresentare uno stimolo per il genitore a spendere parte del suo tempo in maniera costruttiva.
    • Lettura come terapia del mal d’amore: Il “mal d’amore” veniva visto come sofferenza per un amore non corrisposto, che portava, coloro che ne soffrivano, alla morte. Questo problema, infatti non poteva essere né curato da medici nè da specialisti, in quanto era qualcosa che il paziente tendeva a nascondere e a tenere per sé. Successivamente però, gli strumenti terapeutici che vennero considerati i più efficaci, furono la poesia e le narrazioni. Sono esempi la canzone detta “Amore” di Cavalcanti e il Decameron di Boccaccio.
    • Lettura come evasione dal mondo reale: “Leggendo, calati nella logosfera del testo, ci si può persino sentire, a occhi aperti, immersi in un sogno più vivo e più vero della realtà circostante.”(cit.E.Raimondi) . Per meglio approfondire il punto da noi scelto, ci sembrava appropriato inserire questa citazione. La lettura, infatti ci proietta in un mondo, definito narrato, che ci permette di evadere dalla nostra quotidianità e di dare spazio all’immaginazione, distruggendo, così i limiti che la realtà ci impone. Riguardo ciò Todorov, noto filosofo e saggista bulgaro, sostiene che fra il mondo reale e il mondo narrato ci sia una sorta di legame, in quanto noi riusciamo a capire il significato di ciò che leggiamo grazie al fatto che abbiamo appreso delle conoscenze dalla realtà in cui viviamo e contemporaneamente quello che scopriamo nei mondi narrati arricchisce la nostra esperienza di vita.
    La lettura di questo testo e il confronto con gli altri ha messo in evidenza le nostre diverse abitudini di approccio alla lettura, tanto che all’interno del nostro gruppo di lavoro, composto da otto persone, è emerso che solo una è una forte lettrice. Confrontandoci, abbiamo trovato una sorta di parallelismo con i sondaggi effettuati dal professor Federico Batini, che rilevano la forte scarsità di interesse alla lettura, dovuto anche a causa delle mancate attività e progetti all’interno del sistema scolastico. Poiché il nostro interesse ci proietta nell’ambito del sociale, ciò che ci ha colpito ed entusiasmato di più è stata l’iniziativa LaAV, organizzazione di lettori volontari, i quali hanno come obiettivo la riscoperta della lettura individuale. Questa attività, infatti è vista come una sorta di terapia collettiva, che permette a coloro che ascoltano di riscoprire se stessi e di immedesimarsi in ciò che stanno ascoltando. Per riscoprire l’importanza della lettura è necessario concentrare le nostre attenzioni sui bambini, attraverso iniziative che li stimolino sia in ambito scolastico che extrascolastico e un esempio di ciò è la lettura guidata da giochi di ruolo che permettono al bambino di evadere dalla solita realtà, sviluppando così l’immaginazione.
    Commento ralizzato da: Francesca Pica 263210; Nalli Eleonora 265786; Regni Agnese 249230; Ciaccio Martina 265227; Bellincampi Carlotta 260731; Veronica Cesarini 265344; Silvia Zugnoni 266270; Caterina Mancini 263521 (Studentesse di Scienze dell’Educazione)

  14. federica ha detto:

    L’accordo informale del testo “Imparare dalla lettura” riguarda il riconoscere la fondamentale presenza della lettura nella vita di ogni individuo.
    La lettura, al pari della scrittura, viene vista come strumento culturale basato sull’elaborazione di segni linguistici. Ci permette di comunicare, condividere e trasmettere informazioni attraverso il libro, strumento didattico per eccellenza e altri strumenti divulgativi.
    Nell’infanzia del bambino entrano in gioco le figure del genitore e dell’educatore. Il loro compito consiste nel narrare fiabe o racconti ad alta voce, facendo si che il bambino stesso possa immergersi nella sua immaginazione, rendendo la lettura non un imposizione ma un piacere, offrendo stimoli ed input, facendo scaturire in lui curiosità. Questo può avvenire con metodi e tecniche diverse, come ad esempio avvicinare il gioco alla lettura, utilizzando una diversa chiave del racconto dando l’opportunità al bambino di immedesimarsi e creare storie fiabesche. Altro ruolo fondamentale compie la scuola, sede preminente dell’istruzione, la quale offre all’individuo l’opportunità di entrare a contatto con una pluralità di persone, confrontarsi con esse e migliorare le proprie competenze. Queste prime esperienze comportano lo sviluppo dell’apprendimento e della comprensione, per favorire un buon linguaggio verbale e la capacità di scrittura e lettura.
    A differenza del bambino l’adulto, avendo una maggiore conoscenza del mondo, sceglie autonomamente cosa leggere, in base a ciò che desidera reperire sia a livello informativo che conoscitivo. La lettura rappresenta per lui un modo per evadere dalla realtà di tutti i giorni e gli da l’opportunità di entrare in contatto con altri mondi e altre culture. Ciò non avviene soltanto leggendo un libro ma anche scrivendolo.
    Da qui ci poniamo la domanda per cui si arriva a scrivere un libro: la risposta potrebbe essere il semplice motivo di condividere storie per trarne insegnamento, per far conoscere le proprie idee, per liberarsi dall’angoscia o per la semplice abitudine di scrivere.
    Nella frenesia dei tempi moderni l’individuo perde l’abitudine di leggere. Con la nascita dei mass-media e l’evoluzione della tecnologia, aumenta la velocità della reperibilità delle informazioni e il modo in cui si entra a contatto con esse. Spesso è più facile e comodo approcciarsi con un prodotto audiovisivo “preconfezionato”. Proprio per questo l’immaginazione viene distorta e non è più libera e soggettiva.
    A nostro parere, l’adulto in questa frenesia quotidiana, dovrebbe ritrovare un più ampio spazio evasivo da dedicare alla lettura e all’immaginazione, così da scaturire in lui un meccanismo riflessivo e autoriflessivo.

    Scienze dell’educazione : Belardinelli Federica 263369, Conti Giulia 261980, Viteritti Giorgia 265324, Segreti Olga 266180, Cavallone Irene 265717, Di Serio Violante 260773, Rocìo Barrio(studentessa erasmus), Staccioni Sabrina 265928, Fabbricatore Loris 263635, Aquino Lorenzo 265474

  15. Fabrizia Anna Pititto ha detto:

    “Dal leggere, non meno che da ogni passo e da ogni respiro della vita, bisogna attendersi qualcosa.” [H. Hesse]

    Per alcuni l’esperienza della lettura è quella di una fuga dal mondo, un’esplorazione; per altri è una fonte di piacere, una passione. E’ paradossale pensare come al tempo stesso, invece, ci sia chi considera la lettura come qualcosa di strano ed estraneo, di difficile comprensione, non solo in senso letterale, ma anche in un senso più lato: è lontana, ha ormai quello “statuto intellettuale” che la rende inaccessibile, ed ancora è il privilegio di chi è nato dai genitori giusti nella loro casa piena di libri; forse è necessaria, ma non di certo indispensabile.
    In effetti, quasi un terzo dei lettori italiani legge cinque o meno libri all’anno (IPSOS); la percentuale più alta di lettori si colloca nella fascia di età compresa tra 11 e 14 anni, mentre tra i 14 e i 19 si riscontra un abbandono della lettura (ISTAT).
    Quali benefici si nega chi non legge? Si può “Imparare dalla lettura”?
    Leggere per curare, scrivere per capire, narrare per tramandare, ascoltare per ascoltarsi: la lettura come mezzo di trasmissione culturale, come viaggio fuori e dentro se stessi, rifugio da un male interno. Immedesimarsi e immergersi in altro da sé per trovare il pezzo mancante di sé. Attraverso i libri, infatti, si conquistano conoscenze che permettono di acquisire e utilizzare risorse per la vita, arricchendo il proprio bagaglio di esperienze; il lettore, immedesimandosi nelle vicende dei personaggi e giudicandole in base al proprio vissuto, si fa coprotagonista e cooperatore dell’opera, imparando inoltre a interpretare il punto di vista dello scrittore come diverso dal proprio, processo che contribuisce allo sviluppo della Teoria della Mente e dell’empatia.
    Gli adulti significativi (genitori, nonni, insegnanti) sono i principali mediatori tra bambino e libro. I genitori, attraverso la lettura interattiva favoriscono l’associazione della dimensione dell’ascolto a quella emotiva. La lettura, in particolar modo quella ad alta voce da parte dei genitori e la loro familiarità con essa, sono elementi che influenzano le abilità e le abitudini dei bambini, intervenendo positivamente sul loro futuro rapporto con la lettura individuale, nonché sulle loro capacità di concentrazione, ascolto, linguaggio e metacognizione . Non meno importante è il ruolo della scuola che si focalizza sull’esercizio, sull’attività e sull’esperienza della lettura e dei testi senza ricadere nel puro sapere scientifico legato alla disciplina, ma come esperienza condivisibile del mondo. Essa, inoltre, riconoscendo nella lettura una dimensione interculturale, dovrebbe contribuire a creare un legame, un tramite, tra il bambino (il lettore) e il mondo, per favorire un confronto costruttivo con persone e culture diverse; è necessario cogliere nella lettura il dono che essa ci dà, ossia conoscere e interiorizzare racconti provenienti da paesi e mentalità lontane per non cadere in stereotipi denigratori nei confronti di esse ma sviluppare una mente critica e flessibile. La letteratura da sempre ha avuto la funzione di offrire strumenti per affrontare e fronteggiare situazioni di vita quotidiana assolvendo anche ad una funzione terapeutica per il più nobile tra i mali, l’Amore Hereos – il mal d’amore – “[…]perché narrando il duol si disacerba” (Petrarca).
    Il lettore conosce, impara, cresce, apprende giorno dopo giorno, libro dopo libro. Si arricchisce in più di un senso (la lettura diventa fonte di piacere, di nozioni, diventa una spinta a crescere); e allora il significato che si dà alla lettura cambia e si amplia. Fatte queste premesse, risulta chiaro quale debba essere il ruolo di un educatore: stimolare, appassionare, trasmettere al bambino la voglia di leggere proprio aiutandolo ad entrare in un mondo nuovo che vada al di là delle pratiche analitiche, un mondo fatto di culture, pregno dei temi universali e delle emozioni più forti, più vivide e reali, in mondi narrati che diventano concreti, che contengono pezzi di sé, della sua storia e della storia degli altri.

    Corso: pedagogia sperimentale 2013/2014, STPPM
    Commento di:
    Antonio Catarinella, Mattia D’Amico, Diego Izzo, Laura Mencarelli, Lorenza Palazzo, Fabrizia Anna Pititto, Adriano Rausa, Mariafrancesca Santamaria, Benedetta Tigliè

  16. Francesca Angeli ha detto:

    Corso di Pedagogia Sperimentale 2013/2014 (STPPM):
    “Imparare dalla lettura” espone in modo chiaro e comprensibile, senza eccessivi tecnicismi, il potere e le potenzialità della lettura che sia essa didattica o privata, silenziosa o ad alta voce, guidata da altri o facoltativa, individuale o di gruppo.
    Attraverso la lettura possiamo arricchire e conoscere noi stessi, comprendere gli altri, analizzare la realtà che ci circonda o evadere dal mondo contestuale, liberarci dai pregiudizi e beneficiare di un effetto terapeutico.
    Nel commentare il testo, come immaginabile, si è aperto un dibattito e ci siamo trovati di fronte a molteplici visioni dell’argomento; ad alcuni di noi ha cambiato totalmente l’approccio alla lettura, considerandola ora come un’esperienza fondamentale dell’essere umano; ad altri ha solamente confermato un orientamento già presente.
    Grazie alla lettura e alla narrazione si ha un processo formativo ed esperenziale, che coinvolge sia la sfera cognitiva che affettiva, e il cui inizio è fondamentale e preferibile nell’infanzia, per poi durare tutto l’arco della vita.
    Le opinioni personali emerse dal dibattito hanno messo in luce che qualcuno ha rivalutato l’importanza dei risvolti socio-culturali della lettura ad alta voce, cosa prima sottovalutata, e su cui invece ora ha iniziato a porre attenzione.
    Altri sono stati colpiti dall’aspetto terapeutico della lettura, ritenendolo utile per la soluzione di problemi reali, e come occasione di presa di coscienza che le problematiche personali sono in realtà comuni.
    Abbiamo avuto delle perplessità circa la presenza nel testo del dibattito finale fra i due accademici; sarebbero state preferibili delle spiegazioni iniziali riguardo al suo scopo, al di là del semplice scambio di opinioni.
    Inoltre, sarebbero stati utili dei consigli pratici sulle modalità di lettura, e sul come farla apprezzare soprattutto ai più piccoli.
    Per verificare l’efficacia della lettura ad alta voce, nel nostro confronto di gruppo abbiamo voluto sperimentare il suggerimento presente nel testo, ovvero l’invito a provarla.
    Come prova, uno di noi con buone capacità interpretative ci ha letto ad alta voce un estratto del romanzo “La Storia Infinita”; al termine di questo, ognuno ha esposto le proprie impressioni ed è emerso che, alcuni che non avevano mai letto il libro, sono rimasti piacevolmente colpiti tanto da decidere di acquistarlo; altri che già conoscevano la trama, l’hanno visto da una nuova ottica, quella dell’ascoltatore, piuttosto che quella del lettore, cogliendo nuove sfumature; ad altri ancora non ha suscitato particolari emozioni.
    In definitiva, è stato interessante constatare che la lettura non è solo utile ai fini della conoscenza teorica e/o didattica, ma che può essere un mezzo di socializzazione, come lo è stato nel nostro caso.
    Sempre che fosse questo il fine….

