Corso per il sostegno (I e II ciclo): il modello di lezione seguito…

Carissimi tutti,
il modello di lezione che abbiamo seguito, lo ricorderete, fa riferimento ad analogo modello proposto da Roberto Trinchero (che a sua volta lo media da alcuni importanti costruttivisti), si compone di queste fasi:
– attività ingenua: in cui ai bambini/e, ragazzi/e viene chiesto di svolgere un’attività (costruire qualcosa, predisporre un progetto, scrivere un testo) relativo all’argomento o competenza obiettivo che si vuole raggiungere (dunque se stiamo lavorando con degli insegnanti, come nel nostro caso, sulla metacognizione potremmo chiedere loro di ideare attività didattiche che facilitano lo sviluppo della stessa; se stiamo lavorando con un gruppo di ragazzi sull’efficacia comunicativa potremmo assegnare loro il compito di convincere il gruppo classe, attraverso un intervento orale con un tempo definito, di qualcosa);
– socializzazione: nella quale si presentano i propri lavori;
– evidenziazione del positivo: l’insegnante trova in ogni lavoro o prodotto qualcosa che è opportuno da valorizzare e lo sottolinea, contribuendo così a chiarire a tutti quali sono le scelte, i percorsi, le realizzazioni migliori e più rispondenti (senza dimenticare di valorizzare tutti, anche solo relativamente a una parte e senza sanzionare nessuno);
– integrazione: l’insegnante ricomporrà il quadro complessivo aggiungendo (spiegando, esemplificando, raccontando, mostrando) ciò che non è emerso nelle fasi precedenti, con un atteggiamento di tipo consulenziale;
– nuova attività: a questo punto i ragazzi/e o bambini dovrebbero essere in grado di ripetere, con successo, l’attività proposta inizialmente;
– nuova socializzazione: si procede come nella prima socializzazione;
– nuova evidenziazione del positivo: a questo punto gli elementi da valorizzare dovrebbero essere tanti e questa parte funziona anche come “ripasso” per tutti;
– confronto tra prima e seconda attività per essere coscienti del proprio apprendimento: a questo punto ogni bambino/a ragazzo/a riceve di nuovo la propria prima attività e opera un confronto, rendendo così evidente il guadagno apprenditivi (che se non cosciente non può essere tale).
Perché abbiamo scelto questo modello di lezione e l’abbiamo utilizzato insieme? Perché potessimo, come abbiamo detto, lavorare contemporaneamente su processo e contenuto e perché questo semplice modello, immediatamente applicabile consente di promuovere la metacognizione (dopo aver utilizzato questo processo più volte i ragazzi si abituano a verificare il proprio apprendimento e dunque a esercitarci un primo controllo) e l’apprendimento tra pari (dalle attività degli altri e dall’evidenziazione che ne fa l’insegnante apprendo).

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