Montesilvano 18 e 19 febbraio 2016 – Tra valutazione e… narrazione

IMG-20160218-WA0003

Per prima cosa grazie, 900 volte, una per ciascuno di voi.

Lavorare con un numero così alto di insegnanti è un privilegio, pensando a cosa potrà accadere poi nei differenti contesti di istruzione, al potenziale incredibile racchiuso nel grande salone di ieri.

“Da ragazzo, Albert Einstein ha trascorso un anno a bighellonare oziosamente. Se non si perde tempo non si arriva da nessuna parte, cosa che i genitori degli adolescenti purtroppo dimenticano spesso. Era a Pavia. Aveva raggiunto la famiglia, dopo aver abbandonato gli studi in Germania, dove non sopportava il rigore del liceo. Era l’inizio del secolo e in Italia l’inizio della rivoluzione industriale.” Il padre, ingegnere, installava le prime centrali elettriche in pianura padana. Albert leggeva Kant e seguiva a tempo perso lezioni all’Università di Pavia: per divertimento, senza essere iscritto né fare esami. E’ così che si diventa scienziati sul serio. Poi si era iscritto all’Università di Zurigo e si ea immerso nella fisica. Pochi anni dopo, nel 1905, aveva spedito tre articoli alla principale rivista scientifica del tempo, gli Annalen der Physik. Ciascuno dei tre valeva un premio Nobel.” La più bella delle teorie, in: Carlo Rovelli, “Sette brevi lezioni di fisica”, Adelphi, 2014, p.13.

Questo sopra è uno dei brani stimolo che abbiamo letto.

La presentazione che abbiamo utilizzato (clicca sul nome per scaricare): Valutazione narrativa Montesilvano

L’esempio che abbiamo proposto (file non definitivo) di valutazione narrativa di un percorso di recupero delle competenze di base in matematica, realizzata da Andrea Paolini per il progetto Orientadropout (tutte le info sul progetto, di estremo interesse per l’approccio preventivo che propone, si possono trovare cliccando qui. Il sito di riferimento è http://www.dispersione.it), ecco il file: Debreefing intervento andrea prima media

Cristiano Corsini (ecco il blog del bravissimo collega in cui si trovano molti materiali sulla valutazione) parla di valutazione delle competenze e dice che la valutazione delle competenze non si discosta da quanto già sappiamo sulla valutazione e che si può “guardare” alla valutazione per competenze: “in base alle tre prerogative che dovrebbero caratterizzare la valutazione educativa. Queste tre prerogative informano la stessa definizione del processo valutativo, che possiamo descrivere come

  1. un giudizio di valore
  2. emesso sulla distanza rilevata tra una situazione auspicata e una effettivamente riscontrata
  3. finalizzato all’assunzione di decisioni volte alla riduzione di tale distanza.”

Se questo da una parte ci fa riflettere sulla natura soggettiva della valutazione (punto 1) e sulla inevitabile tendenza alla misurazione (2) è importante soprattutto ricordare che nel contesto dell’istruzione si valuta per migliorare, per modificare una situazione problematica, per controllare in maniera più efficace la nostra esperienza di apprendimento e/o di insegnamento. Ci siamo soffermati molto, infatti, sul fatto che la dimensione fondamentale che in un percorso di apprendimento dovrebbe assumere la valutazione è la dimensione “formativa” della valutazione medesima, ovvero il contributo che  in grado di fornire all’apprendimento.

La dimensione narrativa e l’utilizzo di dispositivi di tipo narrativo consente:

  • l’accesso a significati che potrebbero rimanere nascosti (racconti, metafore, ricostruzioni narrative di un apprendimento, un ‘unità, un percorso);
  • la ricostruzione di un processo complessivo di apprendimento (autobiografie cognitive);
  • un giudizio complessivo, espresso in forma narrativa, che consente di accedere al senso di un percorso svolto anziché tradurlo semplicemente in un numero;
  • l’inclusione dei bambini e ragazzi all’interno del proprio processo di apprendimento;
  • la ricostruzione del livello “meta” (i livelli di “autonomia” rispetto al possesso di una competenza prevedono anche che io sia in grado di conoscere, ricostruire e socializzare l’apprendimento che possiedo);
  • una stabilizzazione e un rinforzo dell’apprendimento;
  • la possibilità di colmare una cesura altrimenti troppo forte tra momento dell’apprendimento e momento valutativo;
  • ….

Un esempio macro, raccontare una concezione di istruzione per modificarne il significato, ecco Ken Robinson in “Cambiare i paradigmi dell’educazione”.

Alcuni esempi di utilizzo di modalità narrative possono essere:

  • l’invenzione di favole che raccontino un percorso di apprendimento in chiave metaforica;
  • l’utilizzo di strumenti di tipo diaristico a livello individuale, di gruppo, di classe (finalità documentaria, valutativa, di ricostruzione morfogenetica del proprio apprendimento);
  • la costruzione di giudizi complessivi che ricostruiscano il percorso di un bambino e di un ragazzo;
  • la decostruzione richiesta ai propri allievi, in forma narrativa, di un apprendimento conseguito;
  • l’invenzione di un personaggio metaforico di classe del quale si raccontano, via via, le conquiste;

Come promesso, inoltre, vi inserisco il collegamento al video, fondamentale, intitolato “I pericoli di una storia unica”, che vi prego di ascoltare e fruire liberamente e, se possibile, di riascoltare poi interpretando il tutto come metafora della valutazione. La storia unica, allora, può essere uno sguardo unico oppure un’unica base dati, un unico tipo di evidenze etc… L’intersoggettività assume, senza dubbio, un valore fortissimo in un processo di valutazione, ancora più se assume un approccio di tipo narrativo.

Qui trovi il video, bellissimo: Chimamanda Adichie The danger of a single story. 

I materiali didattici promessi, eccoli (clicca per scaricare): nel post di un incontro precedente sono riuniti una serie di materiali e percorsi didattici.

Link diretto ai QUADERNI con i percorsi completi per competenze.

Una microguida sull’obbligo di istruzione e le competenze: clicca qui.

Un’attività complessa di realtà è quella che proponiamo con il progetto booksound, un concorso per le scuole secondarie di primo e secondo grado per “fare propri” dei romanzi e dargli voce. Il “claime” è, infatti, I LIBRI ALZANO LA VOCE, ogni info sul sito dedicato, clicca qui.

Infine ecco dove si possono trovare informazioni relative a una serie di prodotti per la professione e un catalogo relativo a formazione insegnanti in uscita: clicca qui per accedere.

La copertina e l’indice del catalogo con due percorsi/esempio sviluppati: catalogo-formazione-insegnanti-imp-1

Questa voce è stata pubblicata in Appunti, TFA e altri percorsi (materiali) e contrassegnata con , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...