    Hanno partecipato al commento: Rondoni Federica, Bianca Michela, Angeli Francesca, Manni Chiara, Federici Eleonora, Piancini Jessica, Armi Chiappalupi Marco, Mangiacasale Angela, Gili Martina, Latini Lorenzo, Caputo Marco, Di Luzio Paolo

  17. Giada Marconi ha detto:

    Commento al testo “Imparare dalla lettura”

    “La narrazione da vita a mondi narrati, cosmi diversi da quelli attuali[..]dove il narratore mima un realtà che non c’è.”(Jedlowski)
    Il tema centrale del testo è la lettura intesa come un piacere che deve sorgere dall’interesse personale del soggetto. Solo cosi diviene uno strumento fondamentale per conoscere se stessi e gli altri, che ci permette di guardare l’altro con occhi nuovi apprezzandolo in tutti i suoi aspetti, vicini o lontani rispetto alla nostra cultura, allontanandoci cosi dai classici pregiudizi dai quali siamo condizionati. Lo stesso avviene nella ricerca, in cui il ricercatore deve conoscere a fondo l’altro senza trattarlo con estraneità e distacco in modo da riuscire ad immedesimarsi nella sua specifica condizione (situazioni di bullismo, disagio minorile, tossicodipendenza …).
    Per i neuroscienziati leggendo o ascoltando un testo narrativo, il cervello umano simulerebbe direttamente le azioni rappresentate, innescando specifiche emozioni che rendono i lettori partecipanti attivi. Allo stesso modo nella ricerca, come nelle comunità ermeneutiche, ci deve essere uno scambio reciproco tra chi la conduce e i soggetti della ricerca, che a loro volta ricambiano e collaborano. Anche il rapporto che si instaura tra genitori e figli può essere inteso come un esempio di collaborazione, durante il quale, attraverso la lettura, il genitore cerca di stimolare la curiosità e mantenere alta l’attenzione del bambino. Come per i bambini, la narrazione ha un ruolo molto importante anche per gli adulti perché attraverso la lettura si evade dalla realtà entrando in mondi paralleli e lasciandosi alle spalle tutte le ansie e le paure della vita quotidiana.
    Dalla lettura del testo emerge che l’intento di Boccaccio nello scrivere il “Decameron” era quello di fornire alle donne la loro principale risorsa terapeutica per lenire il mal d’amore, un punto di vista però distante dal nostro. Considerando che Boccaccio scrive a metà del 1300, epoca in cui la donna non disponeva delle possibilità di svago che ha oggi, è naturale notare, come emerge anche dalle statistiche, che la lettura è un’attività meno praticata rispetto al passato. Di conseguenza anche il potenziale curativo della narrazione viene meno in quanto, secondo le nostre personali esperienze, i problemi legati alla quotidianità non possono essere sopiti né dalla lettura né dai nuovi passatempo (tv, social network, sport, cinema..). Questa perdita di interesse verso la lettura, potrebbe essere imputabile alla sua “disciplinarizzazione” nelle scuole superiori, in cui questa è presente solo nelle ore di letteratura italiana e straniera. A nostro parere quindi l’aspetto sbagliato di questo approccio tecnico alla lettura, è quello di considerarla solo come un mero strumento e non più come un piacere fine a se stesso.

    Corso di scienze dell’educazione ( metodologia della ricerca educativa)
    Felix Heller (erasmus)
    Federica Aniballi (264466)
    Giada Marconi (264506)
    Giulia Manini (265498)
    Ilenia Nicastro (266406)
    Miriam Ciurleo (265719)
    Maria Vittoria Nicolini (263588)
    Nadia Fibraroli (255088)

  18. Francesca Cenciarelli ha detto:

    La lettura può essere intesa come un’attività universalmente innata che sta alla base di qualsiasi cultura, impensabile senza un fondamentale artefatto: il libro. L’essere umano è per definizione “una specie narrante” (cfr. Paolo Jedlowski) in quanto è naturalmente spinto dal desiderio di attribuire un significato alle proprie azioni e intenzioni, che è anche un bisogno intrinseco per costruire e modellare la propria individualità, sia cognitiva che emotiva, tale da potersi confrontare con le menti e i bisogni altrui. Oltre alla sua funzione di ricerca esistenziale, la lettura permette di ampliare la conoscenza in vari ambiti, tra cui quello nozionistico; non a caso il metodo didattico odierno fa uso del libro come mero strumento di apprendimento. Sta poi alla volontà del lettore andare al di là della semplice informazione fine a se stessa. E’ grazie alla capacità immaginativa tipica dell’uomo che si riesce ad entrare in molteplici mondi narrati, siano essi reali o meno. Queste capacità hanno alla base il sistema dei neuroni-specchio, che vede coinvolta l’attivazione delle stesse aree cerebrali implicate nell’agire,”sia quando viviamo una narrazione, sia quando vediamo qualcun’altro vivere quella narrazione […]” (S.Giusti). La lettura consente dunque di avvicinarsi mentalmente a culture diverse, problema di attuale importanza, permettendo di limitare la proliferazione dei pregiudizi da tempo insediati nella nostra società. Ulteriore funzione della lettura è quella potenzialmente terapeutica, come Boccaccio esplicita nel Decameron, raccolta di novelle e canzoni. Scopo principale dell’opera è porre rimedio al “mal d’amore” delle donne, superando la misoginia dell’epoca, ritenendole capaci di comprendere appieno il potere palliativo della parola. Ancor prima di imparare a leggere il linguaggio gioca un ruolo fondamentale nella vita di un bambino in quanto è presente nell’interazione con l’altro, ad esempio nell’evocazione di ricordi condivisi. Questo pone le basi per lo sviluppo successivo nelle capacità metacognitive e riflessive, essenziali per l’avviamento ad una lettura autonoma, che necessariamente passa attraverso la lettura condivisa. Tale condivisione può essere interpretata nei termini vygotskiani di “zona di sviluppo prossimale”, così come può essere considerata un punto di partenza per lo sviluppo della Teoria della mente nella prima infanzia del bambino, grazie alla quale potrà uscire dall’egocentrismo piagetiano. Statisticamente appurata è l’importanza della lettura ad alta voce in quanto ricevere un’adeguata stimolazione da parte di genitori lettori, aumenta la probabilità che il bambino lo diventi a sua volta. Resta da chiedersi perché, nonostante nell’infanzia si riscontri un’intensa attività di lettura, nel periodo adolescenziale si verifichi un netto calo di interesse per il libro; questo potrebbe derivare dal fatto che i ragazzi preferiscano dedicarsi a diverse attività di intrattenimento. C’è da considerare che siamo figli di una società tecnologica in continua evoluzione che, se da un lato migliora il nostro stile di vita e le nostre possibilità, dall’altro soffoca e reprime l’immaginazione. D’altro canto la scuola dovrebbe prendere atto di questi risultati scientifici e incentivare la lettura inserendo nei programmi didattici anche pochi minuti di lettura condivisa di testi proposti dagli studenti, che rispecchino il loro gusto personale, in maniera tale che possano vivere il libro da attori protagonisti, coltivando i propri interessi e partecipando attivamente all’esperienza scolastica.

    Corso di pedagogia sperimentale 2013/2014. STPPM.
    Commento a cura di:
    Francesca Cenciarelli, Margherita Delicati, Francesca Bianconi, Debora Marchesini, Sarah Daviddi, Matilde Conti, Nicole Renzi.

  19. Silvia Giorgetti ha detto:

    Commento al libro: “Imparare dalla lettura” (S. Giusti e F. Batini)
    Leggere è conoscenza, invenzione e scoperta; è la chiave di apprendimento basata sul linguaggio, il meta-artefatto che permette di tramandare informazioni di generazione in generazione.
    Leggere è un mezzo per dare senso alle nostre azioni: attraverso la narrazione riusciamo a comprendere l’esperienza umana, la nostra e quella degli altri.
    Leggere è il biglietto più economico e il mezzo più veloce per raggiungere paesi e mondi lontani: quando leggiamo veniamo catapultati nella realtà del libro; al termine del viaggio, il nostro bagaglio sarà sicuramente arricchito da quello che abbiamo visto e vissuto.
    “E’ un modo di arricchire l’esperienza, oltre i confini del nostro personale destino”. (G. Eliot)

    Leggere è un’attività sociale, che nasce dall’interazione tra il bambino e la mamma: da un’iniziale attrazione per l’oggetto-libro, si genera il processo che porta allo sviluppo delle funzioni cognitive.
    Leggere è anche leggere ad alta voce: offre input per la lettura individuale, non solo ai bambini, ma anche agli adulti, e allo stesso tempo è un momento di condivisione e confronto, che arricchisce sia il lettore che chi ascolta.
    Leggere è un piacere, ed è sollievo per l’anima e il corpo.

    In questo volume la lettura viene presentata e analizzata sotto vari punti di vista. Si cerca di capire il valore che essa ha in diversi ambiti, a partire dalla nascita di un individuo.
    Tramite la lettura di queste pagine abbiamo rivalutato degli aspetti che ritenevamo scontati. E’ sorprendente come dall’unicità del libro si passi alla molteplicità delle interpretazioni di ciascun lettore in base alle proprie esperienze di vita. Infatti chi legge diventa contemporaneamente autore e protagonista del libro stesso. L’interpretazione soggettiva fornisce a sua volta dei possibili schemi per affrontare situazioni future o reinterpretare eventi passati. L’esperienza di lettura può essere un modo per aprirsi a un confronto con gli altri, condividendo gli stessi significati o portando alla luce nuove prospettive. Nonostante tutti i benefici che può portare la lettura, è a dir poco preoccupante la percentuale complessiva, che emerge dalle varie indagini, dei lettori italiani rispetto a Francia, Spagna, Germania e Stati Uniti. Questo ci fa riflettere sulle abitudini che caratterizzano in primis le nostre famiglie, e sicuramente anche su una didattica prettamente scolastica che impone ai giovani la lettura dei libri più come un obbligo che come un valido strumento di arricchimento personale e culturale. A tutto ciò si potrebbe aggiungere anche l’influenza che oggi giorno la tecnologia ha sui giovani: in una società come la nostra, che si basa sul concetto generale di risparmio di risorse e di tempo, nella maggior parte dei casi il libro tende progressivamente a perdere il suo fascino, così che i ragazzi preferiscono attingere alle informazioni in modo rapido e immediato tramite mezzi come internet, perdendo così la vera essenza e il piacere della lettura di un buon libro.
    Anche noi, forse vittime (ma, allo stesso tempo, artefici) di questa società così frenetica, ci siamo resi conto che, nel corso degli anni, abbiamo accantonato la lettura intesa come puro piacere personale, sostituendola con altre forme di svago e approfittando, forse in maniera eccessiva, della rapidità e dell’immediatezza delle informazioni alle quali le varie tecnologie ci danno accesso.
    Nonostante ciò, la lettura di questo libro ci ha permesso di riflettere e di guardare con occhi diversi alcune iniziative territoriali attutate nella nostra provincia, e non solo, come ad esempio quella del “Books stop”, ovvero l’allestimento di banchi, ad ogni fermata del minimetrò di Perugia, sui quali si trovano libri che chiunque può prendere, ma anche lasciare a sua volta, in maniera gratuita, per favorire una libera circolazione della cultura.
    Un’iniziativa simile è quella della “Biblioteca del viandante”: un vecchio contatore esterno di un acquedotto diventa un deposito di libri, dove ognuno può scegliere e prendere uno di questi senza l’obbligo di restituirlo, con l’unica richiesta di donarne un altro a beneficio della collettività.

    Biblioteca del viandante, Giulianova (TE)

    Queste proposte dimostrano che la passione per la lettura sopravvive ancora in molte persone, le quali cercano di far affacciare anche gli altri in questo mondo.
    “Leggere è un autentico universale. Tutta la nostra esperienza è leggere.” (Hans-Georg Gadamer)

    Badii Eleonora 255296
    Giorgetti Silvia 255105
    La Fortezza Beatrice 263926
    Lancetti Angela 247111
    Orazi Vanessa 258228
    Tanaceto Giada 255533
    Tordoni Massimiliano 255348
    Vergari Ilaria 257471

    (Corso di pedagogia sperimentale)

    • Eleonora Badii ha detto:

      Compare nel commento la scritta “Biblioteca del viandante Giulianova TE” in quanto avevamo intenzione di caricare la foto dell’iniziativa. Purtroppo però non siamo riusciti a pubblicarla.

  20. Miriana ha detto:

    “Nel senso che forse, sempre, e per tutti, altro non è mai, lèggere, che fissare un punto per non essere sedotti, e rovinati, dall’incontrollabile strisciare via del mondo. Non si leggerebbe, nulla, se non fosse per paura. O per rimandare la tentazione di un rovinoso desiderio a cui, si sa, non si saprà resistere. Si legge per non alzare lo sguardo verso il finestrino, questa è la verità. Un libro aperto è sempre la certificazione della presenza di un viale – gli occhi inchiodati su quelle righe per non farsi rubare lo sguardo dal bruciore del mondo – le parole che a una ad una stringono il fragore del mondo in un imbuto opaco fino a farlo colare in formine di vetro che chiamano libri – la più raffinata delle ritirate, questa è la verità.”

    Baricco, come anche il testo ‘Imparare dalla lettura’, ci invita a riflettere su quello che significa leggere: ovvero, la possibilità di evadere dalla realtà per trovare rifugio nei molteplici mondi narrati, definiti dal libro stesso di finzione ed eterocosmi. Mondi in cui potersi perdere nelle storie e nelle vite dei personaggi, abbattendo gli stereotipi e portando il lettore a una dimensione interculturale, mondi per moltiplicare le nostre vite e andare incontro a quei processi di individuazione e disindividuazione di cui parla M. Marcé. Perdersi e ritrovarsi nelle storie, .entrare in simbiosi con le esperienze di vita narrate, mutare con loro e grazie a loro. E tutto questo tramite l’immaginazione, un mezzo potente che ha richiamato l’interesse delle neuroscienze, le quali hanno constatato che immaginare un’azione e compiere l’azione stessa portano all’attivazione delle medesime strutture cerebrali. Ma com’è possibile tutto questo? Ruolo fondamentale è quello giocato dalla teoria della mente, che si sviluppa nel bambino intorno ai 3-4 anni d’età. Solo allora il bambino esce da quell’egocentrismo che ha caratterizzato i primi anni della sua vita e inizia a capire che esistono altri punti di vista, impara a mettersi nei panni degli altri e, con ciò, a comprendere quello che legge, a dare significato al racconto. In realtà, l’incontro con la lettura avviene già fin dalla nascita nel momento in cui la madre, mettendo in atto un’operazione di scaffolding, legge al bambino fiabe o racconti a voce alta, azione fondamentale per avvicinare il bambino durante la sua crescita al piacere di leggere. In merito a questo, sono state condotte varie ricerche che hanno evidenziato come in Italia più della metà della popolazione non legga (meno di tre libri l’anno), con una percentuale maggiore di donne lettrici rispetto agli uomini, mentre la fascia più alta di lettori è situata tra gli 11 e i 14 anni. I dati mostrano anche che bambini che hanno genitori lettori o laureati, genitori che hanno letto loro fiabe o che hanno molti libri in casa, hanno maggiore possibilità di sviluppare il piacere della lettura in età adulta. Importante a questo scopo è anche la lettura ad alta voce in contesti scolastici in cui l’insegnante non deve limitarsi a trasmettere ai propri alunni conoscenze analitiche, ma stimolare la fantasia e la curiosità degli stessi per permettere lo sviluppo delle capacità empatiche e per allenare la capacità di ascolto e concentrazione. Leggere in classe può essere un’ottima occasione di riflessioni e scambio di idee e aiuta lo studente, ma in generale l’individuo, a sviluppare un approccio più individuale alla lettura; approccio che con maggiori probabilità potrebbe diventare privilegiante da adulto, a discapito della lettura di gruppo: il passaggio dalla lettura ad alta voce a quella individuale apre, così, a nuove possibilità.
    Ma perché avvicinarsi alla lettura? Con quali necessità e bisogni? Capita spesso nel nostro vivere quotidiano, di trovarsi di fronte a domande che difficilmente possono trovare una risposta esaustiva, quali: Dove siamo diretti? Qual è il senso della nostra esistenza? Come ci dobbiamo relazionare con gli altri? Per quanto tempo dobbiamo percorrere una determinata strada prima di sapere dove porta?
    Se si dovessero cercare delle risposte, non necessariamente “giuste” (anche perché in questo caso è difficile che ce ne siano), si potrebbe pensare ad un “avvicinarsi”, semplicemente, a ciò che fa star meglio con se stessi e con gli altri. E questo, spesso e volentieri, lo si può fare proprio attraverso i libri.

    La maggior parte delle persone del gruppo si è trovata concorde nel considerare la lettura come un piacere e uno svago, un modo di ritrovarsi nei libri. Sono stati genitori, insegnati, parenti o amici ad avvicinare queste persone alla lettura, chi fin da bambino chi durante l’adolescenza. Solo una piccola parte di noi vede la lettura più come un modo per acculturarsi più che per un piacere di leggere.
    Dalle discussioni nate durante i nostri incontri, è emerso che sono vari i modi in cui ci si può avvicinare alla lettura. Ci sembra interessante riportare l’esperienza di un membro del gruppo che ci ha raccontato di quando, da piccolo, ascoltava il nonno recitare a memoria la Divina Commedia, inizialmente seguendolo con il testo, per poi diventare successivamente lui stesso lettore/attore. Abbiamo voluto riportare quest’esperienza per due motivi: da un lato è esplicativa di come sia significativa l’interazione e la vicinanza fisica tra chi legge e chi ascolta nello stimolare e alimentare l’innata curiosità del bambino non solo verso la lettura, ma, più in generale, nei confronti del mondo e della sua complessità. Dall’altro lato è importante evidenziare come questo ragazzo abbia mantenuto, crescendo, un amore per i libri a differenza di un altro membro del gruppo che ha vissuto diversamente il primo approccio alla lettura, vedendolo come un’imposizione che lo ha portato a sviluppare un iniziale rigetto per i libri.
    In quest’ottica è utile mettere in evidenza anche come al giorno d’oggi si vada incontro a nuovi modi di approcciarsi ai racconti: film, internet, videogames hanno rivoluzionato il nostro modo di ‘vivere’ le storie e i loro mondi narrati, in cui, ora, la presenza dell’immagine animata è predominante.
    Si potrebbe pensare che alcuni di questi nuovi approcci, come ad esempio i film, possano rappresentare ‘un’evoluzione’ della lettura ad alta voce. Un esempio è costituito da quei programmi televisivi attuali rivolti ai bambini in cui degli adulti leggono le fiabe.
    Anche in questo caso si parla di lettura ad alta voce, ma la lettura attraverso lo schermo può effettivamente avere lo stesso effetto dell’interazione diretta lettore-ascoltatore?
    È possibile oggi creare una cultura della lettura ad alta voce?

    Chiara Baffa, Marta Barcaccia, Miriana Caputo, Mariangela Carella, Luigi Guagliardo, Beatrice Lillacci, Gioele Piobbico, Susanna Renga, Paolo Goffredo Ricci, Guido Tognoloni.

    (Scienze e tecniche psicologiche e dei processi mentali, Pedagogia Sperimentale.)

  21. Federica Cacciamani ha detto:

    “Imparare dalla lettura” ci ha dato l’opportunità di confrontarci su un tema ordinario, che però si è rivelato ricco di spunti di riflessione: la lettura. Questo testo esplora, in ottica letteraria, sociologica e psicologica, le potenzialità della lettura e le sue implicazioni pedagogiche e terapeutiche (per esempio il Decameron scritto per rimediare al mal d’amore oppure l’esperienza di lettura nelle strutture sanitarie compiuta dai volontari LaAV).
    Confrontando il testo e ciò che è emerso dalla nostra esperienza proponiamo una suddivisione delle innumerevoli funzioni della lettura in tre classi.
    A nostro avviso, il meccanismo che si innesca più frequentemente durante la lettura di un testo è l‘identificazione con un personaggio o con una storia narrata. Questa è la prima classe: rendere il libro un mezzo per comprendere se stessi e gli altri. Il lettore infatti ha il bisogno di trovare nel testo “altro”, qualcosa che gli somiglia o che lo aiuti ad attribuire senso e significato alle proprie esperienze. Un libro può essere un pretesto, un’occasione in cui il lettore, svincolandosi dal significato letterale di ciò che è scritto, dà una propria interpretazione: certi episodi o certe situazioni fanno emergere in chi legge qualcosa che ha già dentro e che, palesandosi, dà un nuovo significato e valore al testo. Quando leggendo le storie degli altri leggiamo anche di noi stessi, il libro ci offre una visione più lineare e semplificata della nostra esperienza e assumiamo un punto di vista esterno, grazie al quale ci sentiamo più liberi di esprimere un giudizio.
    Oltre alla comprensione di se stessi, la lettura ha un ruolo fondamentale nella costruzione della propria identità. Come sostiene Marielle Macè, la lettura non è solo soggettivismo, un’interpretazione in chiave personale di ciò che si legge, ma è un vero e proprio processo di individuazione. Questo processo può esaurirsi una volta finito di leggere il libro, oppure quello stesso libro, o un personaggio in particolare, può innescare un cambiamento e diventare un modello di riferimento. Un libro può ispirarci, può guidarci in una decisione importante, può suggerirci chi vogliamo essere o aiutarci ad esplorare le opzioni di scelta possibili. Svolge anche un ruolo cruciale nel promuovere lo sviluppo dell’empowerment, la consapevolezza dell’individuo del controllo sulle proprie scelte: percepirsi come autori della propria vita. Tutto ciò è alla base della tecnica dell’orientamento narrativo.
    Infine, attribuiamo all’ultima classe la capacità della lettura di generare nuovi mondi, nuove storie e nuove vite, dando la possibilità al lettore di evadere dalla realtà e raggiungere mète altrimenti inesplorate. Questo suo potere ci ricorda una metafora classica della letteratura: quella del viaggio. Come Ulisse o Dante hanno intrapreso un percorso di cambiamento e maturazione, di esplorazione del mondo, sì esterno, ma anche interno, allo stesso modo chiunque può compiere la stessa esperienza, leggendo seduto in poltrona di mondi lontani o inventati. Queste narrazioni servono anche a farci conoscere “i mondi morali di persone di altri paesi” e superare stereotipi, frutto di un giudizio superficiale.
    I vantaggi apportati dalla lettura sono evidenti.
    A contribuire all’utilità del testo da un punto di vista educativo, è l’atteggiamento consapevole delle problematiche nelle quali la lettura incorre quotidianamente all’interno delle mura scolastiche e la volontà degli autori di superare queste barriere. Viene riconosciuto, per esempio, che nonostante sin dalla scuola primaria gli insegnanti incentivino gli studenti alla lettura, non viene promosso, però, il piacere di leggere. Questo scopo dovrebbe essere perseguito non attraverso le pratiche analitiche, ma per mezzo di altre tecniche, quali la lettura a voce alta.
    Crediamo in questo metodo, sia per le ragionevoli argomentazioni esposte nel libro, sia per le esperienze personali. Tuttavia riteniamo che, per non banalizzare e vanificare questa tecnica, l’insegnante debba avere capacità comunicative e interpretative, educare gli studenti, soprattutto i più piccoli, all’ascolto e alla concentrazione, e promuovere attività stimolanti, per esempio realizzare un cortometraggio basato sul racconto letto, come sperimentato da alcune di noi.
    In conclusione riteniamo che la finalità ultima della lettura sia arricchire la parola e il pensiero, rendendo l’uomo libero, svincolato dai dettami della società, e in grado di imporsi.

    CORSO DI PEDAGOGIA SPERIMENTALE (STPPM)

    Bachiorri Linda
    Cacciamani Federica
    Delicati Alice
    Franquillo Anna Chiara
    Gubernari Marzia
    Mapelli Susanna
    Mortaro Martina
    Settimi Chiara

  22. francesca caligiuri ha detto:

    Bastiano guardò il libro.
    Mi piacerebbe sapere-mormorò fra sé- che diavolo c’è in un libro fintanto che è chiuso. Naturalmente ci sono dentro soltanto le lettere stampate sulla carta, però qualche cosa ci deve pur essere dentro, perché nel momento in cui si comincia a sfogliarlo, subito c’è li di colpo una storia tutta intera. Ci sono personaggi che io non conosco ancora e ci sono tutte le possibili avventure e gesta e battaglie, e qualche volta ci sono delle tempeste di mare oppure si arriva in paesi e città lontani. Tutte queste cose in qualche modo sono già nel libro. Per viverle bisogna leggerlo, questo è chiaro. Ma dentro ci sono fin da prima. Vorrei proprio sapere come.

    ( Michael Ende “La storia Infinita”)

    Abbiamo deciso di partire da questa citazione, presente nel testo “Impariamo dalla lettura”, perché crediamo che essa ben renda come noi ci sentiamo ogni volta che ci troviamo di fronte ad un nuovo libro ancora tutto da scoprire.
    Un libro, come dice Bastiano , il protagonista de “La storia infinita”, svela un’infinità di mondi, storie, relazioni e sentimenti tutto ciò porta il lettore ad essere sempre più amante e dipendente da questo mondo che è la lettura.
    Leggere significa mettersi in relazione con se stessi, con la propria vita, ma significa anche mettersi in relazione con gli altri e aiuta a creare un filo di connessione tra l’immaginazione e la realtà che ci circonda..
    Il libro e qualsiasi altro artefatto come ad esempio tutti gli strumenti tecnologici di nuova generazione, ci permettono di viaggiare verso mondi all’apparenza lontani ma che si dimostrano essere allo stesso tempo simili e vicini a noi. Racconti di storie passate e di paesi lontani ci permettono di viaggiare nel tempo ma anche nello spazio superando tutte quella barriere anche culturali che ci dividono e ci allontanano da tutto ciò che non conosciamo.
    È importantissimo perciò considerare la lettura come uno strumento culturale in grado arricchire il nostro sapere, la nostra conoscenza, ma è altrettanto importante considerarla anche come strumento pedagogico e quindi didattico essendo da questo punto di vista in grado di arricchire la formazione e lo sviluppo consapevole di ogni individuo. Diviene perciò necessario far sì che, questa importante capacità, si sviluppi sin da bambini anche con l’aiuto di figure di riferimento come lo possono essere i genitori e gli educatori. Essi hanno il dovere di favorire le condizioni necessarie adatte affinché la lettura diventi un vero e proprio piacere e per farlo debbono perciò servirsi di pratiche didattiche mirate. Una di queste ad esempio e la lettura ad alta voce, spesso sottovalutata e presa poco in considerazione ma che se usata in determinati contesti e nel modo giusto può invece divenire il metodo d’approccio più efficace nel suscitare un livello di attenzione più alto oltre che di empatia ed emozioni più forti non solo per chi ascolta ma anche per chi legge ed è sicuramente interessante vedere come ciò avvenga non solo nei bambini, con i quali dovrebbe essere normalmente usata, ma anche negli adulti essendo spesso in grado di suscitare livelli di condivisione di emozioni molto forti.
    Recenti statistiche dimostrano che se si legge fin da piccoli si legge e si ama la lettura tutta la vita. Se leggendo, come abbiamo detto,arricchiamo noi stessi e comprendiamo meglio l’altro e il mondo, noi da futuri educatori e operatori pedagogici quali saremo, non potremo non avere cura affinché anche grazie ai nostri stimoli questo cammino verso la lettura che i ragazzi e i bambini che incontreremo lungo tutto il nostro percorso educativo si troveranno a intraprendere, riesca a guidarli e a far loro scoprire quanto bello sia considerare il libro come immancabile compagno di viaggio lungo tutta la loro vita.

    “Leggere è poter vivere ogni volta una vita diversa, immedesimarmi in personaggi diversi, immaginarmi lì accanto a loro e vivere le loro stesse avventure; leggere per me è poter viaggiare pur restando ferma.” (Anna)

    “Ed’è tutto quello che vorrei:un dolce ricordo del passato, una fiaba sognata, un percorso da seguire. Oggetto di esperienza di vita. La lettura può esistere solo grazie a noi.” (Francesca)

    “La lettura è il mezzo per me indispensabile per sognare,amare,vivere,costruire me stessa ed’è perciò il nutrimento necessario per la mia vita.” (Maddalena)

    “I libri e la lettura sono davvero un antidoto alla tristezza,alla solitudine e all’incertezza.” (Giovanna)

    CORSO DI LAUREA IN SCIENZE DELL’EDUCAZIONE

    Componenti del gruppo:

    -Batocchioni Luca 242431
    -Caligiuri Francesca Elvira 266285
    -Conti Francesco 263373
    -Esposito Giovanna 264632
    -Ferrero Giuditta 266438
    -Micheli Nicole 264775
    -Rondoni Maria Maddalena 266116
    -Rosati Sara 265065
    -Russo Anna 265960
    -Sposato Biancamaria 265626

  23. Giuseppe ha detto:

    In un percorso che va dalla letteratura medievale fino alle recenti implicazioni neuroscientifiche della lettura ad alta voce, lo scopo del testo è quello di riscoprire e rivalutare la funzione della narrazione attraverso molteplici punti di vista ed esperienze dirette degli autori.
    Il linguaggio umano, come meta-artefatto, garantisce, attraverso i suoi derivati di lettura e scrittura, la trasmissione di una quantità illimitata di significati. Peculiarità imprescindibile della narrazione è quindi quella di comunicare un messaggio, che sia una morale, un consiglio esplicito o un “semplice” suggerimento per la vita. In disaccordo con la tesi di W. Benjamin, il romanzo, naturale continuazione dell’antica arte del narrare, può essere considerato come forma privilegiata di comunicazione e di conoscenza. Il primo approccio alla narrazione avviene già nella prima infanzia quando il genitore, tramite la lettura ad alta voce, evoca nel bambino esperienze positive che ne favoriscono un adeguato sviluppo cognitivo ed emotivo. In quest’ottica, un ruolo fondamentale viene svolto dalle fiabe, nelle quali il bambino si identifica, avviando un processo di distinzione del proprio punto di vista rispetto a quello altrui (teoria della mente) e di individuazione, all’interno della storia, di schemi d’azione ricorrenti utili per prevedere la realtà. Un ruolo importante viene attribuito alla lettura ad alta voce, che stimola nel bambino capacità attentive, mnemoniche e immaginative ma anche il futuro interesse per la lettura individuale. E’ proprio grazie all’immaginazione che il lettore può cogliere il mondo che si nasconde dentro ad ogni storia ed immedesimarsi in esso. La vita, quindi, di chi legge si unisce a quella fantasticata così da trovare evasione, miglioramento e possibili alternative. Da non dimenticare, inoltre, la dimensione interculturale della narrazione, che avvicina i confini di mondi, realtà ed etnie lontane. Come riporta il testo, un romanzo può diminuire le distanze tra luoghi lontani, mantenendo inalterati allo stesso tempo le unicità e le caratteristiche di ognuno. Lettura come sviluppo del bambino, evasione, ma anche come mezzo terapeutico sia per chi scrive che per chi legge. Interessante il richiamo al “mal d’amore” nel Decameron di Boccaccio e in tutto il periodo tardo medievale: narrando e ascoltando storie, l’uomo infatti riesce a liberarsi dai problemi che lo affliggono. Il testo “Imparare dalla lettura” evidenzia, in sintesi, come tutti gli ambiti della vita e della conoscenza possano essere influenzati dalla lettura. Confrontandoci, in base anche alle nostre esperienze, le abbiamo riconosciuto una valenza per la ricerca continua della propria identità: ogni libro quindi può essere considerato un mezzo che consente non solo arricchimento ed espansione di sé, ma anche uno strumento di superamento delle proprie barriere e di scoperta di potenzialità nascoste. Serve dunque non solo per “sognare”, ma anche per agire. E’ dunque necessario promuovere una sensibilizzazione degli educatori ad essa, in particolare a quella ad alta voce, creando nuovi strumenti per portarla sempre più al centro del processo educativo e rimediare al crollo di interesse nei confronti di un buon libro, come confermano le statistiche. Occorre pertanto riscoprire nella narrazione quel potere attrattivo che in passato gli era riconosciuto e che, di recente, ha perso. I problemi incontrati dalla lettura sono probabilmente di tipo culturale, cioè legati agli stereotipi secondo i quali leggere è un’attività da intellettuali che comporta uno sforzo eccessivo, al contrario delle altre arti, come la musica, il teatro e recentemente il cinema, che vengono percepiti come più immediati. La lettura, derivando dal linguaggio, offre potenzialità infinite, come infiniti sono i mondi immaginabili e le interpretazioni che ne possiamo dare. D’altronde l’uomo per sua natura non può fare a meno di raccontare storie e quindi di ascoltarle.

    Martina Bellucci 254984 STPPM
    Tobia Bianconi 254985 STPPM
    Melania Campioni 254981 STPPM
    Nazzareno Lepri 257933 SDE
    Giuseppe Salciarini 254792 STPPM
    Francesca Selvaggi 255512 STPPM
    Alice Sfaldaroli 254793 STPPM
    Roberto Tomassini 257941 SDE

  24. Alessia Balducci ha detto:

    Commento di : “Imparare dalla lettura” a cura di Simone Giusto e Federico Batini.
    Scritto da Erica Bevilacqua 261466, Francesca Ercolanelli 264630, Andrea Mancini 264603, Martina Balani 261605, Michele Giovagnoni 265228, Alessia Balducci 264003, Marta Scoditti 266419.
    Corso di laurea: Scienze dell’educazione.

    POTENZIALITA’ EDUCATIVE DELLA LETTURA

    Perché leggiamo? Leggiamo per curiosità, evasione o cultura personale ma anche per studio e informazione. Questo libro ci porta a riflettere sulla nostra visione della lettura, derivata dalle nostre esperienze di vita, familiari, scolastiche. Non abbiamo mai pensato realmente al ruolo della lettura e della letteratura fuori dal contesto della materia e all’utilizzo di questa ai fini di una valutazione, di un voto.
    Il testo ci illustra le varie sfumature che questa attività può offrire; nel nostro commento ci soffermeremo sulle indicazioni e stimoli che esso ci offre per comprendere i processi educativi.
    Nel testo viene sottolineata l’importanza che la lettura ha nel fondare le basi dell’apprendimento sin dall’età infantile, in quanto il bambino comincia a riflettere sul perché una cosa sia successa in un modo piuttosto che in un altro e con la scoperta di nuovi mondi amplia la sua immaginazione provando nuove emozioni. Nel momento in cui un adulto legge ad alta voce una fiaba o una storia, fa si che il bambino tenda ad immedesimarsi e a creare un rapporto empatico con i personaggi del racconto. La lettura ad alta voce, proprio per le sue caratteristiche, è considerata un’ attività di sostegno e una pratica di cura per quelli che ascoltano o che leggono, come risorsa terapeutica di vita.
    La letteratura non è solo finzione ma anche scoperta: rivela qualcosa che già esiste ma di cui noi non siamo a conoscenza, non ci allontana troppo dalla realtà anzi ci permette di comprenderla meglio e ci rende conoscitori della condizione umana.
    Altro tema trattato nel testo riguarda le culture straniere, lontane dalla nostra, e quanto sia importante conoscerle. I libri su mondi lontani infatti ci permettono di esplorare il diverso, rendere “l’altro” vicino a noi e pensarlo al di là degli stereotipi con il quale lo conosciamo.
    Alla luce di questo, ci troviamo pienamente in accordo con le intuizioni degli autori; pensiamo sia di fondamentale importanza considerare la lettura come strumento per acquistare maggiore coscienza di se e del mondo, ci permette di dare un senso alle esperienze che facciamo nella vita di ogni giorno e anche a quelle che solo immaginiamo, per esercitare un maggior potere e maggior controllo sulla propria vita e sulle proprie scelte (empowerment), al fine di costruire il nostro futuro ed edificare la nostra identità: dunque una lettura applicabile al contesto educativo.
    A conclusione di ciò, riteniamo che nell’istruzione odierna ci sia bisogno di una pedagogia della lettura mirata a creare la consapevolezza della sua potenza e importanza per la vita, si da permettere agli studenti di prevaricare i confini della disciplina, prettamente scolastica, arrivando ad una fruizione diretta dell’opera e di ciò che essa vuol comunicare.

  25. veronica castellani ha detto:

    La lettura, da sempre, è considerata uno strumento culturale basato sull’elaborazione di segni linguistici. È l’elemento alla base di un sistema di apprendimento ed è considerato l’oggetto didattico per eccellenza. È un’attività fondata sull’utilizzo di artefatti che a loro volta si basano su un meta-artefatto: il linguaggio. La lettura è intesa come processo autoriflessivo e metacognitivo, che si basa su un interesse utilitario ed ha come oggetto il libro, il quale ha la capacità di trasmettere emozioni e riflettere sulle rappresentazioni della vita stessa. La letteratura è traccia che permette di ripercorrere il passato, attribuendogli il valore presente e proiettandoci nel futuro. È dare un di più alla vita, perché permette di conoscere noi stessi tramite l’esperienza degli altri. Il suo oggetto è la condizione umana: chi legge è un conoscitore dell’essere umano, pertanto è utile alle scienze sociali. Per cui, la lettura è alla base della pratica educativa?
    Sin da piccoli siamo lettori condizionati dall’ambiente culturale (adulti significativi, scuola e società) e la lettura è quindi guida, strumento di trasformazione, di modellamento, in un rapporto tra forme dinamiche ed identità. Essendo un potente strumento costruttivo deve essere progettato in un ambiente divertente, curioso, stimolante: a misura del lettore. Avendo in sé il carattere immaginativo e comunicativo permette di aprirci ad infiniti mondi possibili, poiché imita la realtà senza mai esserne una copia, dato che attribuisce sempre un qualcosa di personale e straordinario. I libri arricchiscono le esperienze oltre le differenze e le distanze e “ci aiutano a sconfiggere pregiudizi razzisti, etnici, religiosi ed ideologici tra i popoli e le persone”, scoprendo che gli altri siamo in realtà noi stessi (Mario Vargas Losa). L‘educazione, come tale, ha le capacità di fare ciò. Ad esempio la scuola può offrire la possibilità di creare una comunità ermeneutica improntata su una pedagogia della lettura ad alta voce, la quale ci consente una relazione empatica tra chi ascolta e chi legge, poiché si crea una vicinanza e una confidenza. Possiamo considerarla una pratica di “cura” collettiva, utile se coltivata fin dall’infanzia. Ci sono anche altri modi per poter usufruire del testo narrativo: utilizzo attivo della biblioteca, giochi di storytelling, effetto suspense nel lasciare aperto il finale e piccole critiche del libro, tali da invogliare i prossimi lettori. La lettura non è appannaggio dell’età evolutiva, è infatti risorsa che accompagna la persona nel corso della vita: formazione critica dei giovani, svago negli adulti, rieducazione nelle carceri e nel disagio, cura negli ambienti ospedalieri e piacevole intrattenimento per gli anziani. La lettura permette di formulare ipotesi, creare aspettative, connessioni interne ed esterne con altri testi. Richiede riflessione interiore, stimola nuovi modi di pensare, proietta le proprie azioni nel futuro e consente di pensare alle conseguenze dell’agire: è quindi un mezzo per fare ricerca ai fini di interventi educativi.
    La ricerca è sia scoperta che invenzione poiché rivela qualcosa che c’è sempre stato e di cui non eravamo a conoscenza; ci dà uno sguardo nuovo per interpretare la realtà migliorandoci nell’autocritica. Pensandoci bene anche nella ricerca occorrono libri come fonti da cui attingere: ecco l’importanza, ad esempio, del testo storico-argomentativo. Ci sembra che la lettura sia pratica propedeutica come se fosse un bisogno primario: crea condizioni per imparare ad amarla. È esperienza unica che se condivisa diviene ancora più simbolica. Si deve così riporre fiducia in chi ci offre un libro come un’ ”arma” eticamente accettata con cui ci possiamo difendere, emancipare, affrontando sicuramente gli imprevisti della vita in modo migliore. Influenza le dinamiche quotidiane, le relazioni interpersonali e ci rende più competenti in materia del vivere. Possiamo così affermare che la lettura ci rende liberi e, al pari del gioco nei bambini, è pure liberante! Pensiamo da futuri educatori che possiamo confidare in tutto ciò come caposaldo di una pratica educativa.

    Corso di laurea in scienze dell’educazione
    A.A. 2013/2014
    Veronica Castellani(263047); Ornella Catanese (261773); Fausta Chirico (260972), Vanessa Corallino (264641), Letizia Diamanti (265527); Annachiara Dozzini (263262); Costanza Ercoli (265105); Paola Giovino (266422); Alessia Regnicoli (266664); Marta Sechi (262875)

  26. Baratto Gaia ha detto:

    “IMPARARE DALLA LETTURA”

    Il testo “Imparare dalla lettura”,edito nel 2013, a cura di S.Giusti (formatore e consulente esperto di didattica) e F.Batini (professore universitario di pedagogia sperimentale e ricercatore dell’università di Perugia) è una raccolta di pubblicazioni frutto di convegni,seminari e ricerche riguardanti il ruolo della lettura,considerata un importante strumento culturale per l’arricchimento sia personale che collettivo.
    Attraverso i vari capitoli,gli autori ribaltano quella concezione prettamente didattica della lettura a cui tutti noi siamo stati sottoposti fra i banchi di scuola,proponendo una visione alternativa e multidisciplinare che si sviluppa grazie a contributi di diverse scienze tra cui la pedagogia,la sociologia,l’antropologia e le neuroscienze.
    La lettura,infatti, non è solo il mezzo di apprendimento scolastico per eccellenza ma viene presentata come un potente strumento di conoscenza della condizione umana,come tecnica terapeutica in grado di lenire la sofferenza (nella fattispecie il “mal d’amore”) e, non ultimo, come ponte tra la propria cultura e le altre.
    Viene,inoltre, descritta la pratica della “lettura a voce alta” con cui si può dar vita ad una comunità narrativa attraverso la quale si possono condividere storie, produrre legami e mettersi in discussione creando una memoria condivisa. Scopriamo,quindi, come, di fronte ad un testo, il lettore/ascoltatore diviene attore e co-protagonista proiettato in uno o più mondi immaginari e paralleli (mondi narrati) in cui può superare la propria realtà e,allo stesso tempo, comprenderla meglio traendone beneficio.
    Questo metodo,soprattutto se sperimentato sin da bambini e veicolato da adulti significativi, promuove lo sviluppo cerebrale delle abilità di apprendimento e incentiva alla lettura individuale che è fonte di piacere e coinvolge mente e corpo.
    Dal testo emerge un duplice intento degli autori:offrire una guida ai professionisti del settore educativo e promuovere la lettura dei testi; la raccolta,infatti, risulta accessibile anche ad un pubblico meno esperto grazie ad una esposizione scorrevole e un linguaggio chiaro che diventa,all’occorrenza, più tecnico e specifico.
    Leggere “Imparare dalla lettura” porta alla scoperta delle molteplici potenzialità e funzioni offerte da un testo narrativo che prima il lettore non conosceva e che,attraverso la lettura, egli applica al proprio vivere quotidiano. Uno stesso libro,infatti, riletto in diversi momenti della vita, può assumere sfumature e significati sempre nuovi.
    Il lettore può diventare un gigante e vivere diverse avventure,può innamorarsi per la prima volta tutti i giorni e,anche solo per un’ora, ha la possibilità di lasciarsi alle spalle le difficoltà quotidiane.
    È interessante, inoltre,notare come l’esperienza personale della lettura,quando si proietta in una dimensione collettiva,divenga strumento di aiuto e relazione creando una rete sociale con le sue positive conseguenze psicologiche, funzione,questa, spesso sottovalutata.
    Un altro aspetto frequentemente trascurato è l’importanza della lettura come mezzo di contatto e conoscenza tra la varie culture. Come suggerisce il libro, è importante abbattere pregiudizi e stereotipi, soprattutto in un contesto globalizzato e multietnico come il nostro, in cui si è culturalmente lontani e fisicamente vicini.
    L’approfondimento di questo testo apre molti interrogativi,offrendo spunti di riflessione e discussione; viene,soprattutto, spontaneo chiedersi come mai queste tematiche,sebbene siano oggetto di studio di valide ricerche,incontrano ancora così tanti ostacoli nella loro applicazione.

    Baleta Marina
    Baratto Gaia
    Fiorino Fabiola Rosaria
    Lucaci Liliana
    Maccabei Alessandra
    Maccarelli Giulia
    Minni Francesca
    Pernice Gabriella Francesca Amalia
    Pucciarini Silvia
    Scienze e tecniche psicologiche dei processi mentali,corso di pedagogia sperimentale.

  27. Angelita Ciancaleoni ha detto:

    “ Il tempo per leggere è sempre tempo rubato. Rubato a cosa? Diciamo, al dovere di vivere.”
    (Daniel Pennac)
    In una società caotica, in continuo divenire, caratterizzata da doveri, compiti da eseguire, comportamenti standardizzati, ruoli da rivestire, in cui la vita è legata a tempi da rispettare e l’individuo preferisce essere lo spettatore della propria vita piuttosto che esserne il protagonista, l’attività della lettura risulta essere sempre più trascurata e non trova un posto rilevante nella quotidianità degli individui. Questo è confermato anche dalle recenti indagini statistiche svolte a livello locale e internazionale che evidenziano come il sempre minore interesse da parte dei giovani nei confronti della lettura sia determinato da alcuni fattori quali: la scarsa presenza di libri in casa, la difficoltà di accesso alle biblioteche, il pregiudizio derivante da una concezione elitaria della lettura, la mancanza di genitori lettori e la saltuarietà con la quale essi leggono ad alta voce ai bambini stessi. Ed è proprio quest’ultima abitudine che si dovrebbe recuperare perché ai più piccoli piace sentire le favole raccontate dalla viva voce dei genitori, nonni, educatori: ne traggono piacere ma anche giovamento. Attraverso l’ascolto il bambino è completamente coinvolto sia a livello emotivo sia cognitivo in quanto è stimolato nell’ immaginazione, favorito nella costruzione di uno scenario interiore. La narrazione mediata da una voce permette di superare le difficoltà che derivano dal dover comprendere le singole parole impedendogli di capire il senso e significato complessivo del racconto, di allenare la capacità di ascolto e di concentrazione. Inoltre la lettura ad alta voce potenzia la comunicazione e la relazione empatica tra il lettore e l’ascoltatore.
    Nonostante la lettura sia generalmente considerata, non solo dai giovani, ma anche dagli adulti, un mero passatempo piacevole o nel peggiore dei casi un’attività inutile e faticosa, in realtà, come anche sostenuto nel libro Imparare dalla lettura, influisce nella comprensione del mondo reale e nell’attribuzione di senso ad esso. Infatti leggendo un testo si acquisiscono informazioni e contenuti che vanno ad arricchire il nostro bagaglio culturale e mediante un processo di autoriflessione e interpretazione si è in grado di elaborare un proprio giudizio critico.
    Attraverso il racconto l’individuo non solo ha la possibilità di essere trasportato in una realtà parallela, più vicina al mondo empirico o completamente fantastica, ma anche di vivere molteplici esperienze muovendosi liberamente nel tempo e nello spazio. Ed è proprio questo il privilegio che ci riserva la lettura: provare l’ emozione di essere un re, un eroe, uno schiavo e vivere in mondi del lontano passato come il medioevo o meglio ancora avere la possibilità di essere proiettati nel futuro; possibilità questa di “moltiplicare la vita” che altrimenti sarebbe impossibile avere in una sola esistenza. Di conseguenza, l’ opportunità anche di calarsi nei panni degli altri, facendosi carico delle loro paure, condividendo gioie, imparando a comprendere opinioni, punti di vista, accettando la diversità. Così si potrà acquisire una dimensione interculturale aperta al dialogo, allo scambio di idee, tradizioni, storie senza perdere il valore della differenza: l’elemento che distingue ciascuno di noi.
    Dall’ analisi finora svolta emerge quanto sia necessario che anche le istituzioni, in particolare la scuola, recuperino la lettura come strumento di formazione, continuando e perfezionando l’opera iniziata dai genitori. Educatori e insegnanti devono quindi suscitare la curiosità dei ragazzi creando le condizioni favorevoli per un pieno coinvolgimento emotivo e cognitivo proponendo nuovi e diversi generi letterari, attività interattive (sceneggiatura, scrittura creativa, giochi di ruolo) che permettano la comunicazione e lo scambio di emozioni. Affinché l‘intervento educativo sia completamente efficace e incisivo è opportuno rimanere al passo con i tempi, con i cambiamenti generazionali mediante continui aggiornamenti. La disciplina della metodologia della ricerca in educazione rappresenta un’ottima modalità per fare emergere tali mutamenti attraverso molteplici indagini statistiche.
    Inoltre un ulteriore obiettivo dovrebbe essere quello di estendere la lettura anche al di fuori dell’ambito scolastico come nelle piazze, ospedali, carceri e istituti di vario genere; attività svolte dal movimento di lettori volontari come la LaAV, per stimolare, coltivare anche il piacere di una lettura individuale e rafforzare i legami sociali.

    Metodologia della ricerca educativa, dell’osservazione e della valutazione
    Scienze dell’educazione A.A. 2013/2014
    Ciancaleoni Angelita 265403
    Fucile Ilenia 264588
    Giampaoli Claudia 261512
    Luccioli Francesca 264649
    Patassini Ilaria 264664

  28. Giulia Di Fiore ha detto:

    “Imparare dalla lettura” è sia il titolo dell’opera sia l’invito degli autori rivolto ai lettori. I libri, quali artefatti culturali, sono strumenti di conoscenza messi a disposizione dell’uomo. Tramite le rappresentazioni che la lettura fornisce, l’uomo può evolvere verso una maggiore consapevolezza di sè e del mondo.
    L’opera procede analizzando due macrodimensioni, quella personale e quella culturale, due momenti che costituiscono un continuum nell’esperienza della lettura. Nell’analisi della dimensione personale vengono presentati diversi livelli d’intensità del rapporto lettore-lettura e di seguito suggerite le infinite prospettive che la lettura può evocare. Nell’analisi della dimensione culturale viene posto l’accento sulle influenze e sulle responsabilità sociali nell’ambito della formazione dell’individuo-lettore.
    Il contenuto dell’opera, la cui materia è trattata dagli autori attraverso esempi, metafore e riflessioni, necessita in tale consesso di un’elaborazione sintetica che possa estrapolare da tutti i fatti narrati un filo conduttore, ovvero uno schema circa le fasi della trasmissione della conoscenza. Questa struttura comune è un circolo virtuoso in cui l’elemento di comunione fra individuo e società è il linguaggio, che rende possibile la comunicazione. Il linguaggio, che nella sua accezione più generale è uno strumento di interazione più o meno codificato, necessita di tre elementi: un trasmittente, un ricevente ed un veicolo d’informazione. Nell’ambito della lettura, il vettore è il libro; esso contiene in sé la rappresentazione, ossia la mole di dati narrativi che l’autore infonde nella propria creazione. Da questo momento in poi, è il ricevente, cioè il lettore, che attraverso la lettura, operazione attiva, acquisisce un nuovo punto di vista. Tuttavia, è solo mediante il processo d’insediamento che il fruitore dell’opera partecipa da protagonista alla rappresentazione, trasmutando il rapporto lettore-lettura in una realtà parallela, l’eterocosmo. Perciò, l’insediamento assurge a conditio sine qua non affinchè il processo cognitivo divenga fecondo. Avvenuto con successo l’insediamento, la reazione procede a catena, alimentando la riserva energetica emozionale. Questa energia psichica, capace di smuovere attraverso un turbinio di sensazioni le fondamenta della conoscenza acquisita, illumina il lettore attraverso dubbi e domande e ne modifica materialmente i substrati neurali. Al termine di questa fase critica, la successiva fase di distensione si accompagna ad un momento di arricchimento, ovvero la comprensione. La stratificazione dei diversi momenti di comprensione, unitamente alla coscienza che si ha di essi nel corso del tempo, porta alla conoscenza, l’organizzatore generale di tutti i momenti esperienziali.
    Il naturale bisogno dell’uomo di comunicare sé stesso alla società e al mondo, configura il desiderio propulsivo verso la comunicazione, che si attua attraverso un linguaggio.
    Purtroppo il desiderio di comunicazione oggi è mediato da altri canali, quali la televisione e i social networks tra i più gettonati, che, comunicando in maniera fin troppo immediata le informazioni, si confanno alla frenesia della vita quotidiana, economizzando le energie investite nel fare e ricevere informazione, a discapito della riflessione/interiorizzazione. Per poter tornare ad essere persone riflessive ed autoriflessive è forte il bisogno di fare propria la concezione della lettura come mezzo educativo mediato da strategie, ad esempio la lettura ad alta voce, propedeutiche all’arricchimento delle capacità metacognitive a partire dall’infanzia fino all’età adulta. Importante è anche considerare il leggere come mezzo di “autoeducazione”, tramite il quale i soggetti scelgono di usufruire delle opere letterarie per svelare nuove sfaccettature del sè e di altri mondi sconosciuti e lontani.
    Questo consiglio dovrebbe essere accolto in particolar modo dalla popolazione italiana, che esce sconfitta da studi statistici presentati nel testo che la vedono in ultima posizione per quanto riguarda la percentuale di lettori: solo il 38%.
    Invitiamo il restante 62% a scoprire o a riscoprire come la lettura innalzi l’animo, lo metta in dubbio e infine lo ridipinga, arricchendolo di nuovi colori.
    “Amai la sensazione di comprendere a metà e di cercare la comprensione intera.”(F. Batini).
    Amore, ricerca e comprensione, questa dovrebbe essere la lettura.

    Corso di Pedagogia Sperimentale (STPPM)

    Giulia Di Fiore
    Irene Benigno
    Giulia Mattiacci
    Maria Chiara Valacchi
    Chiara Faustino
    Gabriella Trapani
    Francesco Bocchini
    Francesco Fiorelli

  29. Martina Tassi ha detto:

    Il libro “Imparare dalla lettura”, curato da Federico Batini e Simone Giusti, si propone l’obiettivo di attivare un dialogo tra ricerca e didattica, per fornire uno strumento di riflessione sulla pratica della lettura, permettendone l’esplorazione dei suoi vari aspetti. Esperti di varie discipline (sociologia, psicologia, pedagogia e letteratura) apportano vari contributi riguardo l’importanza della lettura, esaminandola nella sua interezza.
    Il volume si apre descrivendo questa attività come un’esperienza fondamentale, in qualsiasi momento della vita, sia che si ascolti una storia o che la si legga in prima persona.
    La lettura ci proietta in un mondo possibile, che si affianca e si intreccia alla vita presente, ampliandola, e ci permette di immaginare altri spazi e altri tempi. Il mondo parallelo che essa ci apre è spesso migliore di quello in cui viviamo, consentendoci di evadere dai problemi, dalle noie e dalle incombenze di tutti i giorni.
    La creazione di questo mondo è importante fin dall’infanzia, per lo sviluppo emotivo e cognitivo del bambino, poiché consente a quest’ultimo, grazie all’interazione con la madre, la costruzione sociale del ricordo e la consapevolezza di Sé e degli altri.
    E’ auspicabile che, fin dal periodo gestazionale, le madri facciano ascoltare ai propri figli delle storie, aiutate da padri, nonni ed insegnanti in tutto il periodo di sviluppo. Questo permette al bambino di ampliare il proprio vocabolario, di comprendere più facilmente un testo, ma anche di crearsi delle immagini mentali più sviluppate.
    La lettura ad alta voce è la prima forma di lettura con cui il bambino viene a contatto, ma come sottolineato nel libro, forte è l’importanza di questa pratica a tutte le età. Quest’attività sviluppa competenze sia in chi legge sia in chi ascolta, permette la condivisione di esperienze ed emozioni, incoraggia gli ascoltatori alla lettura individuale.
    In particolare dovrebbe avere un più ampio utilizzo anche nell’insegnamento, andando oltre il didattismo classico della scuola, in modo da stimolare il piacere della lettura stessa, che troppo spesso è confinata alle mere materie letterarie tralasciando tutti gli altri campi disciplinari.
    Centrale nel testo è il ruolo che ricopre chi legge: l’opera si realizza solo nella mente del lettore in quanto egli è in grado di attribuirle un significato personale. Presentandosi inizialmente come un insieme di segni, simboli e regole grammaticali, l’opera si trasforma in una realtà in cui il lettore si immerge, ma allo stesso tempo che egli plasma con la sua esperienza personale: così si realizza il dialogo autore -lettore. Il racconto si configura come una sorta di incontro, un’esperienza che apre nuove possibilità e che arricchisce, non solo perché permette di apprendere nuove nozioni, ma perché implica “una ricapitolazione degli aspetti del Sé significativi, per questo può svolgere una funzione importante per la crescita della persona, consentendole di esplorare se stessa e le proprie emozioni” (Maria Chiara Levorato).
    Le opere letterarie si rendono strumento di condivisione, connessione e trasmissione: un artefatto per condividere informazioni, storie, valori, idee.
    Ciò che si legge è una finestra che si affaccia su milioni di storie, volti, epoche, racconti.
    Sembra essere enorme il potere della lettura: permette un’apertura mentale che non conosce confini geografici, religiosi o etnici. Supera le barriere del pregiudizio e della chiusura nel proprio angolo di convinzioni, allontana lo spettro del razzismo, indirizza al cambiamento, sconvolge la vita quotidiana e spezza ostacoli che bloccano le nuove possibilità.

    Corso di Pedagogia Sperimentale (STPPM)

    Marta BALDELLI
    Elisabeth CASAGNI
    Federica FRUGANTI
    Arianna LUMEDILUNA
    Ilenia MANCINELLI
    Chiara MAZZOLI
    Cristina PELLEGRINI
    Emanuela PICCHIò
    Martina TASSI
    Giulia VALENTINI

  30. Daila Gostoli ha detto:

    “Imparare dalla lettura ” è un libro che narra ed esplica al meglio il rapporto che subentra tra gli uomini e i libri di ogni genere. Vi possiamo trovare, infatti, un’analisi accurata delle tecniche di lettura sviluppatesi tra la popolazione, tecniche introdotte da metodi educativi precisi, che appunto, prendono forma nelle scuole italiane. Spiegando proprio il significato della lettura per gli esseri umani di qualsiasi età si può comprendere lo scopo etico e metodologico di questo libro che analizza con ricerche accurate l’approccio che si ha con i libri da un punto di vista psicologico, sociale e pedagogico. Questo testo ha portato alla nascita di un dibattito nel nostro gruppo basato sull’autoanalisi, riguardo al rapporto che ogni componente ha con la lettura. Dal confronto di ogni singolo membro, sono emersi diversi punti di vista di tipo soggettivo, riguardanti il rapporto che ognuno di noi ha sviluppato nel corso della propria vita con la lettura. Al contrario delle ricerche che sono state riportate nel libro, riferite al fatto che avere uno o entrambi i genitori lettori influisce sulla probabilità che il figlio sia a sua volta lettore, abbiamo constatato che per la maggior parte di noi non è stato così. Infatti è presente chi, non essendo figlio di lettori forti ma di soggetti che si ritenevano appassionati alla lettura e grazie all’incontro avuto nella scuola primaria con insegnanti che hanno utilizzato la tecnica della lettura ad alta voce, è stato portato a continuare l’interesse verso la lettura di testi. C’è stato chi nel tempo ha visto diminuire l’interesse per la lettura a causa dell’applicazione di metodi didattici focalizzati solo sulla valutazione riguardo alla comprensione del testo, senza far nascere la passione verso la narrativa. A nostro parere questa è la dimostrazione di come un metodo educativo non corretto possa influenzare in modo sbagliato a lungo andare su ciò che in realtà è nato come arricchimento. Gli altri punti di vista si rifanno sempre al rapporto che si è instaurato fin da piccoli con le fiabe, altre storie di fantasia e fumetti perché, in alcuni casi, ha portato in età più adulta a ricordare in modo gioioso e piacevole i momenti di lettura con i propri genitori. Ci sono altri casi in cui i genitori hanno invece trasmesso in modo sbagliato la lettura ai figli, focalizzandosi troppo sulla tecnica di analisi piuttosto che sullo sviluppo della fantasia, portando quindi il bambino sia ad odiare la lettura ma anche a sviluppare un’ottima capacità di analisi del testo che si è riscontrato nel suo percorso formativo. E’ presente anche chi è molto appassionato alla lettura, a tal punto da poterlo considerare un lettore forte, tale passione nacque anche grazie al lavoro svolto nella scuola dell’infanzia, ove veniva attuata la lettura ad alta voce (LaAV ), seppur saltuariamente, che ha alimentato l’interesse che si è poi sviluppato autonomamente mutando nel tempo, passando dall’infanzia con la lettura di testi per bambini, nell’adolescenza ai fumetti, per poi maturare ed arrivare alla lettura di testi maggiormente saggistici. Alla fine ci siamo trovati tutti d’accordo sul fatto che il cartaceo è preferibile ai mezzi digitali, e non solo su questo, ma il punto fondamentale di analisi si è sviluppato sul concetto di educazione alla lettura in quanto le due figure principali, scuola e famiglia, sono essenziali per apportare un cambiamento a questa situazione di decadenza che si sta sviluppando in Italia.
    Cambiare i metodi pedagogici quindi significa contribuire allo sviluppo autonomo del soggetto verso il mondo della lettura, verso un maggiore sviluppo dell’immaginazione, verso una migliore attenzione per le sensazioni e le esperienze riportate da altri e a incrementare l’apertura nei confronti di diverse culture. I genitori dovrebbero essere rieducati, tramite l’introduzione di progetti che li coinvolgano, alla necessità di incrementare l’interesse nei propri figli alla lettura, deve essere un momento che l’individuo porta con sé nel suo percorso di vita, che ricorda con gioia e che lo spinge a continuare a leggere, leggere e leggere. La lettura ci offre l’opportunità di interagire con gli altri e ci procura sensazioni tali che il mondo diventa ai nostri occhi più comprensibile e chiaro, permettendo a ciascuno di noi “di rispondere meglio alla propria vocazione di essere umano”

    CORSO DI LAUREA IN SCIENZE DELL’EDUCAZIONE 2013/2014
    Corso di Metodologia della ricerca educativa, della osservazione e della valutazione .

    ARMILLEI SARA 264668
    GOSTOLI DAILA 267118
    GRISOLIA DANIELA 262853
    LIBEROTTI MARIA GIULIA 261592
    PIGLIAUTILE GENNY 264963
    RIVELLI FABIANA 266580
    TAMBURINI GIULIA 267142

  31. Roberto Vagnetti ha detto:

    IMPARARE DALLA LETTURA CON “IMPARARE DALLA LETTURA”

    Il progetto a cura di Simone Giusti e Federico Batini comincia con un titolo molto semplice e provocatorio,una semplicità che però diviene profonda,raffinata e controversa mano a mano che viene analizzata la relazione odierna tra letteratura e lettore.
    Si passa dalla descrizione prettamente materiale di cosa sia un’opera letteraria,ovvero un artefatto basato sull’uso del linguaggio,al suo più intrinseco e spesso trascurato valore:una dimensione dove il lettore in realtà ha un grosso ruolo nel determinare il fine e l’effettiva utilità di tale.Ciò che viene immediamente reso cosciente è il fatto che durante la lettura avviene un grosso lavoro da parte del lettore che metacognitivamente crea un mondo dove il letto viene rappresentato,elaborato e ipotizzato in base alle sue esperienze e alla sua soggettività creando una dimensione situata tra i due.E’ proprio in questa dimensione che la lettura può assolvere ai suoi compiti:in questo spazio di infiniti mondi,culture e circostanze si ha la possibilità di arricchirsi,oltre che di nozioni anche di punti di vista e di interpretazioni.
    Studi riportati dimostrano come nell’adolescenza ci sia un periodo critico di abbandono della lettura mentre nella controparte infantile sia un’attività molto operata,dato deludente considerando l’importanza del periodo adolescenziale e lo sviluppo cognitivo che vi avviene.
    Il punto di forza dell’opera sta nell’argomentare come la lettura sia raggiungibile da tutti esorcizzando la figura dell’elitè letterata vista come una concezione troppo ermeneutica del sapere o degli interessi e passando per i grandi autori arriva ad attribuire virtù terapeutiche alla letteratura (dimostrando come già Ovidio e Boccaccio sfruttando la dimensione narrativa tentassero di trovare una cura al “mal d’amore”).
    L’opera riesce a trasporre un pensiero complesso e argomentazioni dense in un modo leggero e semplice cosa che ho apprezzato molto perchè si pone lo scopo di far riflettere sulla funzione della lettura e farla rivalutare anche da persone che non ne sono dedite,così da non creare una barriera e farla associare ad un lavoro elitiario per una “elitè di intellettuali”,rendendo l’argomentazione facilmente assorbibile.
    Lo ritengo un progetto che può costituire una base solida in quanto vengono riportati oltre a dati,anche suggerimenti metodici e sopratutto pensieri e idee di professionisti del settore della letteratura,della sociologia,della pedagogia,etc…
    E’ stato molto interessante valutare l’effettivo potenziale della lettura ed è stato incoraggiante notare la forza con cui l’opera spinga ad un cambiamento sia delle funzioni che delle metodologie con cui la letteratura può influenzare qualsiasi tipologia di destinatario.
    Questo libro in conclusione rappresenta un primo passo verso la concezione di una lettura che può aiutare,far riflettere e arricchire il lettore per abbandonare la situazione quasi opposta a quella conforme agli standard presentati dal testo (in particolar modo riscontrabile nel sistema scolastico italiano,come viene sottolineato dagli autori).

    Corso di Pedagogia Sperimentale (STPPM)
    Commento di
    Roberto Vagnetti-254850

  32. Rivelli Fabiana ha detto:

    “Imparare dalla lettura ” è un libro che narra ed esplica al meglio il rapporto che subentra tra gli uomini e i libri di ogni genere. Vi possiamo trovare, infatti, un’analisi accurata delle tecniche di lettura sviluppatesi tra la popolazione, tecniche introdotte da metodi educativi precisi, che appunto, prendono forma nelle scuole italiane. Spiegando proprio il significato della lettura per gli esseri umani di qualsiasi età si può comprendere lo scopo etico e metodologico di questo libro che analizza con ricerche accurate l’approccio che si ha con i libri da un punto di vista psicologico, sociale e pedagogico. Questo testo ha portato alla nascita di un dibattito nel nostro gruppo basato sull’autoanalisi, riguardo al rapporto che ogni componente ha con la lettura. Dal confronto di ogni singolo membro, sono emersi diversi punti di vista di tipo soggettivo, riguardanti il rapporto che ognuno di noi ha sviluppato nel corso della propria vita con la lettura. Al contrario delle ricerche che sono state riportate nel libro, riferite al fatto che avere uno o entrambi i genitori lettori influisce sulla probabilità che il figlio sia a sua volta lettore, abbiamo constatato che per la maggior parte di noi non è stato così. Infatti è presente chi, non essendo figlio di lettori forti ma di soggetti che si ritenevano appassionati alla lettura e grazie all’incontro avuto nella scuola primaria con insegnanti che hanno utilizzato la tecnica della lettura ad alta voce, è stato portato a continuare l’interesse verso la lettura di testi. C’è stato chi nel tempo ha visto diminuire l’interesse per la lettura a causa dell’applicazione di metodi didattici focalizzati solo sulla valutazione riguardo alla comprensione del testo, senza far nascere la passione verso la narrativa. A nostro parere questa è la dimostrazione di come un metodo educativo non corretto possa influenzare in modo sbagliato a lungo andare su ciò che in realtà è nato come arricchimento. Gli altri punti di vista si rifanno sempre al rapporto che si è instaurato fin da piccoli con le fiabe, altre storie di fantasia e fumetti perché, in alcuni casi, ha portato in età più adulta a ricordare in modo gioioso e piacevole i momenti di lettura con i propri genitori. Ci sono altri casi in cui i genitori hanno invece trasmesso in modo sbagliato la lettura ai figli, focalizzandosi troppo sulla tecnica di analisi piuttosto che sullo sviluppo della fantasia, portando quindi il bambino sia ad odiare la lettura ma anche a sviluppare un’ottima capacità di analisi del testo che si è riscontrato nel suo percorso formativo. E’ presente anche chi è molto appassionato alla lettura, a tal punto da poterlo considerare un lettore forte, tale passione nacque anche grazie al lavoro svolto nella scuola dell’infanzia, ove veniva attuata la lettura ad alta voce (LaAV ), seppur saltuariamente, che ha alimentato l’interesse che si è poi sviluppato autonomamente mutando nel tempo, passando dall’infanzia con la lettura di testi per bambini, nell’adolescenza ai fumetti, per poi maturare ed arrivare alla lettura di testi maggiormente saggistici. Alla fine ci siamo trovati tutti d’accordo sul fatto che il cartaceo è preferibile ai mezzi digitali, e non solo su questo, ma il punto fondamentale di analisi si è sviluppato sul concetto di educazione alla lettura in quanto le due figure principali, scuola e famiglia, sono essenziali per apportare un cambiamento a questa situazione di decadenza che si sta sviluppando in Italia.
    Cambiare i metodi pedagogici quindi significa contribuire allo sviluppo autonomo del soggetto verso il mondo della lettura, verso un maggiore sviluppo dell’immaginazione, verso una migliore attenzione per le sensazioni e le esperienze riportate da altri e a incrementare l’apertura nei confronti di diverse culture. I genitori dovrebbero essere rieducati, tramite l’introduzione di progetti che li coinvolgano, alla necessità di incrementare l’interesse nei propri figli alla lettura, deve essere un momento che l’individuo porta con sé nel suo percorso di vita, che ricorda con gioia e che lo spinge a continuare a leggere, leggere e leggere. La lettura ci offre l’opportunità di interagire con gli altri e ci procura sensazioni tali che il mondo diventa ai nostri occhi più comprensibile e chiaro, permettendo a ciascuno di noi “di rispondere meglio alla propria vocazione di essere umano”

    CORSO DI LAUREA IN SCIENZE DELL’EDUCAZIONE 2013/2014
    Corso di Metodologia della ricerca educativa, della osservazione e della valutazione .

    ARMILLEI SARA 264668
    GOSTOLI DAILA 267118
    GRISOLIA DANIELA 262853
    LIBEROTTI MARIA GIULIA 261592
    PIGLIAUTILE GENNY 264963
    RIVELLI FABIANA 266580
    TAMBURINI GIULIA 267142

  33. Daila Gostoli ha detto:

    Prof noi lo avevamo già pubblicato ieri alle 4.31 pm ma sopra al commento c’era scritto ” in attesa di moderazione ” pubblicato da :Daila Gostoli

  34. Daila Gostoli ha detto:

    daila gostoli

  35. federicobatini ha detto:

    ok allora non c’era bisogno di reinviarlo di nuovo

  36. Daila Gostoli ha detto:

    Ci scusi per il disguido

  37. Cristina Porta ha detto:

    In questo volume l’argomento principale è la lettura, la quale viene trattata da più punti di vista: psicologico, sociologico, pedagogico ,letterario. La lettura non solo può essere strumento culturale, ma anche mezzo-guida per l’interpretazione e comprensione della realtà. La lettura svolge un ruolo fondamentale nel quotidiano, nella vita e specificatamente nei sistemi educativi, poiché con essa si può insegnare, ma si può anche e soprattutto apprendere. Lettore e ricevente/ascoltatore sono protagonisti di un mondo concreto, ma simultaneamente possono trasferirsi in un altro mondo, quello dell’immaginazione. Ma dalla lettura si può apprendere, e i luoghi in cui avviene questo processo possono essere la famiglia, la scuola o altre agenzie secondarie. Come afferma Simone Giusti “la lettura influenza la cultura del bambino fin dal momento della sua nascita”.
    Una ricerca condotta nel 2001 dimostra che dedicando del tempo alla lettura con i bambini sin da piccoli essa può avere un effetto positivo, sia dal punto di vista della comprensione del testo che a livello cognitivo.
    Bettelheim analizza l’importanza per i bambini della lettura delle fiabe per il loro sviluppo emotivo e
    cognitivo…in quanto consente al bambino di approfondire la riflessione sul significato della propria vita e sulla
    morale personale (cfr. A. Smorti C.Fioretti 2013: 36.)
    I neuroscienziati tramite delle ricerche hanno potuto constatare che leggendo o ascoltando un testo, il nostro cervello simuli ciò che è rappresentato in esso e susciti emozioni. Il soggetto ha bisogno di avvicinarsi alla lettura gradualmente.
    Questo è possibile sia tramite stimoli esterni, come ad esempio la lettura ad alta voce (LAAV), definita anche come “pratica di cura collettiva”, oppure proponendo letture sin da fanciullo in modo che si possa appassionare a questa pratica perché leggere ad alta voce e ascoltare letture è un modo per tessere legami, relazioni, condividere emozioni, confrontarsi, crescere. Il bambino può ricevere un’influenza, a riguardo, prendendo esempio dal genitore o da altre figure significative, che a loro volta gli dovrebbero proporre letture stimolanti.
    Invece prendendo in considerazione la scuola, i ragazzi sviluppano con la lettura dei testi capacità di comprensione, di previsione delle azioni, di interpretazione, di conoscenza e apertura verso il mondo.
    La lettura può considerarsi come processo autoriflessivo-metacognitivo: una volta sviluppata la teoria della mente, essendosi esercitato nella lettura col genitore, il bambino ha tutti gli strumenti per affrontare il testo da solo, così il bambino impara a riflettere sulle diverse rappresentazioni della vita. Questo processo stimola l’evoluzione delle attività cognitive stesse, in cui entrano in gioco degli strumenti quali: memoria, apprendimento, ragionamento, e capacità di commentare e condividere informazioni. Da qui emerge anche il compito dell’educatore, ovvero quello di creare le condizioni affinché l’opera prenda forma nella mente del lettore (cfr. S. Giusti 2013: 15).
    La lettura ci permette di evadere dal nostro mondo e di entrare in un’altra realtà finzionale tramite il mondo narrato e la relazione che si instaura tra il lettore e lo scrittore. Questa pratica aumenta la capacità di mettersi nei panni degli altri, molto utile nella nostra società caratterizzata dal perpetuo cambiamento, e comprendere situazioni distanti da quelle abituali. Le narrazioni danno un senso alle esperienze che facciamo nella vita di ogni giorno, sono un dialogo perché le storie che raccontiamo agli altri le raccontiamo anche a noi stessi (cfr. G. Mantovani 2013: 61). Inoltre la lettura è motivata dal desiderio di soddisfare un bisogno a tal punto che per i lettori può essere liberatoria e grazie a questa riescono ad esprimere le proprie emozioni ad una “distanza di sicurezza”. Si tratta di una vera e propria esperienza corporale associabile ai bisogni primari dell’uomo, di un’esperienza “letteraria” considerata come “oggetto d’amore” fonte di piacere mentale che compensa le nostre mancanze. Tra i benefici
    della lettura vi è anche quello d’”effetto terapeutico”: originale è il modo con cui si fa riferimento alla letteratura del Trecento (Petrarca, Boccaccio) per spiegare come sia possibile che dalle narrazioni, dalle poesie e dalle canzoni si possa trarre giovamento per “alleviare le proprie pene” ponendosi in uno stato di appagante serenità. Si guarisca, in qualche modo, dal “mal d’amore”. La persona diventa artefice, artista, protagonista della propria vita praticando un atto di libertà. La lettura non può non essere percepita come attività e che, come tale, non può che essere vissuta attivamente in quanto essa è risorsa, fonte di vita, è qualcosa che penetra corpo e anima e si appropria di ciò e viceversa l’uomo si appropria di qualcosa che è più forte di lui. Lo strumento di mediazione che tocca la sensibilità dell’uomo è la voce. Si può leggere in famiglia, a scuola, in altri luoghi, ma è necessario il ruolo attivo del lettore e del ricevente perché la lettura possa acquisire un senso che sia pratico, concreto di cambiamento, che porti infine alla libertà. La lettura ha potere educativo, con la letteratura, essa è maestra di vita e coinvolge, “stravolge” l’uomo nella sua totalità, per tutto l’arco della sua vita.
    Martina Milano 252999
    Martina Donateo 254871
    Cristina Porta 253817

  38. Michela Buoninconti ha detto:

    “I racconti sono la moneta corrente della cultura, lo strumento attraverso il quale una comunità umana costruisce continuamente il fondale contro cui si stagliano e acquisiscono un senso le esperienze individuali” (Jerome Bruner).
    Sono partita da questa citazione, perchè la vita umana non è pensabile al di fuori dell’attività narrativa (come sostiene Paolo Jedlowski, “siamo una specie narrante”) sin già dai primi mesi di vita, quando qualcun’ altro ( genitori ed educatori) attraverso la Lettura e grazie alla funzione espressiva e dell’intonazione della voce, ci comunicano emozioni ,calore umano, contenuti significativi e tracce di vita .La valenza affettiva che la lettura acquisisce, se sperimentata sin da piccoli attraverso la mediazioni di adulti significativi, rimane indelebile. In tal modo quando una persona impara a leggere è naturalmente già “imbevuta” di storie mediante diversi canali di comunicazione quali appunto oralità ,radio, televisione ecc..
    La narratività permette di connettere il passato al futuro, attingendo alle esperienze proprie ed altrui. Le connessioni che il linguaggio consente di fare fra le diverse realtà, svolgono un duplice ruolo: da un lato ci aiutano a sostenere la sensazione di una fondamentale coerenza del nostro io, credenze, tradizioni e valori che caratterizzano ogni biografia umana e dall’altro lato le suddette connessioni ci permettono di far parte integrante di un mondo sociale complesso e abitato da altri individui in parte uguali e in parte diversi da noi. Secondo le scienze umane, la spinta di leggere testi narrativi, nasce dal bisogno di attribuire un significato ed un senso reale alle azioni e alle intenzioni degli esseri umani. La necessità dell’alterità (l’uomo animale sociale) di comprendere e avere la massima consapevolezza dell’altro e di se stessi; quindi lo spiccato desiderio di perfezionare sempre di più la capacità di imputare un significato all’esperienza.
    La lettura è un’attività che implica un impiego di risorse notevole, ragion per cui sarebbe opportuno pensare ad essa come un’attività mentale che abbia un senso nella vita di ognuno di noi con la finalità di un costante arricchimento della personalità.
    Secondo la psicologa Maria Chiara Levorato ,la fruizione della narrativa implicherebbe ” una ricapitolazione degli aspetti del Sè significativi, e per questo può svolgere una funzione importante per la crescita della persona, consentendole di esplorare se stessa e le proprie emozioni mediante coinvolgimento affettivo e mettendo alla prova i sistemi di credenze che forniscono senso alla realtà”.
    La lettura ad alta voce, a mio parere,è un’ottima proposta axiologica nel campo educativo, perchè aiuta il bambino a vivere la propria vita come “compito aperto” ovvero come “tensione” ad andare sempre oltre l’acquisito,cioè lo incita a ricavare dal risultato conseguito quelle motivazioni che “conserverà” per i compiti da svolgere ed interpretare in futuro.
    Le pratiche di lettura favoriscono una relazione empatica tra chi ascolta e chi legge,come infatti mostrano le interviste fatte ai lettori volontari di LaAV (Associazione Nausika marzo 2009) che testimoniano una vicinanza e una confidenza quasi immediata con chi ha letto con loro o semplicemente chi li ha ascoltati leggere.
    La lettura è una “palestra di vita” ad ampio spettro e nonostante questo, secondo dati statistici,
    in Italia la percentuale dei lettori complessivi (ivi compresi i border-line) è solo del 38%, contro il 46% degli Stati Uniti, il 47,6% della Spagna, il 48,3% della Francia, il 60,2% della Germania, il 63,7% dell’Inghilterra. Il 62% degli italiani,secondo questa indagine, non legge.
    Come futura educatrice, nutro la speranza insieme ai miei colleghi di promuovere la lettura,in qualsiasi contesto di vita che il futuro ci riservi.
    “Comunicare non significa solo inviare informazioni all’indirizzo di un’altra persona. Significa creare negli altri un’esperienza, coinvolgerli fin nelle viscere e questa è un’abilità emotiva”.
    (Daniel Goleman)

    Michela Buoninconti
    Matr. 259143 C.di L. Scienze dell’ Educazione a.a 2013/2014
    Metodologia della ricerca educativa, dell’osservazione e della valutazione.

  39. Alessia Cerqueglini ha detto:

    “Non esistono forse giorni della nostra infanzia che abbiam vissuti tanto pienamente quanto quelli che abbiamo creduto di aver trascorsi senza vivere, in compagnia d’un libro prediletto”.
    (Marcel Proust, Journes de lecture)

    Leggere è un privilegio esclusivo degli esseri umani, nessun’altra creatura vivente possiede la stessa capacità. Attraverso la lettura entriamo in contatto ogni volta con centinaia di mondi e vite differenti dalle nostre e possiamo conoscere saggi e filosofi vissuti anche migliaia di anni fa. Leggere è come intraprendere un viaggio, si può andare in ogni direzione, ci si può perdere e si possono conoscere nuovi luoghi e persone. Durante la lettura ci estraniamo dal mondo reale per incontrare personaggi che possono aiutarci a trovare le risposte ai nostri quesiti.
    Per alcune persone quindi incontrare un buon libro è come incontrare un grande maestro, è fonte di inestimabile valore e rappresenta una vera e propria evasione dal mondo reale. Esiste però una buona fetta di popolazione la quale ritiene la lettura come qualcosa di difficile comprensione, quasi riservata ad una certa élite intellettuale. Dati IPSOS infatti mostrano che quasi un terzo dei lettori italiani legge cinque o addirittura meno libri all’anno. Nel corso degli anni la vita di tutti i giorni è profondamente cambiata, i ritmi sono sempre più frenetici e la lettura è stata poco a poco messa da parte fino quasi a scomparire. Uno dei più grandi errori della nostra società, perché il libro rappresenta una fonte di arricchimento non solo culturale, ma anche intellettivo, sociale, etico e morale.
    E’ per questo suo enorme potenziale che la lettura dovrebbe essere affrontata prima possibile nella vita dell’essere umano. Quando la lettura, in particolare la lettura ad alta voce, coinvolge il genitore essa stimola nel bambino enormi benefici in termini emotivi e cognitivi dando vita ad una vera e propria relazione empatica. Le prime esperienze di lettura nella relazione con gli adulti significativi e la familiarità di quest’ultimi con la lettura sono fattori che influenzano le abitudini dei bambini, permettendo di potenziare le loro capacità di attenzione all’ascolto, concentrazione, linguaggio e metacognizione. La stimolazione continua da parte dei genitori risulta efficace inoltre nel preparare il bambino alle successive fasi di apprendimento durante la scolarizzazione. La scuola rappresenta un luogo fondamentale per trasmettere ai ragazzi la consapevolezza dell’importanza della lettura, ma troppo spesso si assiste, specie nel periodo adolescenziale, ad un vero e proprio abbandono di questa attività. La normale didattica allontana i giovani dalla lettura, la quale viene intesa come un’attività noiosa e finalizzata all’insegnamento di specifiche discipline. Ecco che risulta essenziale nella vita di ogni essere umano una stimolazione costante da parte sia della famiglia sia della scuola per rendere ogni singolo individuo capace di riflettere criticamente sulle proprie scelte di vita e su persone e culture differenti dalla propria. Attraverso un approccio flessibile al mondo è possibile cogliere l’immenso valore derivato dalla conoscenza di popoli e paesi lontani nel tempo e nello spazio.
    La lettura svolge anche una funzione terapeutica nei confronti del mal d’amore. Boccaccio nel Decameron, raccolta di novelle e canzoni destinate al genere femminile, ci spiega come queste possano fungere da pillole di distrazione e di svago quotidiano contro ogni sofferenza d’amore e contro la malinconia.
    “Imparare dalla lettura” quindi per non chiudersi in se stessi, per vivere momenti di socializzazione e di scambio, per aprirsi mentalmente verso mondi lontani. Leggere permette di ritrovare se stessi nelle parole che si incontrano in un libro, permette di condividere percorsi di vita e di dare un volto alle proprie emozioni.
    Coloro che si occupano di educazione dovrebbero, prima di ogni altra cosa, creare nei bambini un rapporto affettivo con il libro, dovrebbero stimolare e suscitare loro il piacere e la passione per la lettura, abbandonando ogni approccio analitico al testo e facendo vivere un’esperienza liberatoria che apre la strada ad infinite possibilità.

    Corso: pedagogia sperimentale 2013/2014, STPPM
    
Commento di: Alessia Cerqueglini

  40. Alessia Cerqueglini Matr. 256236

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